Capri, l’isola del blu

Capri, l’isola del blu

Tutti abbiamo bisogno di un posto.

Un posto che sia il tuo, quello che alcuni chiamano “il posto dell’anima”, semplicemente un posto che ti permetta di “stare”, senza dare spiegazioni, senza chiedere conto, un posto dove tu possa lasciar andare lo sguardo e né nebbia né palazzo lo ostacoli, un posto dove respirare, un posto dove riposare, immaginare, sentire un organetto che suona per strada o dentro di te.

Ognuno ha il suo e poi ce n’è uno per tutti che si chiama Capri.

vista dal faro di Capri

posto

L’isola è fatta da due paesi e migliaia di scorci. Capri è il primo centro, chic, raccolto intorno alla piazzetta, che domina il porto dal quale si può andare avanti e indietro con una funicolare che, già di per sé, è un bel gioco con il quale iniziare la propria esperienza sull’isola. Le piccolissime vie, la piazza che ribolle di turisti, il campanile che scandisce le ore, le piastrelle colorate che sanno indirizzarti un po’ più in là dove il rumore cessa e inizia la brezza e le sterminate sfumature dei fiori, del verde della macchia, dei lampioni bassi, del chiacchiericcio e dell’acciottolarsi dei piatti che esce dalle cucine.

porto di Capri

luce2

Proseguite verso villa Jovis, verso l’arco naturale, verso il belvedere Falco e inalate a pieni polmoni il privilegio di respirare il profondo blu, come se riposaste nel letto più grande, davanti alla finestra più luminosa, con la donna (o l’uomo, amiche lettrici!) più bella del mondo. Perché qui a Capri, il profondo blu vi abbraccia sempre, ce l’avete intorno e vi entra dentro, non c’è scampo, non c’è niente da fare. Me ne sono accorto quando è esploso, insieme al resto, la mattina del mio secondo giorno. Quando sono arrivato le nuvole ingannavano e creavano come un’aria di attesa. Era solo il sipario.

vista dal belvedere Falco Capri

belvederefalco

La mattina dopo lo spettacolo era pronto. Come quando esplodono i fuochi d’artificio, come quando si stende la tempera sulla tela, come quando il mago urla “Voilà’! Il verde era smeraldo, il rosso sangue, l’azzurro smalto e il blu, beh, il blu era il profondo blu. Prendete un bus del servizio pubblico e fatevi portare ad Anacapri, scendete in piazza Vittoria e salite sulla seggiovia che vi porta sulla vetta del monte Solaro, il punto più alto dell’isola. Man mano che sotto i vostri piedi scorrono alberi e rocce e il mare, sempre più presente, sempre più attorno e dentro di voi, sempre più blu, si insinua e vi abbraccia, scendete sulla vetta e godete della magnificenza di Ischia e Procida, di Punta Campanella, dei faraglioni, del golfo di Salerno e portate a casa tutto, ma proprio tutto tutto, senza dimenticare nulla.

Capri

balcone

Golfo di Salerno dal monte Solaro Capri

monteSolaro

Poi passeggiate per Anacapri, calma, distesa e lenta come i pensieri migliori, come i pomodori datterini, come una pennichella. Magari fermatevi per un aperitivo e una bruschetta da Materita, come abbiamo fatto Casie ed io, prendetevi un gelato, aspettate il momento giusto per incontrare un’altra bellezza, di quelle che fanno perdere al cuore un battito, che ti instupidiscono le parole e ti ingarbugliano i sentimenti.

bruschetta da Materita Anacapri

pomodori

Raggiungete il faro, secondo in Italia, dopo la lanterna di Genova, per gittata di luce. Da qui parte il sentiero napoleonico: quattro fortini che punteggiano la costa e delimitano il percorso. Ora il mare vi concede una tregua, non reggereste tutto quel blu in una volta sola. E allora diventa vezzoso, si impreziosisce, complice il sole che inizia a calare proprio di fronte a voi e fa d’argento l’acqua, le rocce d’oro. E’ la grotta dei pirati ora. D’altro canto ci siete sopra, sopra la Grotta Azzurra.

faro Capri

faro3

Insomma, ognuno ha il suo posto e poi ce n’è uno per tutti che si chiama Capri.

Scegliete di chi o di cosa, poi venite qui e innamoratevi.

Per il preziosissimo aiuto e la sua squisita gentilezza, devo ringraziare Costanzo Ruocco dell’azienda autonoma Cura Soggiorno e Turismo di Capri (www.capritourism.com). Grazie di cuore!