
aprile 2026
Grotte nel tufo, necropoli, arte contemporanea. Il borgo medievale di origine falisca offre un viaggio nel tempo
Arroccato su uno sperone tufaceo sulla Valle del Treja sorge il borgo medievale di Calcata, in provincia di Viterbo. Le sue origini risalgono ai Falisci, contemporanei degli Etruschi, che prosperarono in queste zone tra il VII e VI secolo a.C. Abbandonato dalla maggior parte degli abitanti negli anni Trenta, tornò a essere popolato intorno agli anni Sessanta da una comunità in prevalenza di pittori, musicisti e attori. Tra antiche necropoli e musei di arte contemporanea, ecco 10 cose da vedere a Calcata e dintorni.

01
Palazzo Baronale degli Anguillara
Edificato nell’XI-XII secolo e modificato durante il Cinquecento dagli Anguillara, signori di Calcata, il Palazzo Baronale con torre e mura merlate è situato nella piazzetta del borgo e ne rappresenta il fulcro. Nel corso dei secoli è stato dimora dei marchesi Sinibaldi e dei Massimo, mentre oggi è impiegato come spazio espositivo e centro per convegni e corsi di formazione. La struttura conserva elementi architettonici medievali ben riconoscibili, come la torre difensiva e i camminamenti. La posizione dominante offre scorci suggestivi sulla valle circostante.

02
Chiesa del Santissimo Nome di Gesù
Sulla piccola piazza di Calcata, oltre al Palazzo Baronale, merita una visita la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù, edificio risalente al XIV secolo e ristrutturato nel 1793 su commissione dei Sinibaldi. L’interno della chiesa, a navata unica coperta da un soffitto a capriate lignee, conserva un fonte battesimale, un’acquasantiera del XVI secolo, un tabernacolo a muro e un ciclo pittorico di Storie del Cristo. La Reliquia del prepuzio di Cristo è scomparsa in circostanze misteriose. L’edificio mantiene un’atmosfera raccolta e suggestiva, legata alle antiche tradizioni religiose del borgo.

03
Granarone
Chiamato in origine Monte Frumentario, fu ribattezzato con il nome di Granarone. Si tratta di un antico e grande granaio, costruito nel 1632, rimasto attivo fino al 1950. Grazie a un prezioso intervento di restauro da parte di un’olandese, è stato salvato da un rovinoso crollo. La struttura, caratterizzata da ambienti ampi e volte in muratura, è oggi utilizzata per eventi culturali e mostre. La sua funzione originaria testimonia l’importanza dell’economia agricola per la comunità locale nei secoli passati.

04
Botteghe degli artisti
Disabitata fino alla metà degli anni ’60 per ragioni di sicurezza (ripetuti sono stati gli episodi di crollo della rupe) Calcata ha iniziato a essere ripopolata specialmente da artisti e creativi provenienti da tutto il mondo. Oggi tra le attrazioni principali del borgo ci sono botteghe e laboratori, spesso ospitati nelle grotte scavate nel tufo, dove ammirare e acquistare opere di artigianato e d’arte in un clima accogliente e dal sapore bohémien. Il borgo ospita anche eventi culturali, mostre e piccoli festival che ne animano le vie.
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Sala dei 201 tè
Appassionati di tè? A Calcata potrai scegliere tra un numero indefinito di differenti varietà provenienti letteralmente da ogni parte del mondo. Il merito è della padrona di casa, una belga originaria di Ghent, che nel borgo medievale ha portato, insieme a una ricca collezione di teiere, la sua passione viscerale per questa bevanda. In una deliziosa sala da tè, dal sapore romantico e raccolto, con terrazza panoramica sulla Valle del Treja, potrai assaggiare anche dolci e biscotti artigianali.
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Parco Suburbano Valle del Treja
Nel territorio del comune di Calcata e Mazzano Romano si trova un Parco Regionale di grande pregio naturalistico, che vanta un’estensione di circa 650 ettari. Percorribile a piedi o a cavallo, il parco è abitato da una ricca fauna, dove si possono incontrare anche volpi, tassi, donnole e rapaci notturni, e caratterizzato da una vegetazione punteggiata di edere, piante di nocciolo e canneti, oltre a innumerevoli arbusti. Nel parco, inoltre, sono custoditi i resti di un insediamento dell’antico popolo dei Falisci.
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Opera Bosco – Museo di Arte nella Natura
Nella forra della Valle del Treja si snoda, lungo due ettari di bosco, un curioso itinerario di arte contemporanea all’aperto. Opera Bosco è un museo-percorso di opere d’arte e installazioni realizzate con le materie naturali del luogo: fonti, anfiteatri, grotte preistoriche, terrazze sono solo alcune delle forme che diversi artisti internazionali hanno dato alla natura. Il percorso si integra perfettamente con l’ambiente circostante, invitando a una fruizione lenta e rispettosa. Le opere, spesso effimere, dialogano con il paesaggio e cambiano nel tempo, offrendo un’esperienza sempre diversa.
08
Cascate di Monte Gelato
Se ti trovi a trascorrere un pomeriggio nel Parco del Treja, immancabile una tappa alle vicine Cascate di Monte Gelato. Ad attenderti una pittoresca oasi di piscine naturali, immerse nel bosco, dove fare un bagno rigenerante o ascoltare gli ossigenanti suoni della natura. Di fianco alle cascate non perderti le rovine di un mola, antico mulino ad acqua di origine medievale. L’area è facilmente accessibile e attrezzata per soste e picnic, quindi ideale anche per famiglie ed escursionisti in cerca di relax.
09
Narce
A poca distanza da Calcata si trova Narce, rilevante centro falisco fin dall’età orientalizzante (VIII-VII secolo a.C.) e fino alla conquista romana del IV secolo a.C. Sopra il colle di Narce sorgeva l’acropoli, collegata al Monte Li Santi da un viadotto di 150 metri, di cui oggi è rimasto solo un tratto. Intorno a Narce sono visibili diversi nuclei di necropoli con tombe ricche di reperti, che attualmente sono esposti per lo più nel Museo Nazionale dell’Agro Falisco di Civita Castellana.
10
Santuario falisco di Monte li Santi
All’interno del Parco Valle del Treja, alle pendici del Monte Li Santi, dove si ritiene sorgesse l’antica città di Narce, si trova l’omonimo santuario scoperto nel 1985. In origine era di notevoli dimensioni, oggi sono visibili le tracce di due vani che erano collocati sul lato del tempio rivolto verso il fiume. I reperti rivenuti, che testimoniano la complessità del rituale sacro qui compiuto, sono attualmente conservati nel Museo Archeologico dell’Agro Falisco nel Forte Sangallo di Civita Castellana e nel Museo Archeologico Virtuale di Narce a Mazzano Romano.
