L'Estorick Collection fa debuttare a Londra i capolavori di Fausto Pirandello, Piero di Cosimo in una retrospettiva a Firenze e Jean Arp inedito a Berlino.

Per quanto poco conosciuto e valorizzato, Fausto Pirandello fu uno dei pittori più interessanti e decisivi dell'Italia a cavallo tra le due guerre. La sua visione della realtà cruda, carnale, realista ed espressionista lo ha reso il più importante esponente della Scuola Romana e una delle voci più ascoltate nel panorama della giovane pittura italiana tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta.
Per questo Londra ha deciso di omaggiarlo con una monografica intensa e inedita che si svolgerà nei saloni dell'Estorick Collection of Modern Italian Art fino al 6 settembre. La mostra indaga sulla figura controversa del grande artista, attraverso un ideale parallelismo pittorico con un altro talento del XX secolo, Lucian Freud.

Fausto Pirandello, I Bagnanti, 1938. Courtesy of © Estorick Collection of Modern Italian Art, 2015

Il percorso espositivo sottolinea le assonanze figurative e stilistiche che accomunano il figlio di Luigi Pirandello e il nipote di Sigmund Freud, in momenti differenti, in modo assolutamente indipendente e senza contatti diretti, scaturiti da una sensibilità tuttavia affine.
Tra i grandi capolavori esposti: "Donna con salamandra" (1928), "Pioggia d'oro" (1933), "Attraverso gli occhiali" (1953-54) e "Bagnanti sulla spiaggia" (1961).

Non solo Londra, ma anche Firenze rende omaggio a un grande artista, la cui notorietà non ha mai raggiunto quella di maestri suoi contemporanei. La Galleria degli Uffizi presenta la mostra "Piero di Cosimo, pittore eccentrico fra Rinascimento e Maniera", un evento espositivo nato dalla collaborazione tra l'istituzione fiorentina e la National Gallery di Washington in programma fino al 27 settembre. La rassegna ricostruisce il percorso artistico del pittore rinascimentale, dalla formazione nella bottega di Cosimo Rosselli fino agli incontri con l'estro creativo di Leonardo da Vinci e dei pittori fiamminghi. Tra le 100 opere esposte, spicca il capolavoro "_Morte di una ninfa__"_ - concesso della National Gallery di Londra - il cui soggetto, ancora oggi misterioso, ha stimolato fin dal diciannovesimo secolo la fantasia e la creatività di molti pittori.

Jean Arp. L'ombelico dell'avanguardia, Berlino, Georg Kolbe Museum. Foto di Enric Duch. Courtesy of © Georg Kolbe Museum.

Infine a Berlino il Georg Kolbe Museum ospita per la prima volta una retrospettiva dedicata a Jean Arp, dal titolo "L'ombelico dell'avanguardia".
Cofondatore del dadaismo e precursore del surrealismo Arp, nonostante l'incerta notorietà, ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo dell'arte astratta moderna, influenzando con i suoi lavori, artisti e colleghi di fama mondiale come Max Ernst, Kurt Schwitters e Vassily Kandinsky.
Al centro del suo universo creativo - come suggerisce anche il titolo della retrospettiva - spicca il simbolo dell'ombelico: segno del legame tra l'uomo e il ciclo della vita, tra la natura e la forma, tra la definizione di arte concreta e quella di arte astratta.
La grande mostra si terrà fino all'11 ottobre e permetterà di scoprire l'artista ricalcando le orme del suo percorso poetico e artistico tramite sculture, rilievi, grafiche, fotografie e liriche.