{"id":4094,"date":"2017-09-22T04:14:00","date_gmt":"2017-09-22T04:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/expedia.blog.it.sandwave.dev\/stories\/?p=4094"},"modified":"2021-09-01T22:04:02","modified_gmt":"2021-09-01T22:04:02","slug":"le-15-cose-da-vedere-al-museo-egizio-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.expedia.it\/stories\/le-15-cose-da-vedere-al-museo-egizio-di-torino\/","title":{"rendered":"Le 15 cose da vedere al Museo Egizio di Torino"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;<em>Tombe, sarcofagi, mummie e papiri: tra le tante cose da vedere al Museo Egizio di Torino, ecco le 15 che proprio non dovete perdere!<\/em><\/p>\n<p>Con i suoi 37000 pezzi, \u00e8 la collezione di reperti egizi pi\u00f9 importante al mondo, seconda solo a quella del Cairo. I quattro piani del <strong>Palazzo dell&#8217;Accademia delle Scienze<\/strong>, dove ha sede il museo, narrano il Regno Egizio in tutta la sua storia &#8211; dall&#8217;epoca Predinastica, a quella Tardoantica &#8211; incantando i visitatori con preziosissime testimonianze artistiche e materiali. E gli allestimenti? Curatissimi e spettacolari: dopo pi\u00f9 di tre anni di lavori, il <strong>nuovo percorso espositivo<\/strong>, inaugurato nel 2015, \u00e8 stato infatti rinnovato completamente. Perdersi tra le file di sarcofagi dorati, vi dir\u00f2, \u00e8 un gioco da ragazzi&#8230;al Museo Egizio di Torino, le ore passano in fretta. Se il tempo stringe, ecco qualche consiglio sulle cose assolutamente da non perdere!<\/p>\n<p>### 1. Il Libro dei Morti di Iuefankh<\/p>\n<p>La traduzione e pubblicazione di questo lunghissimo papiro, risalente all&#8217;epoca tolemaica (332-320 a. C.), hanno segnato la storia degli studi egittologici. Si tratta infatti del modello che ha fatto da riferimento per l&#8217;interpretazione dei cosiddetti &#8220;<strong>Libri dei Morti<\/strong>&#8220;, ovvero quei lunghi rotoli di papiro che venivano inseriti nelle tombe egizie aristocratiche. Costituivano un elemento fondamentale del corredo, poich\u00e9 su di essi venivano scritte tutte le formule funerarie necessarie per guidare il defunto nel suo viaggio verso l&#8217;aldil\u00e0.<\/p>\n<p>### 2. La Mummia Predinastica<\/p>\n<p>\u00c8 la prima nel percorso espositivo e una delle pi\u00f9 antiche in assoluto: questa <strong>mummia<\/strong> di uomo adulto risale infatti all&#8217;epoca Predinastica, ovvero al 3500 a.C (quindi ha pi\u00f9 di 5.500 anni!). La mummia, esposta insieme al suo corredo, si trova in posizione fetale all&#8217;interno di una vasca ovale: questa era infatti la forma tradizionale della fossa in cui veniva deposto il defunto, che veniva scavata direttamente nel deserto in modo da portare all&#8217;<strong>essiccazione naturale<\/strong> del corpo. La conservazione delle membra, gi\u00e0 in quest&#8217;epoca tanto antica, era per gli Egizi un elemento fondamentale nella ritualit\u00e0 funebre, poich\u00e9 simboleggiava il primo passo verso la vita eterna.<\/p>\n<figure class='image' data-markdown='1'>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/a.travel-assets.com\/findyours-php\/viewfinder\/images\/res40\/40000\/40303.jpg\" alt=\"Mummia Predinastica - foto dell&#039;autrice - https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36927705475\/in\/album-72157688373828955\/\" \/><figcaption>Mummia Predinastica &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36927705475\/in\/album-72157688373828955\/\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36927705475\/in\/album-72157688373828955\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>### 3. La Tela di Gebelein<\/p>\n<p>Risalente al 3600-3650 a.C., rappresenta la pi\u00f9 antica <strong>pittura su lino<\/strong> mai rinvenuta. Venne trovata nel sito di Gebelein, a circa 30 km da Tebe, e i vari frammenti sono oggi riuniti in quattro pannelli. Si tratta di una testimonianza molto importante, poich\u00e9 illustra, per immagini, alcuni stralci di vita quotidiana e comunitaria del tempo, con scene legate alla caccia, alla danza e alla navigazione.<\/p>\n<p>### 4. La Statua di Redit<\/p>\n<p>Questa scultura, raffigurante la principessa Redit e datata tra il 2592 e il 2118 a.C., costituisce una delle statue pi\u00f9 antiche del museo. La dura pietra &#8211; in tal caso si tratta di una granodiorite &#8211; \u00e8 lavorata nei dettagli con estrema precisione, tramite l&#8217;utilizzo &#8211; secondo gli studiosi &#8211; di strumenti a loro volta fatti in pietra. L&#8217;elemento statuario, gi\u00e0 durante l&#8217;Antico Regno, diventa una componente importantissima del contesto funerario: simboleggiando la sostituzione del corpo terreno, diviene infatti il nuovo custode del <em>ka<\/em>, ovvero della forza vitale del defunto.<\/p>\n<p>### 5. La Tomba degli Ignoti<\/p>\n<p>Questa tomba fu rinvenuta, intatta, a Gabelein ed era costituita da un corridoio con tre camere, contenenti sarcofagi, mummie e i rispettivi corredi. Poich\u00e9 non sono state trovate indicazioni sui nomi delle persone sepolte, \u00e8 anche nota come Tomba degli Ignoti. Particolarmente interessante \u00e8 la <strong>mummia<\/strong> esposta: in tal caso gli arti sono, insolitamente, bendati separatamente e i tratti del volto, invece di essere &#8220;ricostruiti&#8221; mediante una maschera, sono disegnati sulle bende stesse.<\/p>\n<figure class='image' data-markdown='1'>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/a.travel-assets.com\/findyours-php\/viewfinder\/images\/res40\/40000\/40304.jpg\" alt=\"Sarcofagi e corredo trovati nella Tomba degli Ignoti - foto dell&#039;autrice - https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36102431924\/in\/album-72157688373828955\/\" \/><figcaption>Sarcofagi e corredo trovati nella Tomba degli Ignoti &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36102431924\/in\/album-72157688373828955\/\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36102431924\/in\/album-72157688373828955\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>### 6. La Tomba di Ifi e Neferu<\/p>\n<p>Anche questa tomba, risalente al 2118-1980 a.C, fu scoperta a Gebelein. Stavolta i nomi ci sono: la tomba appartenne infatti a Iti &#8211; indicato come capo delle truppe e tesoriere del re &#8211; e sua moglie Neferu. L&#8217;importanza e la notoriet\u00e0 di questo ritrovamento sono soprattutto legate alle sue grandi <strong>pitture parietali<\/strong> ben conservate, oggi disposte in modo oculatamente scenografico lungo i corridoi del museo.<\/p>\n<figure class='image' data-markdown='1'>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/a.travel-assets.com\/findyours-php\/viewfinder\/images\/res40\/40000\/40305.jpg\" alt=\"Dettaglio di una pittura parietale rinvenuta nella Tomba di Ifi e Neferu - Foto di Margherita Reboldi - https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36128321773\/in\/album-72157688373828955\/\" \/><figcaption>Dettaglio di una pittura parietale rinvenuta nella Tomba di Ifi e Neferu &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36128321773\/in\/album-72157688373828955\/\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36128321773\/in\/album-72157688373828955\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>### 7. La Tomba di Ini<\/p>\n<p>\u00c8 la terza grande tomba di Gebelein, appartenuta al governatore e guardasigilli Ini. La tipologia del ricco corredo, che comprende recipienti ceramici e diversi <strong>modellini in legno<\/strong>, diverr\u00e0 tipica delle sepolture del Medio Regno, come anche la decorazione del particolarissimo sarcofago, che presenta il disegno di due occhi su un lato: non si tratta di una decorazione casuale, ma di un espediente pensato per permettere al defunto di vedere le offerte disposte davanti a lui.<\/p>\n<figure class='image' data-markdown='1'>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/a.travel-assets.com\/findyours-php\/viewfinder\/images\/res40\/40000\/40306.jpg\" alt=\"Il corredo della Tomba di Ini: statuetta e modellini di barche in legno, vasi in terracotta - foto dell&#039;autrice - https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36127075373\/in\/album-72157688373828955\/\" \/><figcaption>Il corredo della Tomba di Ini: statuetta e modellini di barche in legno, vasi in terracotta &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36127075373\/in\/album-72157688373828955\/\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36127075373\/in\/album-72157688373828955\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>### 8. La statua di Uahka<\/p>\n<p>Tra le statue pi\u00f9 antiche, questa scultura in calcare, risalente al 1850 a.C. , \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti. Fu rinvenuta nella tomba del governatore Uahka a Qaw el-Kebir e costituisce un singolarissimo esempio di scultura privata: l&#8217;autorit\u00e0 provinciale che ritrae, infatti, \u00e8 qui rappresentata in modo quasi regale, sia per postura che per dimensioni.<\/p>\n<figure class='image' data-markdown='1'>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/a.travel-assets.com\/findyours-php\/viewfinder\/images\/res40\/40000\/40307.jpg\" alt=\"Statua di Uahka, dettaglio - foto dell&#039;autrice - https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36540482490\/in\/album-72157688373828955\/\" \/><figcaption>Statua di Uahka, dettaglio &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36540482490\/in\/album-72157688373828955\/\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36540482490\/in\/album-72157688373828955\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>### 9. Il Papiro Erotico di Torino<\/p>\n<p>Il Papiro Satirico, anche detto Papiro Erotico di Torino, \u00e8 senz&#8217;altro un reperto unico al mondo. Datato tra il 1186 e il 1076 a.C., si tratta di un vero e proprio <strong>documento comico<\/strong>, che raffigura animali umanizzati su un lato e scene pornografiche caricaturali, dall&#8217;altro. Con una simile rappresentazione, l&#8217;autore voleva evidentemente dare spazio alla pi\u00f9 audace trasgressione. Uno degli esempi pi\u00f9 graffianti dell&#8217;inaspettato umorismo egizio!<\/p>\n<p>### 10. L&#8217;Ostrakon della Ballerina<\/p>\n<p>Con il termina <em>ostraka<\/em> s&#8217;intendono dei frammenti di pietra o ceramica utilizzati dalle popolazioni antiche come supporti per il disegno o la scrittura. Questo ostrakon egizio figurato, per quanto piccolo, rappresenta un pezzo preziosissimo nella collezione del museo, poich\u00e9 diretta testimonianza della reale capacit\u00e0 artistica egizia: sulla scheggia di calcare \u00e8 raffigurata una ballerina in movimento, un tema assolutamente inusuale che infrange i canoni tradizionali dettati dall&#8217;arte, pi\u00f9 conosciuta, delle tombe regali.<\/p>\n<figure class='image' data-markdown='1'>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/a.travel-assets.com\/findyours-php\/viewfinder\/images\/res40\/40000\/40308.jpg\" alt=\"L&#039;Ostrakon della Ballerina - foto dell&#039;autrice - https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36936765665\/in\/album-72157688373828955\/\" \/><figcaption>L&#8217;Ostrakon della Ballerina &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36936765665\/in\/album-72157688373828955\/\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36936765665\/in\/album-72157688373828955\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>### 11. La Cappella di Maia<\/p>\n<p>La Cappella di Maia venne scoperta nella necropoli di Deir el-Medina, vicino alla tomba di Kha. Le sue <strong>spettacolari pitture<\/strong> in tempera a secco furono rimosse insieme all&#8217;intonaco originale, nel 1906, mediante la cosiddetta tecnica &#8220;a strappo&#8221; e ricollocate al Museo Egizio di Torino. Non serve dare troppo spazio all&#8217;immaginazione: l\u00ec accanto viene infatti proiettato il video con la ricostruzione digitale di quello che doveva essere l&#8217;aspetto originale della cappella.<\/p>\n<figure class='image' data-markdown='1'>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/a.travel-assets.com\/findyours-php\/viewfinder\/images\/res40\/40000\/40309.jpg\" alt=\"Le pitture della Cappella di Maia - foto dell&#039;autrice - https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36797134331\/in\/album-72157688373828955\/\" \/><figcaption>Le pitture della Cappella di Maia &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36797134331\/in\/album-72157688373828955\/\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36797134331\/in\/album-72157688373828955\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>### 12. La Tomba di Kha e Merit<\/p>\n<p>Fiore all&#8217;occhiello del museo, \u00e8 senz&#8217;ombra di dubbio una delle tombe egizie pi\u00f9 famose. Rinvenuta nel 1905 nei pressi di Deir el-Medina, restitu\u00ec un ricchissimo corredo &#8211; tra cui letti, sedie, scrigni, statuette, vasi e cibo &#8211; e i <strong>sarcofagi lignei<\/strong> con le mummie di Kha, capo architetto al servizio del faraone Amenhotep III, e la moglie Merit. Quando fu scoperta, la tomba si mostrava perfettamente e sorprendentemente intatta: ogni singolo oggetto si trovava nella stessa, identica, posizione in cui era stato sistemato 3400 anni prima. I sarcofagi sono spettacolari. Quello di Merit \u00e8 doppio, quello di Kha addirittura triplo: l&#8217;enorme cassa nera esterna racchiudeva un sarcofago nero intermedio con decorazioni a foglia d&#8217;oro, all&#8217;interno del quale si trovava il terzo sarcofago ligneo, rivestito di lucente stucco dorato.<\/p>\n<figure class='image' data-markdown='1'>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/a.travel-assets.com\/findyours-php\/viewfinder\/images\/res40\/40000\/40310.jpg\" alt=\"Il sarcofago interno di Kha, dettaglio - foto dell&#039;autrice - https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36765958942\/in\/album-72157688373828955\/\" \/><figcaption>Il sarcofago interno di Kha, dettaglio &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36765958942\/in\/album-72157688373828955\/\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36765958942\/in\/album-72157688373828955\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>### 13. La Galleria dei Sarcofagi<\/p>\n<p>La Galleria dei Sarcofagi \u00e8 un&#8217;assoluta novit\u00e0 nel recente allestimento del museo. Collocata al secondo piano, ospita alcuni fra i pi\u00f9 bei sarcofagi del Terzo Periodo Intermedio e dell&#8217;epoca tarda (1100 &#8211; 600 a. C.). Tra questi spicca il set di <strong>sarcofagi<\/strong> lignei <strong>dello scriba reale Butehamon<\/strong>, che comprende un sarcofago esterno, uno interno e un falso coperchio, finemente decorati esternamente e curiosamente scritti internamente.<\/p>\n<figure class='image' data-markdown='1'>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/a.travel-assets.com\/findyours-php\/viewfinder\/images\/res40\/40000\/40311.jpg\" alt=\"Una restauratrice all&#039;opera nel Laboratorio di Restauro delle Mummie - foto dell&#039;autrice - https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36540680010\/in\/album-72157688373828955\/\" \/><figcaption>Una restauratrice all&#8217;opera nel Laboratorio di Restauro delle Mummie &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36540680010\/in\/album-72157688373828955\/\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36540680010\/in\/album-72157688373828955\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Non dimenticate di dare un&#8217;occhiata al <strong>laboratorio di restauro delle mummie<\/strong>, sulla sinistra &#8211; i cui interni sono visibili al visitatore grazie ad una vetrina &#8211; e la sala in fondo, dedicata all&#8217;Epoca Tarda, in cui, tra gli altri, si possono osservare enormi e massicci <strong>sarcofagi in pietra nera<\/strong>.<\/p>\n<figure class='image' data-markdown='1'>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/a.travel-assets.com\/findyours-php\/viewfinder\/images\/res40\/40000\/40312.jpg\" alt=\"Sarcofago in pietra nera del visir Gemenefherbak, dettaglio - foto dell&#039;autrice - https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36765899652\/in\/album-72157688373828955\/\" \/><figcaption>Sarcofago in pietra nera del visir Gemenefherbak, dettaglio &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36765899652\/in\/album-72157688373828955\/\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36765899652\/in\/album-72157688373828955\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>### 14. La Galleria dei Re<\/p>\n<p>Oscurit\u00e0, luci soffuse e tantissimi specchi, per la sala pi\u00f9 spettacolare del museo. Qui si trovano molte statue colossali, sapientemente disposte nello spazio espositivo. Dopo aver superato le due enormi <strong>sfingi<\/strong> in arenaria risalenti al 1292- 1250 a.C. , che sembrano stare l\u00ec ad accogliere l&#8217;arrivo del visitatore, non si pu\u00f2 non soffermarsi ad ammirare la celebre <strong>statua di Ramesse II<\/strong>: quella che l&#8217;archeologo francese Champollion defin\u00ec &#8220;l&#8217;Apollo del Belvedere dell&#8217;arte egizia&#8221;, costituisce il simbolo del Museo Egizio di Torino.<\/p>\n<figure class='image' data-markdown='1'>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/a.travel-assets.com\/findyours-php\/viewfinder\/images\/res40\/40000\/40313.jpg\" alt=\"La sfinge nella Galleria dei Re - foto dell&#039;autrice - https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36540599270\/in\/album-72157688373828955\/\" \/><figcaption>La sfinge nella Galleria dei Re &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36540599270\/in\/album-72157688373828955\/\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36540599270\/in\/album-72157688373828955\/<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>### 15. Il Tempio di Ellesya<\/p>\n<p>Questo <strong>tempio rupestre<\/strong> fu fatto costruire da Thumosi III vicino ad Abu Simbel. Le sue decorazioni, scolpite lungo le pareti, sono state ampliate e rimaneggiate nei secoli successivi, prima con Akhenaten, poi con Ramesse II e infine dagli stessi cristiani, a cui si devono le croci e le stelle a cinque punte. Con l&#8217;inizio della costruzione della Diga di Assuan nel 1960, poich\u00e9 il lago Nasser minacciava di sommergere Abu Simbel e altri templi della Nubia, l&#8217;UNESCO s&#8217;impegn\u00f2 in una missione internazionale atta al recupero dei templi nubiani. Tra i 19 che furono smantellati e ricomposti, all&#8217;Italia, partecipante all&#8217;operazione di salvataggio, ne fu donato uno: si tratta proprio del Tempio di Ellesya, oggi riposizionato al piano terra del Museo Egizio di Torino.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.expedia.it\/explore\/musei-a-torino-i-10-piu-importanti-da-visitare\">LEGGI ANCHE: Musei a Torino: i 10 pi\u00f9 importanti da visitare!<\/a><\/strong><\/p>\n<p>#### Photo Credit<\/p>\n<p>Foto di copertina: La sfinge nella Galleria dei Re &#8211; Foto di Margherita Reboldi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36540599270\/in\/album-72157688373828955\/\n\n&#8220;>https:\/\/www.flickr.com\/photos\/155545126@N07\/36540599270\/in\/album-72157688373828955\/<\/p>\n<p><\/a>****&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le 15 cose da vedere al Museo Egizio di 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