La Grande Mela, con i sui angoli unici che sprigionano energia, è una fonte di ispirazione per le creazioni della giovane designer di gioielli.

La sua officina si chiama New York, la città dalle accattivanti bellezze e infinite possibilità che rappresenta, ogni giorno, in ogni suo angolo, la fonte di ispirazione preziosa per tutte le sue creazioni. Arlette Sarkissians, giovane designer di Teheran, ha fatto della Grande Mela la preziosa fucina della sua arte, ma anche il luogo privilegiato nel quale trascorrere, tra eventi e locali all'insegna della mondanità, qualche ora alla scoperta dei ritrovi di tendenza e dei quartieri che rendono unica la vita notturna newyorkese.

"Vivere a Manhattan - racconta Arlette - è come abitare in un piccolo mondo globale. L'energia e la voglia di fare che percepisco in questa città sono uniche e non si avvertono in nessun altro luogo". Un'energia che, come fosse una delle tante gemme con le quali entra in contatto, Arlette utilizza nel creare i suoi gioielli di lusso, con l'anima da artista e la mente da dinamica donna intraprendente.

La designer di gioielli Arlette SarkissiansLa designer di gioielli Arlette Sarkissians

"Quello che amo di più del mio mestiere è che quando una donna indossa uno dei miei pezzi, questi immediatamente si caricano di personalità, lasciando quasi trasparire le qualità e l'energia di chi li indossa" spiega Arlette Sarkissians, la cui passione le è stata tramandata dal nonno gioielliere. E così questi gioielli che, come dice lei, "hanno il potere di benedire e maledire e agiscono ora come simbolo d'amore, ora di potere" divengono pezzi unici e senza tempo. E proprio New York è diventata per questa giovane artista, formatasi tra il Gemological Institute of America e l'Accademia di Belle Arti in Italia, "un luogo in cui si può sognare", dove è riuscita a fondare, nel 2008, la prestigiosa casa di gioielli caratterizzati da uno stile unico che pone al centro l'oro e le pietre preziose.

Nell'itinerario virtuale pensato dall'artista di Teheran per trascorrere qualche ora di relax dopo il lavoro, si inseriscono quartieri e locali notturni che suscitano in lei un particolare fascino, come Upper West e Meat Packing. "Dopo aver fatto un salto al Whitney Museum of American Art (99 Gansevoort St), importante icona dell'arte moderna statunitense, situato a West Chelsea, consiglierei una serata in compagnia di amici in qualche jazz bar" spiega Arlette che rivela il suo preferito, lo Smalls Jazz Club (183 W 10th St.). Ed in effetti questo club, dalla sua nascita, nel 1994, è stato un vivace luogo di ritrovo per oltre mille musicisti le cui performance sono state meticolosamente inserite nell'archivio del locale, a partire dal 2007.

New York. Whitney Museum of American Art By Gryffindor (Own work)  , via Wikimedia CommonsNew York. Whitney Museum of American Art By Gryffindor (Own work) , via Wikimedia Commons

Indochine, al 430 di Lafayette Street, è invece uno dei locali preferiti da Arlette (e anche da molti newyorkesi) per gustare, in un ambiente classico, ma decisamente stylish con le sue inconfondibili decorazioni tropicali, una cena esotica francese-vietnamita di qualità.

"Un altro posto fantastico per chi ama la cucina mediterranea - consiglia Arlette - è il ristorante Boulud Sud (One Lincoln Plaza), tra i quartieri di Broadway e Central Park West, dove lo chef Daniel Boulud gioca con i sapori che ripercorrono la tradizione francese e del Nord Africa". Tra le opere dell'artista Vik Muniz e i moderni interni in cui prevalgono le tonalità del giallo e del grigio, questo locale offre un'atmosfera intima. A pochi passi da qui c'è il Lincoln Center (10 Lincoln Center Plaza), un complesso di edifici che sorge tra la Columbus Avenue e l'Amsterdam Avenue, nell'Upper West Side di Manhattan, cuore pulsante di grandi eventi artistici e musicali.

New York, Lincoln Center. By Nils Olander from Panoramio (Own work)  , via Wikimedia Commons.New York, Lincoln Center. By Nils Olander from Panoramio (Own work) , via Wikimedia Commons.

Per vivere un'esperienza decisamente originale basta recarsi al Park Avenue Armory (643 Park Ave). In questo capannone industriale ed ex Arsenale, gli artisti hanno la possibilità di creare e il pubblico l'opportunità di sperimentare. Nell'itinerario scelto da Arlette per questo tour virtuale alla scoperta della parte meno battuta, ma più raffinata, della Grande Mela, non poteva mancare questo ex edificio del Settimo Reggimento, trasformatosi, con le sue performance e installazioni, in una innovativa istituzione culturale che cuce i confini tra arte ad alti livelli e cultura pop.

New York, facciata del Park Avenue Armory. Courtesy of Park Avenue ArmoryNew York, facciata del Park Avenue Armory. Courtesy of Park Avenue Armory

Il panorama mozzafiato dall'ultimo piano dello Standard Hotel - il Top of the Standard offre installazioni artistiche e persino una pista di ghiaccio - merita decisamente la visita al Boom Boom Room (848 Washington St), il lounge bar dello Standard che propone feste esclusive in un ambiente gradevole, nel cuore del Meatpacking District. Questo club è una icona trendy di questo piccolo quartiere della zona sud ovest di Manhattan in cui convergono ristoranti alla moda e ritrovi esclusivi, e che deve il suo nome agli antichi stabilimenti di lavorazione della carne.

Di notte il Meatpacking cambia veste per lasciare il posto alle sfavillanti notti delle star.

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Foto di copertina: New York, Meatpacking District. By Meatpacking_District_IMG_9025.JPG: Gryffindor Meatpacking_District_IMG_9024b.JPG: Gryffindor Meatpacking_District_IMG_9024.JPG: Gryffindor derivative work: Justass , via Wikimedia Commons