Sorrento e Gaeta. Due facce dello stesso mare

Sorrento e Gaeta. Due facce dello stesso mare

E’ strano mettere insieme due destinazioni come Gaeta e Sorrento, sia perché appartengono a due regioni diverse, sia perché hanno due facce diverse, ma è proprio per questo che ho scelto di metterle insieme, per raccontare due facce dello stesso mare, di uno stesso tratto di costa che abbraccia la stessa acqua, Ischia, Ponza e Ventotene. Per raccontare il viaggio che da una ti porta all’altra.

il mare di Gaeta

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Gaeta

Gaeta ha la faccia dura, quella di una città di mare fiera e militare. Ha un lungomare bello che la sera si accende, punteggiato dalle basse luci della costa, da una luna rossa che sembra gocciolare. Si chiama lungomare Caboto, a ricordare un cittadino illustre, che con il viso ha sfidato venti sconosciuti fino ad arrivare in Canada. Se dal lungo mare si alzano gli occhi verso l’alto sembra che la Cattedrale ti venga addosso, imponente e svettante, come messa lì in mezzo alle bouganville affinché si possa vedere fin dall’ultimo filo dell’orizzonte.

lungomare Caboto Gaeta

lungomare

C’è poi la marina, il vecchio borgo, bello e scuro, affascinante e antico, pieno di taverne e di locande, marinai e turisti, stranieri e passanti e il solito odore di salmastro che ti tiene ancorato qui. Gaeta ha poi un’altra faccia ancora, ed è quella della roccia spaccata, delle spiagge, della sabbia fine e dell’acqua chiara. Un turismo lento, docile, che prende tranquillo gli ultimi raggi di sole della stagione che si avvia al termine.

Tramonto sulle spiagge di Gaeta

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Sorrento

A Sorrento bisogna arrivarci. Lo si può fare in auto ovviamente ma farlo con i mezzi, benché più complicato, ha un altro fascino. Prendi il bus per Formia, da Formia il treno per Napoli e da Napoli la circumvesuviana che attraversa San Giorgio a Cremano, Pozzuoli, Castellammare, Vico Equense. Sul convoglio c’è un ragazzino che suona il tamburello molto bene, ha un viso simpatico mentre accompagna “O’ surdato nnamurato” e tu sei già da un’altra parte.

mare di Sorrento

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Quando poi arrivi a Sorrento, è come entrare in un giardino. Come nei giardini di Cataldo, che vi invito a visitare, limoni e arance, profumo di mare e la prima brezza fresca di settembre. C’è poi il mare che si vede dalle piazze che è più di un mare, ridefinisce il concetto stesso di blu, si perde di qua e di là, è davvero grande e profondo come lo si immagina quando si è lontani, come l’avranno immaginato i tanti sorrentini partiti da qui per andare in Argentina, tanti anni fa.

giardini Cataldo Sorrento

giardini

Per trovare respiro all’infinito orizzonte ci si infila nel chiostro di San Francesco, così raccolto e consolante, pieno di sole che filtra e fiori. E ancora la Marina Grande. Quell’angolo che ti racconta come doveva essere Sorrento prima dei negozi di souvenir, prima degli stranieri che dicono “wonderful” a bocca aperta, prima degli hotel a 5 stelle. Aspettate che il sole tramonti, godetevi infine la sera. Perché davvero come scriveva Dalla, che da queste parti trovava riposo e ispirazione, qui “il mare luccica e tira forte il vento”.

Chiostro di San Francesco Sorrento

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Marina Grande Sorrento

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Marina Grande di sera Sorrento

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