Trieste: 3 cose che non potete perdere!

Trieste: 3 cose che non potete perdere!

Trieste è una città bellissima. Inusuale e bellissima. Se ne sta in disparte in questo angolo orientale del Paese a respirare un po’ d’aria italiana e un po’ di spirito austro-ungarico, un po’ di mediterraneo e un po’ di mitteleuropa, un po’ di Saba, un po’ di Joyce, un po’ di Svevo;  fra il mare e il Carso, fra piazza Unità d’Italia e la Slovenia, fra confessioni greco-ortodosse, cattoliche ed ebraiche, con cognomi che terminano in “ich” e donne belle dagli zigomi alti.

Statua di James Joyce che passeggia Trieste

Joyce

Per arrivarci ci devi proprio voler venire, perché qui non si passa, è la condanna e la culla di questa città, qui si arriva. E ne vale sempre la pena. Dalle Rive ad una delle piazze più belle della penisola, per tre lati aristocratica, per un lato infinita e blu, aperta sul mare; Dal Canal Grande e i suoi locali al teatro romano, dal tram che sale a Opicina ai suoi caffè viennesi, ecco tre cose che non potete perdere in questa perla del nord-est.

Teatro Romano Trieste

teatro

Porto Turistico Trieste

portoturistico

Fare un bagno “all’antica”

Al molo fratelli Bandiera, proprio accanto al faro, resiste un’istituzione triestina che, finchè ancora l’estate regge, vale la pena di scoprire. Si tratta dei bagni La Lanterna o, più semplicemente, “Pedocin”, come lo chiamano in città. Un antico stabilimento balneare che ancora conserva la divisione fra uomini e donne con un robusto muro che entra dentro il mare e separa nettamente boxer e bikini. E’ gestito dal comune e costa un euro, prezzo assai modesto per godersi l’ultimo lido diviso per genere sopravvissuto al tempo e alla società.

Bagni dalla Lanterna Trieste

bagni

Mangiare in un Osmiza

Le Osmize sono tipiche d tutto l’altopiano carsico e stanno in bilico fra Italia e Slovenia. Si tratta di luoghi in cui si possono mangiare uova, salumi e formaggi e bere vino, prodotti dai contadini, direttamente nelle loro case o cantine. Le Osmizze non sono sempre aperte, aprono e chiudono a seconda di quando e quanti prodotti hanno da offrire ma se siete fortunati e passate a Trieste nel periodo giusto, è un’esperienza rara. Ve ne consiglio tre ma ne esistono molte di più, a voi la scelta. Le mie proposte sono Zidarich in località Prepotto, Verginella in località Prosecco-Contovello o Stanislao Milic a Sgonico, tutte località ad una manciata di chilometri da Trieste.

Tram che da Trieste porta Carso, ad Opicina

tram

Sedersi ad un tavolo del caffè San Marco

Questa poi è la città del caffè, ha un’antica tradizione di caffetteria che si manifesta in molti locali deliziosi dalle atmosfere calde e raffinate. Il caffè degli Specchi, per esempio, in piazza Unità d’Italia è molto famoso ma il mio preferito è il Caffè San Marco in via Cesare Battisti. Il locale è splendido e in un attimo ha la capacità di catapultarti in un altro tempo, fatto di ritmi lenti e gesti gentili.

Caffè San Marco Trieste

caffesanmarco

Il caffè che potete assaggiare qui non è industriale ma prodotto direttamente da loro, così come i dolci e la piccola pasticceria. Si può pranzare e cenare a questi tavoli e passare ore piacevolissime anche in virtù della libreria ospitata all’interno dei locali. Inoltre il Caffè San Marco offre una vera e propria stagione di eventi, incontri, presentazioni di libri, spettacoli; insomma un vero e proprio caffè letterario insieme elegantissimo ed informale. Non ve lo perdete.

Libreria del Caffè San Marco Trieste

caffe

In questi giorni, ancora fino al 23 settembre, nella sala degli Incanti, c’è una interessante mostra sul caffè che non a caso si svolge qui. L’ingresso è libero e vale la pena dare un’occhiata. Vale la pena inoltre dare un’occhiata all’immenso spazio del porto vecchio, abbandonato dalla fine dell’800 e ora sulla strada giusta per essere restituito ai triestini. Se volete curiosare nel futuro della città fate quattro passi lungo questi affascinanti doks.

Mostra del caffè Sala degli incanti Trieste

incanti