Salta, oltre ad essere una bella città coloniale, è un punto strategico per partire alla scoperta dei suoi magnifici dintorni, sia a nord che a sud.

Un bambino, una bambina ed una ragazzina Inca camminano verso la cima del Llullaillaco, impressionante montagna di 6.700 metri situata al confine tra Cile e Argentina nel mezzo della catena andina.
Forse stanno andando a Cuzco, la città Sacra, forse sono stati condotti lí per essere sacrificati a Dio.
Quel che è certo è che si pongono in posizione raccolta, avvolti nei loro mantelli e trovano la morte all'interno di una piccola grotta, ad oltre 6000 metri, dove l'aria è rarefatta ed i batteri praticamente assenti.
Nel 1999 un gruppo di archeologi e antropologi statunitensi, argentini e peruviani, guidato da Johan Reinhard, ritrova accidentalmente questi corpi perfettamente conservati che arrivano dal passato e sembrano ancora capaci di raccontare storie spaventose e bellissime.

Oggi sono conservati al MAAM di Salta e vederli suscita una terribile meraviglia.


Salta è un bellissimo centro, forse il più coloniale d'Argentina; da qui il generale Martin Miguel de Güemes orchestrò la sua efficace guerriglia contro le truppe realiste; qui ci sono molte cose da vedere, come la chiesa di San Francisco o il convento di San Bernardo, e c'è una vivace vita notturna ma quel che vi consiglio di non perdere è questo museo che racconta di un popolo, affascinante e crudele che, fra il'XIII e il XVI secolo, ha camminato sulle Ande.

Salta è anche un punto strategico per visitare i molti posti incantevoli che ha attorno, sia verso nord che verso sud.

Un giro che vi suggerisco è quello che da Salta porta a Cafayate per poi, dopo aver passato una notte nel delizioso paese famoso per il vino, tornare a Salta seguendo un secondo percorso.
Anche qui le storie e le leggende non mancano e neppure le curiosità. La prima si incontra a pochi chilometri da Salta quando mi fermo nel bel centro di Chicoana, famoso, udite udite, per gli UFO, i cerchi nel grano e strani magnetismi.
Non mi pronuncio su UFO e strani disegni nei campi ma vi racconto di un fenomeno al quale io stesso ho assistito.
Il mio amico Daniel, che mi ha accompagnato in questo giro, poco fuori dal paese, ha appoggiato una bottiglia lungo una strada in discesa e, incredibilmente, la bottiglia risaliva lentamente.


Al di là di queste note di colore, Chicoana è davvero bella e vale una prima sosta, anche solo per prendere un caffè e leggere i cartelli della piazza che vietano di legare i cavalli alla staccionata (pare che, il fine settimana, gli uomini scendano dai villaggi intorno, bevano un po' troppo, e poi si dimentichino il cavallo!).

Proseguendo verso le pendici della Ande si incontrano cittadine graziose come Animana e San Carlos o la piccola e splendida Molinos, dove vi suggerisco di fermarvi a mangiare nella residenza di Isasmendi, ultimo governatore spagnolo.

Si attraversano poi luoghi di folgorante bellezza, come la quebrada de las flechas, incredibile canyon di polvere, solitudine e mastodontiche rocce che, scolpite dal vento, sembrano frecce.

Ci sono poi i cardones, enormi cactus che disegnano un paesaggio surreale, mentre se ne stanno ritti e fermi, come giganti guardiani delle valli. Sempre Daniel mi racconta che, nel corso della guerra contro la Corona di Spagna, i gauchos, per apparire più numerosi, mettevano un sombrero ed un poncho ai cardones che, da lontano, sembravano cosi un impressionante esercito pronto a combattere.

Quando la sera si arriva a Cafayate, alle porte delle valles Calchaquies, oltre ad assaggiare alcuni dei deliziosi vini prodotti da queste parti (sorseggiate il Torrontes o il Malbec!), ci si gode il bel centro di Cafayate, la sua piazza tranquilla, le sue luci basse, la gente che passeggia e ti guarda incuriosita e poi corre nei bar che stasera gioca l'Argentina al Monumental, contro il Cile.

Il giorno dopo si torna lentamente verso Salta, attraversando altre meraviglie naturali dai nomi suggestivi: le Dune, il Rospo, Il Vescovo, la Gola del Diavolo, L'Anfiteatro.
Ma la storia più affascinante è quella che ha a che fare con "la Belgrano".
Questa linea ferroviaria finiva in un piccolo villaggio cresciuto attorno alla stazione che si chiama Alemania e ribolliva, in quegli anni, di persone e merci.


Oggi è una luogo fantasma, del tutto abbandonato, le erbacce hanno inghiottito il ponte e le rotaie non portano più da nessuna parte ma si dice che la notte si senta arrivare il treno e un animato chiacchiericcio provenga dall'edificio centrale.

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Se ci si avvicina però tutto torna a tacere e rimane solo il silenzio di un cielo con stelle talmente vicine che sembra di potersele mettere in tasca.

Queste storie di treni fantasma potrebbero intimidirmi se non sapessi che il mio cammino è disseminato degli altarini rossi del Gauchito Gil che protegge i viaggiatori. Quindi mi rimetto in viaggio sicuro, che domani si riparte e si va a esplorare il nord di Salta.

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Un grazie di cuore per l'aiuto nell'organizzazione del viaggio, per le dritte preziosissime e i consigli preziosi a Mauro Olivero, alias Mastro Patagonico, grande esperto di Sudamerica e di Argentina in particolare. Senza di lui non sarebbe stato lo stesso viaggio