Terracina: bambini, pescatori e Dèi

Terracina: bambini, pescatori e Dèi

A Terracina c’è quell’aria di quando vai al mare da bambino. I lunghi viali con piccoli alberi e tanto sole. Quella calma del primo pomeriggio, quei profumi sul lungomare di fritto misto, pizza, bombe calde, quel rosso della sera che ti lascia addosso una specie di pace. Non che Terracina sia una destinazione solamente per famiglie; da piazza Garibaldi agli stabilimenti pieni di campi di beach volley, dai chiringuitos sulla sabbia, alla pista ciclabile c’è un gran andirivieni di ragazzi ma l’atmosfera è rilassata, non c’è frenesia, non si corre.

vista di Terracina

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Sulla battigia c’è un gruppo di signori che sta costruendo una pista per le biglie. Ma non dovete pensare ad una pista improvvisata, tracciata alla meglio; si danno un gran da fare davanti ai miei occhi con una pala e un paio di cazzuole, hanno uno scivolo, un copertone bucato per regalare alle biglie un giro della morte, bagnano la sabbia affinché una semplice curva diventi una parabolica. Quando iniziano a giocare, si infiammano, discutono, ridono e gioiscono. Mi raccontano che sono la squadra campione d’Italia di biglie. Imparo che esiste un campionato italiano di biglie e confermo la sensazione che qui a Terracina, tornare bambini, è facile.

preparazione della pista di biglie, spiaggia di Terracina

biglie

Terracina è definitivamente una città di mare. Si vede proprio, dai colori del porto, dai battelli che vanno e vengono da Ponza, dai pescherecci che ondeggiano sull’acqua e soprattutto dai take-away tutti nostrani. C’è un canale dove il mare entra per inglobare tutta la città. Ai lati di questo canale ci sono piccole barche, reti, parabordi. E appena fuori del canale una serie di piccoli locali che vendono pesce. Sono gestiti dalle mogli dei pescatori che propongono il pescato dei loro mariti che loro stesse cucinano. Puoi sederti e mangiare o farti impacchettare i pesci e portarli a casa o in spiaggia. Molto prima dei fast food, molto meglio di certe catene, molto più economici di certi ristoranti, sono il modo ideale per assaggiare un po’ di questa “fettuccia”, per sedersi ad una vera tavola terracinese.

porto canale Terracina

portocanale

Quasi tutti i posti vanno visti anche dall’alto, da dove, solitamente, stanno seduti gli dèi. A Terracina è facile, basta salire al tempio di Giove Anxur, accanto al pizzo montano, e lasciar viaggiare lo sguardo fino al promontorio del Circeo, fino a Ponza. Basta sedersi al bar del tempio di Giove, all’interno del sito, e farsi raccontare qualche storia da Nando, il proprietario di questo giardino appartato che domina costa e mare, dove bere un aperitivo assume tutto un altro significato.

bar del tempio di Giove Terracina

bistrot

Non vi rimane che scendere per l’ultima meraviglia, magari di sera. C’è ancora il centro storico di questo gioiello dell’agro pontino, la piazza e il Duomo di San Cesareo, il suo palcoscenico naturale e l’anfiteatro che, appena dietro, sta faticosamente riemergendo dalla terra e dalla storia. La stessa storia che, passeggiando, fra locali e fiori, nuvole e luna, potete calpestare: i sassi originali dell’Impero romano, i ciottoli della via Appia.

Duomo di San Cesareo Terracina

duomo

Devo dire mille volte grazie per questi giorni a Terracina a Francesca Rasi, conduttrice e fondatrice di Ayana Events (www.ayanaevents.com) che mi ha organizzato e condensato un sacco di bellezza in pochissime ore. Grazie!