Mille emozioni e una rosa infinita di attrazioni e monumenti. In poche ore, però, bisogna concentrarsi sui must: ecco le 15 cose da vedere a Palermo!

L'alba, con il suo rosa intenso, accende i colori del mare e i monumenti di una città che non dorme mai, ma è l'arancio del tramonto che si prepara a mostrare l'evoluzione nei secoli delle sue tradizioni millenarie. Palermo è un caleidoscopio di culture, leggende, dominazioni e passato. Una metropoli in rinascita che non smetterà mai di raccontare la sua storia affascinante, declinandola a seconda dei gusti del turista. Chi la visita può assaporarne la gastronomia o organizzare un tour, viverne le spiagge o prendere parte alle sue feste tipiche, come la celebrazione in grande stile, la notte del 14 luglio, dedicata alla patrona che la salvò dalla peste, Santa Rosalia. La Capitale della Cultura 2018, insomma, è destinata a far innamorare e regalare quella voglia di tornare per scoprirne gli scorci pittoreschi e meno comuni. Per lasciarvi sedurre, vi suggeriamo di cominciare da queste prime 15 cose da vedere a Palermo!

Teatro Massimo - Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.comTeatro Massimo - Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.com

1. Teatro Massimo

Il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, spicca nel centro storico cittadino e vanta una misteriosa storia. Quando fu edificato, fu abbattuta la Chiesa delle Stimmate con annesso convento. Si racconta che una suora "la monachella" (la prima Madre Superiora del convento) si sposti ancora tra sale del teatro e qualcuno ne avrebbe visto l'ombra. Inaugurato alla fine dell'Ottocento, ha uno stile neoclassico e un' acustica perfetta.

Teatro Massimo - interni Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.comTeatro Massimo - interni Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.com

2. La Martorana

La chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, sede della parrocchia di San Nicolò dei Greci si trova vicino alla chiesa di San Cataldo su piazza Bellini. Ci sono diverse peculiarità che la contraddistinguono. Innanzitutto fa parte dell'eparchia di Piana degli Albanese, tanto da officiare la liturgia per gli italo-albanesi residenti in città, con il rito bizantino. Il tempio religioso è carico di diversi stili ed è fra le strutture bizantine del Medioevo in Italia. Diventata chiesa monumento storico, è inserita nel Patrimonio dell'Umanità Unesco, nell'ambito dell'"Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale". Altra curiosità riguarda il nome: si dice che proprio le suore dell'omonimo monastero inventarono i dolci locali famosi in tutto il mondo. A Palermo, infatti, con farina di mandorla e zucchero, si preparano dei deliziosi frutti, appunto detti "di Martorana".

La Martorana Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.comLa Martorana Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.com

3. Cattedrale

Dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, vanta una Cappella meridionale posta nell'abside minore del transetto destro costruita in onore di Santa Rosalia, patrona cittadina. Ha una storia che risale all'epoca punica, mentre in epoca romana qui sorgeva un luogo di culto cristiano. In epoca bizantina fu risistemata e la dominazione araba la rese poi una moschea. Dopo i normanni e gli spagnoli, con i dovuti rifacimenti, è arrivata fino a noi per come è attualmente.

Cattedrale Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.comCattedrale Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.com

4. Quattro Canti

La piazza ottagonale che si trova all'incrocio tra la via Maqueda e il Cassaro (corso Vittorio Emanele), vanta diversi nomi. Il principale è Piazza Villena, ma è conosciuta come Quattro Canti o Ottagono del Sole o Teatro del Sole. Questi ultimi termini indicano il fatto che nel corso della giornata, una delle quinte architettoniche viene illuminata da qualche raggio solare. Si tratta di apparati decorativi realizzati nel Seicento che al piano inferiore presentano delle fontane a ricordo dei fiumi dell'antichità, poi ci sono le allegorie delle quattro stagioni. E ancora ecco le statue di Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV e, infine, le quattro sante palermitane Agata, Ninfa, Oliva e Cristina.

5. I mercati

Tra palazzi in rovina e tradizioni antiche, sono il posto giusto per entrare in un microcosmo a parte. I mercati di Palermo sono La Vucciria, il Capo, Borgo Vecchio e Ballarò. Il primo, tra voci e profumi è il più popolare e si trova in Piazza Caracciolo. Era una bottega della carne, da qui il termine francese boucherie, poi Vucciria (in siciliano, confusione, chiasso). Il Capo, risale al periodo musulmano e si incontra tra via Carini e Beati Paoli, la via di S. Agostino e la via Cappuccinelle. Ballarò, si estende da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory verso Porta Sant'Agata, è il più antico ed è visitabile anche nel pomeriggio. Borgo Vecchio, infine, tra Piazza Sturzo e Piazza Ucciardone rimane aperto fino a tardi ed è diventato dunque un vero punto di ritrovo per la movida locale.

6. Palazzo dei Normanni / Cappella Palatina

Oggi è la sede dell'Assemblea Regionale Siciliana, ma un tempo era quella imperiale. Annessa al Palazzo c'è la spettacolare Cappella Palatina, che risale al dodicesimo secolo e che lascia senza fiato con i suoi splendidi mosaici. La basilica è a tre navate e l'ingresso al pubblico è sul lato ovest, in Piazza Indipendenza. La chiesa è dedicata a San Pietro Apostolo. Concepita come cappella privata ha una lunghezza di 33 metri e 13 di larghezza.

Cappella Palatina Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.comCappella Palatina Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.com

7. Catacombe dei Cappuccini

Attiravano ed attirano turismo da tutto il mondo, per i loro macabri ma spettacolari "reperti. Vi si possono osservare circa ottomila mummie perfettamente conservate, molte delle quali appartenevano a dei nobili che i parenti venivano a trovare qui anche dopo la morte. Per cui sono vestiti e abbigliati al meglio. I sotterranei sono quelli annessi alla Chiesa di Santa Maria della Pace, ma la vera protagonista è lei, la piccola Rosalia Lombardo. La bimba, morta nel 1920 a due anni di polmonite, fu mummificata da uno dei grandi esperti dell'epoca ed oggi è perfetta tanto da avere persino gli organi interni. Sembra che dorma in tutta la sua infantile bellezza.

8. Fontana Pretoria e piazza della Vergogna

Piazza Pretoria viene anche chiamata con il curioso nome di Piazza della Vergogna, per via della presenza di statue nude, quasi a simboleggiare decadenza e malcostume. Sorge sul limite del quartiere Kalsa, vicino ai Quattro Canti con al centro la fontana Pretoria, opera di Francesco Camilliani, realizzata nel 1554. Di fronte, c'è anche il Palazzo Pretorio, sede del Comune e poi la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria del XVI secolo, palazzo Boncore e Palazzo Bordonaro. Di fronte una scalinata che porta alla chiesa di San Giuseppe dei Teatini.

Fontana Pretoria, Piazza della Vergogna Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.comFontana Pretoria, Piazza della Vergogna Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.com

9. Monte Pellegrino, Grotte dell'Addaura e Santuario di Santa Rosalia

Il rilievo che chiude a nord il golfo di Palermo è un trionfo di verde e tra torri e antichi palazzi, conserva il Santuario di Santa Rosalia, dove la patrona apparve in sogno ad un cacciatore della zona e il ritrovamento delle sue ossa coincise con la fine della peste. Intorno, le Grotte dell'Addaura con graffiti rupestri risalenti al Paleolitico.

10. Santa Maria dello Spasimo

Nell'antico quartiere della Kalsa sa davvero di storia e passato. Manca il tetto crollato alla metà del Settecento e mai ricostruito. Oggi ospita periodicamente concerti ed eventi dopo la ristrutturazione del secolo scorso, ma a fine Cinquecento fu anche un lazzaretto per gli ammalati di peste e, nel tempo, nosocomio e discarica.

11. La Zisa

Significa "la Splendida" dall'arabo Al-Azīza e non è difficile capire perché trovandosi di fronte questa magnifica costruzione. Realizzata in stile arabo-normanno, risale al 1165 e rappresentava una residenza reale estiva. Era circondata da un parco di caccia molto vasto e si trovava non lontano dal centro città. Dal 1991 ospita il Museo di Arte Islamica e dal 2015 fa parte del Patrimonio dell'Umanità Unesco nell'ambito dell'"Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale".

12. Vita notturna

Oggi Palermo è un fiorire di locali e attrazioni notturne. C'è la Champagneria, in via Salvatore Spinuzza di fronte al Teatro Massimo, dove si fermano a bere universitari e non solo. Ci sono i mercati, come la Vucciria che hanno delle aree aperte di notte per gli "assaggini" di pesce e street food e diverse altre sfiziosità culinarie, come le arancine dai vari gusti da provare in via Maqueda.

13. Street food

Oltre a prodotti di influenza araba, impossibile non provare panelle, crocchette, sfincione e frattaglie che deliziano anche i palati più esigenti.

14. Opera dei pupi

A Palermo è possibile vedere questi spettacoli i cui protagonisti sono Carlo Magno e i suoi paladini, in versione marionetta. Si ispirano all'Orlando Furioso e ad altri poemi del ciclo carolingio. I famosi "pupi" risalgono al XIX secolo e dal 2008 sono Patrimoni Orali e Immateriali dell'Umanità designati dall'Unesco.

15. Teatro Politeama

Il Teatro Politeama Garibaldi di Piazza Ruggero Settimo o Piazza Politeama e fino al 2006 ha ospitato la Galleria d'Arte Moderna. Dal 1947 è stato un cinematografo e dal 2001 è sede dell'Orchestra Sinfonica Siciliana.

Teatro Politeama - Di Palermo-Politeama-bjs-1.jpg: Bjsuploaded and derivative work: MrPanyGoff - Palermo-Politeama-bjs-1.jpg, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14853249Teatro Politeama - Di Palermo-Politeama-bjs-1.jpg: Bjsuploaded and derivative work: MrPanyGoff - Palermo-Politeama-bjs-1.jpg, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14853249

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Foto di copertina: Golfo di Palermo di notte - Di Gabriele Ferrazzi - Opera propria di chi ha caricato in origine il file, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=58009674

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