
giugno 2026
Guida alla spiaggia dei Conigli a Lampedusa: come arrivare, attrazioni e attività
L’Italia è un posto meraviglioso, lo sappiamo bene, eppure davanti a luoghi come questo non si può fare a meno di stupirsi ancora e restare a bocca aperta. La Spiaggia dei Conigli, sull’isola di Lampedusa al largo della costa meridionale della Sicilia, è un vero miracolo della natura. Sabbia bianca finissima, acqua cristallina, un cielo quasi sempre azzurro e una natura di straordinaria bellezza la rendono, secondo molti, una delle spiagge più belle del mondo. E la buona notizia è che Lampedusa è raggiungibile in aereo da tutta Italia in massimo un paio d’ore: nessuna scusa, devi assolutamente andarci! Un consiglio: appena fuori stagione, con la massa dei turisti che si dilegua, la spiaggia ti regalerà scenari ancora più incredibili.
Dove si trova
Intanto bisogna arrivarci! Dal paese si percorre la strada di Capo Ponente per circa cinque chilometri; una volta lasciata la macchina e prima di affacciarti sulla baia, ti aspetta una passeggiata di una ventina di minuti tra la macchia mediterranea bruciata dal sole e la gariga, il paesaggio vegetale che domina l’isola.
Una spiaggia libera e tutelata

La spiaggia fa parte di un’area ambientale tutelata, quindi l’accesso è regolamentato: gli ingressi cominciano la mattina alle 8.30 mentre alle 19.30 gli ombrelloni si chiudono e i turisti, centinaia nei mesi di punta, tornano a casa.
Per non deturpare la zona non ci sono servizi, costruzioni o stabilimenti balneari, ma solo un piccolo punto di ristoro sulla strada e un noleggio ombrelloni: tienilo a mente prima di partire.
Cosa fare

Una volta arrivato in questo paradiso dai colori intensissimi, quasi maldiviani o caraibici, goditi la natura, prendi maschera e boccaglio e tuffati nell’azzurro cristallino del mare. In alternativa, percorri i sentieri che da una parte, verso ovest, costeggiano le scogliere rocciose del Vallone della Forbice fino a Cala Pulcino, mentre dall’altra, ad est, ti porteranno a scoprire la meravigliosa baia della Grotta della Tabaccara. Per i più pigri, relax e tintarella sono sempre una valida opzione a Lampedusa!
Cosa vedere

Cominciamo da cosa non vedrai: i conigli! Se mai ci sono stati, ormai non ve n’è più traccia. L’origine del nome, peraltro controversa, pare provenire dall’arabo Rabit (poi mutato in rabbit, in inglese), che significa “collegamento”: quello che esisteva un tempo tra l’Isola dei Conigli, posta accanto alla spiaggia, e Lampedusa, quando la linea di sabbia ancora emergeva in superficie.
L’area circostante offre una serie di scorci unici, con calette e spiagge che si alternano in un susseguirsi di scenari del tipico ambiente mediterraneo. Partecipa a un giro dell’isola in barca e avrai un pass privilegiato per nuotare negli angoli più segreti e preziosi di Lampedusa, senza contare la possibilità di osservare i delfini nuotare accanto alla prua. Da vedere sono anche i fondali trasparenti che circondano l’isola: che tu sia un sub esperto o un principiante assoluto, i diving center locali sapranno farti vivere l’emozione di respirare sott’acqua in sicurezza e in un contesto idilliaco.
Tornando sulla terraferma, sempre nei dintorni della spiaggia ma dirigendoti verso il paese, meritano una visita il Museo Archeologico, l’Archivio Storico, il Faro di Capo Grecale e la Porta d’Europa, il suggestivo monumento di Mimmo Paladino eretto in memoria dei migranti che hanno perso la vita tentando di raggiungere le nostre coste.
La Riserva Naturale
Dal 1995 la Spiaggia dei Conigli, insieme ai valloni circostanti e all’isola che vi si trova di fronte (anch’essa denominata dei Conigli, dove nidificano i falchi e il gabbiano reale) è tutelata dalla riserva “Isola di Lampedusa”. L’istituzione, in collaborazione con l’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie, svolge un eccellente lavoro di protezione degli habitat di numerose specie marine e non, alcune anche in via d’estinzione. Ha inoltre ridotto l’impatto dell’uomo sull’ambiente stabilendo regole di accesso piuttosto restrittive, puntando a mantenere in salute una flora che nel tempo ha subito troppi interventi umani dannosi.
La protagonista e il simbolo di queste iniziative è la tartaruga marina Caretta Caretta, che è tornata a nidificare proprio sulla Spiaggia dei Conigli. Tra giugno e agosto, numerosi esemplari di questa specie a rischio scelgono quest’area dell’isola per deporre le uova. Dopo un’incubazione di un paio di mesi, generalmente di notte, le uova si schiudono liberando tante piccole tartarughine che si dirigono immediatamente verso il mare. Lo spettacolo della schiusa è un momento davvero emozionante, coordinato dai volontari che sorvegliano i nidi notte e giorno.
A Lampedusa un ruolo fondamentale nella protezione delle tartarughe lo svolge il Centro Recupero Tartarughe Marine, operante in stretta collaborazione con il WWF Italia. Il centro, attivo dal 1990, si è occupato per decenni di curare e riabilitare gli esemplari feriti prima di rimetterli in libertà. Oggi a Lampedusa è attiva una Stazione Scientifica di Ricerca, mentre le tartarughe che necessitano di cure vengono trasferite presso il centro di Cattolica Eraclea, sempre in Sicilia.
