Il Tour del Monte Bianco è uno dei trekking più famosi e frequentati delle Alpi. Un viaggio a piedi straordinario e indimenticabile!

La montagna più alta d'Europa, il gruppo montuoso con il più alto numero di cime che superano i 4000 metri di quota, la vetta simbolo della storia dell'alpinismo. Il gruppo del Monte Bianco è una grandiosa e complessa fortezza di roccia e ghiaccio, tanto difficile per gli escursionisti da esplorare al suo interno quanto facile da circumnavigare, grazie al tracciato del Tour Mont Blanc (TMB) o Giro del Monte Bianco.

Il trekking si distende per 170 chilometri di sviluppo tra Italia, Francia e Svizzera, è diviso ufficialmente in 7 tappe, per un totale di 60 ore di cammino e 10.000 metri di dislivello. Si consiglia però di prevedere almeno 10 tappe, in modo da camminare con più calma, potere affrontare anche qualche piccola variante lungo il percorso e soprattutto per non affrontare tappe troppo lunghe e faticose.

Nonostante i numeri apparentemente proibitivi, il TMB è un trekking accessibile a gran parte degli escursionisti con un minimo di esperienza e allenamento, anche perchè si svolge interamente su sentieri ottimamente segnati, senza difficoltà particolari tecniche e con numerosi punti di appoggio lungo il percorso, dove pernottare alle fine delle tappe o ristorarsi lungo il cammino. I rifugi sono aperti normalmente da giugno a settembre, il periodo migliore per affrontare il trekking, anche perchè in tarda primavera e in autunno, a causa delle quote abbastanza elevate, si potrebbero incontrare numerosi tratti innevati. Ecco dunque un assaggio di questo percorso indimenticabile!

La balconata della Val Ferret. Da Coumayeur a Le Peule

Il Giro del Monte Bianco può essere intrapreso partendo da tutti i centri principali presenti lungo il percorso, ma i due accessi più logici sono gli abitati di Chamonix in Francia e di Courmayeur in Italia. In quest'ultimo caso si inizia con una tappa subito entusiasmante che spalanca improvvisamente la maestosa visione del Monte Bianco dal Rifugio Bertone per poi continuare ad ammirare le pareti che sovrastano la Val Ferret, e in particolare la grandiosa sagoma delle Grandes Jorasses, fino al Rifugio Bonatti.

Da qui, altrettanto panoramica è la seconda tappa che dopo aver superato il Rifugio Elena, valica il confine italiano al Col Ferret per poi tuffarsi in discesa fino al fondovalle della Val Ferret svizzera. Il consiglio è di spezzare in due la prima lunga tappa italiana, in modo da apprezzare e assaporare al meglio questo emozionante inizio di percorso.

In cammino tra il Rifugio Bonatti e il Rifugio Elena in Val Ferret (foto Andrea Greci)

Il tratto svizzero. Da Le Peule al Col de la Forclaz

La prima parte del settore svizzero del Tour Mont Blanc, si svolge in fondovalle e anche se non consente di ammirare da vicino le cime, i ghiacciai e i pilastri di granito del gruppo del Monte Bianco, è spesso ingiustamente evitato dagli escursionisti che preferiscono abbrevviare il percorso utilizzando i mezzi pubblici. In verità il tratto di Tour che collega Le Peule a Champex consente di entrare in contatto con le secolari attività agricolo-pastorali di queste terre e le architetture tradizionali delle vallate alpine.

Il tratto successivo, da Champex al Col de la Forclaz, riporta in quota tra pascoli e boschi, ma senza dubbio più emozionante è la variante della Fenetre d'Arpette, che permette di accarezzare da vicino le tormentate masse glaciali del Glacier de Trient. Anche in questo caso si consiglia di dividere in due tappe questo lungo spostamento, altrimenti riservato a escursionisti molto allenati.

Plateau de Trient dalla Fenetre d'Arpette (foto SNappa2006-Under Creative Commons CC BY 2.0-httpscreativecommons.orglicensesby-sa2.0-https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Plateau_du_Trient_(1).jpg

Il lungo percorso sul versante francese. Dal Col de la Forclaz a Les Mottes

Affrontabile in tre sole tappe dai camminatori più intraprendenti, in verità il settore francese del Tour Mont Blanc, dovrebbe essere diviso in almeno 4 o 5 tappe, in modo da godere appieno delle spettacolari visioni che si aprono lungo il percorso come quelle sull'Aiguille Verte dal Col de Balme o sulla calotta innevata della cima del Monte Bianco dal Col du Brevent.

La balconata panoramica delle Aiguille Rouges, con le cime del gruppo del Bianco che si specchiano nei piccoli Lacs de Cheresys e nel celeberrimo Lac Blanc, è forse il tratto più emozionante di questa parte del percorso, che si presta a numerosissime varianti e consente di ammirare alcuni dei ghiacciai più grandi delle Alpi e le vette che hanno fatto la storia dell'alpinismo europeo.

Il Monte Bianco da Lac Blanc (foto pixabay)

I panorami della Val Veny. Da Les Mottes a Courmayeur

Il ritorno sul versante italiano avviene per il panoramico Col de la Seigne e la successiva discesa verso il Rifugio Elisabetta e il Lac de Combal, fa già pregustare i solari e aperti panorami dell'ultima tappa. Un altro sentiero panoramico a mezza costa, consente di ammirare le cime del Monte Bianco e dell'Aiguille Noire de Peuterey, sovrastando la Val Veny, per poi tuffarsi fino a Courmayeur, consapevoli di aver portato a compimento uno straordinario vaggio a piedi al cospetto di una delle montagne più affascinanti del mondo, situata nel cuore della "vecchia e piccola" Europa.

Il Lac de Combal in Val Veny (foto Andrea Greci)

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Foto di copertina: Il Monte Bianco dal Col de la Seigne (foto pixabay)