Seguite la scrittrice del famoso "diario" dalla sua scuola alla casa in cui lo ha scritto e scoprite Amsterdam attraverso i suoi occhi e i suoi pensieri.

Giorno 1

Qui è cresciuta Anna

Benvenuti ad Amsterdam! È in questa città che si rifugiò la famiglia Frank nel 1933, dopo essere fuggita dalla Germania per salvarsi dalla persecuzione degli ebrei nel proprio paese.

Inizierete il vostro weekend storico nella città di Amsterdam nel quartiere dove ha vissuto Anna dal 1934 al 1942. Nella casa all'indirizzo Merwedeplein 37 Anna ha giocato quando era una ragazzina. Oltre a giocare, è lì che ha iniziato a scrivere il suo famoso diario.

Nella piazza si trova una statua di Anna Frank intenta a guardare la sua casa per l'ultima volta, per commemorare il momento in cui il mondo della piccola Anna venne sconvolto. Era il 1942 e le leggi razziali naziste anti-ebraiche si stavano facendo sempre più severe. Le SS continuavano imperterrite la persecuzione. Anna allora aveva tredici anni.

Da qui parte la vostra passeggiata verso la Scuola Montessori frequentata da Anna, prima che ne venisse negato l'accesso agli alunni ebrei. Da quel momento, Anna insieme alla sorella Margot e alle sue amichette ebree fu costretta ad andare al Liceo ebraico. Nel suo diario, Anna racconta della sua prima giornata di scuola lì.

Il percorso continua nel quartiere Jordaan per proseguire il racconto di Anna. Ma prima di continuare ci vuole una pausa, ad esempio nell'accogliente ristorante Vlaming Eten en Drinken.

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Anna Frank a scuola

Uno sguardo al retro della casa

Siamo a Prinsengracht 263 e davanti a noi c'è una casa, una soffitta che Anna chiama in olandese "het achterhuis" (il retro della casa). È in questo luogo, meglio conosciuto come "La Casa di Anna Frank", che Anna ha vissuto di nascosto per ben due anni insieme ai suoi cari. Potrete vedere gli oggetti personali, i segni fatti sul muro per misurare l'altezza e la libreria che fungeva da accesso segreto al nascondiglio. Il 4 agosto 1944, Anna venne deportata insieme alla sorella e alla madre nei campi di concentramento da cui non farà mai più ritorno.

La Casa di Anna Frank e il museo annesso attirano più di un milione di visitatori ogni anno. L'emozione è ancora tangibile: il passato e il presente si incontrano in modo toccante. Chiunque si trovi qui rimane per un attimo immobile a riflettere su questa pagina nera della storia mondiale.

Qual è il modo migliore per riprendersi da queste emozioni forti? Forse il modo migliore è parlarne da Pancakes! Amsterdam davanti a un delizioso pancake con sciroppo, bacon o cioccolato.

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La casa di Anna Frank - By Dietmar Rabich, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41243324

Giorno 2

Esplorate Amsterdam dall'acqua e attraverso l'arte

Per iniziare la giornata al meglio, concedetevi una fetta di torta alle mele o un buon panino da Koffiehuis De Hoek. Dopo aver fatto il pieno di energia, passeggiate lungo i canali, dove potrete osservare i magazzini in cui un tempo venivano stoccati i prodotti esotici provenienti dall'India. Potrete farlo anche mentre siete comodamente seduti su un battello. Magari è un po' "troppo" turistico, ma il giro in barca rimane comunque uno dei modi più belli di osservare Amsterdam. A bordo dell'imbarcazione passerete lungo le tipiche case sui canali che appartenevano ai ricchi mercanti del XVI secolo e potrete ammirare le accoglienti case sull'acqua e altre attrazioni: questa è Amsterdam all'ennesima potenza.

Un museo dedicato all'Ebraismo

Dopo il giro in battello, il vostro weekend ad Amsterdam prosegue e la prossima tappa è Jodenbuurt, il vecchio quartiere ebraico intorno alla piazza Waterlooplein, in gran parte raso al suolo durante la Seconda guerra mondiale. Lo Joods Historisch Museum è disposto in quattro sinagoghe risalenti al XVII e a XVIII secolo e illustra la storia e la cultura della comunità ebraica in cinque sale espositive, una delle quali è dedicata ai bambini. Percorrete il museo e la storia attraverso oggetti religiosi, opere di artisti ebrei, testimonianze audiovisive, ritratti e documenti storici.

Prima di andare via, non dimenticate di dare un'occhiata alla Sinagoga portoghese accanto al museo. Questo edificio è rimasto infatti miracolosamente intatto durante i bombardamenti ed è ad oggi una delle sinagoghe più grandi del mondo.

Che ne dite di rilassarvi un po' in uno dei tipici pub olandesi? Vi consigliamo il Café Chris o Papeneiland per brindare a questo weekend unico.

Ma in realtà il weekend non è ancora finito: ci vuole una bella cenetta, ad esempio al ristorante Bussia, dove potrete deliziare il vostro palato con un ottimo risotto.

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Joods Historisch Museum - By S Sepp - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2697880

Come si è conservato il diario?

Il fatto che il diario sia rimasto intatto lo si deve a Miep Gies, amica e collega di Otto Frank, il padre di Anna. È proprio lei che tenne nascosta la famiglia Frank per due anni. Poco dopo l'arresto della famiglia, Miep trovò il diario di Anna e lo conservò in un cassetto a casa sua senza leggerlo. Quando Otto Frank tornò ad Amsterdam come unico superstite della famiglia, Miep glielo dette pronunciando le seguenti parole: "Ecco l'eredità di tua figlia Anna".

Amsterdam attraverso gli occhi di Etty Hillesum

Viene spesso definita come la sorella spirituale di Anna Frank, stiamo parlando di Etty Hillesum. Anche lei scrisse un diario per raccontare le sue esperienze durante l'occupazione nazista. Nel suo diario, intitolato in olandese Het Verstoorde leven (letteralmente "La vita sconvolta", tradotto in italiano col titolo "Diario 1941-1943"), racconta della sua vita tra il 1941 e il 1943, quando anche lei venne deportata ad Auschwitz, dove perse la vita. Nel suo libro, Etty descrive l'immane dolore, ma anche la speranza, il suo terrore e il suo sviluppo spirituale in quel periodo terribile.

Photo Credit

Foto di copertina: Anne Frank at Madame Tussauds Amsterdam 2014 - By חזרתי - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52642849