Itinerario fra i Sassi di Matera. Una passeggiata fra civita medievale, case in grotta, cisterna monumentale, strada panoramica e botteghe artigiane.

Romantica e suggestiva di notte, illuminata da mille piccole luci, o splendente di bianco contro l'azzurro terso del cielo; misteriosa e malinconica quando la nebbia sale dalla Gravina per avvolgere i Sassi o rigogliosa nel verde primaverile che prorompe dalla vicina Murgia, Matera è il luogo ideale per un itinerario da percorrere a piedi, emozionante in qualsiasi ora o stagione.


Civita, il punto più alto di Matera

Si parte dalla Civita, il punto più alto della città, fortezza naturale e culla del primo nucleo abitativo. Già dalla medievale salita Castelvecchio, la vista sui Sassi distesi a sinistra toglie il fiato. In piazza osserviamo la Cattedrale (A) romanico-pugliese e lo storico Palazzo Malvinni Malvezzi.

Da via di San Potito, ci inoltriamo fra le abitazioni palaziate di quello che era il rione più ricco dei Sassi di Matera. Seguendo le indicazioni si giunge al MUSMA (B), il Museo della scultura contemporanea (www.musma.it), la cui peculiarità è mostrare sculture nella scultura: opere di artisti di rilievo internazionale in caratteristiche grotte ipogee offrono un'esperienza affascinante. La visita è l'occasione per un giro nel cinquecentesco Palazzo Pomarici, noto come "casa delle cento stanze".

1. Panorama dei Sassi di notte: in alto la Civita e la cattedrale. Tango7174 (own work) - GFDL via Wikimedia Commons.Panorama dei Sassi di notte: in alto la Civita e la cattedrale. Tango7174 (own work) - GFDL via Wikimedia Commons.

Dal Caveoso verso Malve e Casalnuovo

Ci dirigiamo ora verso piazza San Pietro Caveoso (C), scendendo a destra. Notiamo i comignoli che sbucano dal pavimento delle strade - sì, stiamo camminando proprio sui tetti - e i pozzi al centro dei cortili, nodi di una complessa rete di recupero dell'acqua piovana. Una volta in piazza San Pietro, vale la pena sorseggiare un drink al bar con vista sulla Murgia.

Dalla piazza, poi, possiamo raggiungere il delizioso rione Malve, dove piccole case si affacciano su vicinati fioriti, visitare un laboratorio di lavorazione del tufo e una grotta tipicamente arredata o ancora inerpicarci su ripidi gradini verso la rocca della Madonna dell'Idris (D).

Di qui, a destra, si scorge il Casalnuovo (E), un quartiere abitato un tempo dagli Schiavoni, popolazione di origine serbo-croata e albanese. È la parte più selvaggia dei Sassi, ricca di vegetazione spontanea e in parte ancora in abbandono, ma piena di fascino.

3. La Murgia e la Gravina sul ciglio del Sasso Caveoso. Tango7174 (own work) - GFDL via Wikimedia Commons.La Murgia e la Gravina sul ciglio del Sasso Caveoso. Tango7174 (own work) - GFDL via Wikimedia Commons.

La strada panoramica e il Barisano

Riprendiamo la strada principale verso nord, costeggiando un muro a strapiombo sulla Gravina, suggestivo canyon attraversato da un torrente. Sulla parete si alternano rocce, verdi pendii e grotte abitate fin dal Paleolitico. A Porta Pistola (F) o in via dei Fiorentini si può assaggiare un calice di aglianico accompagnato da prodotti tipici o una tisana di erbe locali.

Proseguendo, si incontra la chiesa di Sant'Agostino (G), dalla facciata barocca, su uno scenografico sperone roccioso, mentre una stradina a sinistra porta alla Casa Cava (H), antica cava di tufo trasformata in auditorium e centro culturale. Risalendo, in via Rosario ci imbattiamo in "Crea che ricrea", knit-cafè dove apprendere le arti della maglia o acquistare originali capi in lana e cotone.

4. Il Sasso Barisano di notte: in fondo la chiesa di Sant'Agostino. Foto E. Scalcione.Il Sasso Barisano di notte: in fondo la chiesa di Sant'Agostino. Foto E. Scalcione.

Gli ipogei e le vie degli artigiani

Ancora qualche passo e siamo proprio sotto la piazza principale della Capitale europea della Cultura 2019, piazza Vittorio Veneto (I). Qui ammiriamo una città segreta, fino a poco tempo fa sepolta e per questo rimasta intatta: il fondaco, la torre aragonese e soprattutto un'enorme cisterna, la cosiddetta cattedrale d'acqua, assolutamente da vedere a Matera.

Torniamo in superficie. Sarà piacevole curiosare nelle botteghe artigiane di via San Biagio (L), via delle Beccherie, piazza Sedile, piazza San Francesco, via Ridola, fra piatti in ceramica decorata, cartapeste, timbri del pane in legno, variopinti cuccù (fischietti), oggetti in tufo lavorato e altre creazioni tradizionali o innovative. E per gli amanti della buona tavola, sarà irrinunciabile una sosta al forno per il pane di Matera IGP.

5. Veduta del Sasso Barisano. Foto E.ScalcioneVeduta del Sasso Barisano. Foto E.Scalcione

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Photo credit

Foto di copertina: Il Sasso Caveoso. Dominique Grassigli (own work) - CCBY-SA via Wikimedia Commons.

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