Un tour dello Yucatan, in Messico, non può prescindere dalla visita agli antichi siti Maya. Da Tulum a Chichén Itzá, ecco cosa vedere nello Yucatan.

Per scoprire lo stato messicano più apprezzato dai turisti bisogna percorrere un tour che da Cancún scende a Merida, toccando alcuni dei più celebri siti Maya. Ecco cosa vedere nello Yucatan, tra skyline moderni e città coloniali, spiagge bellissime e siti archeologici.

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Cancún, che la festa abbia inizio

Grattacieli, alberghi, ristoranti e una moltitudine di negozi, mercati tradizionali, shopping mall. Cancún (1) ti accoglie così, con la sua doppia anima di città storica e cosmopolita, dove è più facile sentire parlare inglese che spagnolo grazie alla forte presenza di gringos americani che l'hanno eletta a paradiso tropicale a portata d'aereo.

Difficile resistere alla seduzione delle sue spiagge di sabbia corallina incorniciate da un mare che dal turchese sfuma nel verde smeraldo. Ma questa è anche la capitale del divertimento notturno con cabaret, spettacoli, feste, balli, concentrati senza soluzione di continuità nei locali della Zona Hotelera: la sottile lingua di sabbia lunga 22 chilometri che separa una laguna dal Mar dei Caraibi, dove si raggruppa la maggior parte degli hotel.

Veduta di Cancun - Di Irving Huertas - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31172922Veduta di Cancun - Di Irving Huertas - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31172922

Lungo la Riviera Maya

La tentazione è irresistibile: noleggiare una macchina per "fuggire" sull'autostrada costiera 307 (Carretera Federal per i messicani) alla scoperta di lidi corallini, siti archeologici, parchi e resort per tutti i gusti e le tasche. La tappa d'obbligo è Playa del Carmen (2), un tempo villaggio di pescatori, oggi regina della costa come dimostra l'alta concentrazione di hotel e ristoranti a pochi metri dalla spiaggia.

Playa del Carmen - By Elelicht (Own work)  , via Wikimedia CommonsPlaya del Carmen - By Elelicht (Own work) , via Wikimedia Commons

Ma lungo la celebre riviera messicana non si possono perdere neanche il parco tematico di Xcaret (3), quello eco archeologico di Xel-Há (4) e i cenotes (5), gli antichi pozzi dove è possibile nuotare e fare immersioni nelle grotte sotterranee.

La Carretera continua veloce ancora più a sud, verso il confine con il Belize. Noi però ci fermiamo a Tulum (6), l'unico sito maya in riva al mare, preziosa testimonianza di quello che è stato un porto commerciale ben prima della conquista spagnola. I suoi templi costruiti a picco sulla scogliera sono una cartolina suggestiva, la quint'essenza di questo spicchio di Messico tropicale al profumo di storia.

Tulum, il tempio del Dio dei venti - By Martin Falbisoner (Own work)  , via Wikimedia CommonsTulum, il tempio del Dio dei venti - By Martin Falbisoner (Own work) , via Wikimedia Commons

Due perle archeologiche: da Cobá a Chichén Itzá

Un breve viaggio nel cuore della giungla ti conduce a Cobá (7), un'area archeologica fra le più antiche ed estese di tutto lo Yucatán, che ti seduce con i resti del campo dove anticamente si praticava il gioco della pelota e la vertiginosa verticalità della sua piramide di pietra grigia, il Nohoch Mul (IX-XII secolo d.C).

Prima la ammiri dal basso, poi provi ad arrampicarti sapendo che lo sforzo dei quadricipiti, alle prese con gradini molto ripidi, più alti che larghi, sarà ricompensato dallo spettacolo che troverai una volta in cima, a 40 metri d'altezza. Da lassù la vista è incredibile, senza traccia di civiltà a perdita d'occhio: solo natura, silenzio e il fascino ipnotico della foresta.

Il sito Maya di Coba - By EnglishDavid (Own work)  , via Wikimedia CommonsIl sito Maya di Coba - By EnglishDavid (Own work) , via Wikimedia Commons

Chichén Itzá, il sito più importante

Il più importante sito Maya (8) è affollato già al mattino presto. La città protetta dall'Unesco, fondata nel VI secolo e ampliata fino all'XI secolo, è infatti un luogo-culto, famoso in tutto il mondo. Una volta lì scoprirai templi decorati con bassorilievi di uomini e animali, il più grande campo del mondo Maya per il gioco della pelota, il Cenote Sagrado ("sacro") che, spiegano le guide, era sede di rituali e offerte votive.

Ma la struttura più importante è il Castillo, o piramide di Kukulkán, costruita in modo che sulla scalinata del lato settentrionale a ogni equinozio (il 21 marzo al tramonto) si ripetesse sempre lo stesso fenomeno: un gioco di luce e ombra disegna il corpo sinuoso di un rettile - simbolo del dio Kukulkán - che scende verso terra, indicando il tempo della semina. È il celebre calendario Maya inciso nella pietra.

Tempio dei Guerrieri - By Keith Pomakis (Own work)  , via Wikimedia CommonsTempio dei Guerrieri - By Keith Pomakis (Own work) , via Wikimedia Commons

Il fascino coloniale di Mérida

"Vedi queste case, così belle e ricche di storia? Sono il ricordo dei tempi d'oro, quando nella nostra città vivevano più miliardari che in ogni altro paese del mondo". Premessa: José, la mia guida, è un po' di parte quando mi mostra le architetture Liberty sparse fra le vie di Mérida (9), capitale dello Yucatán (Mérida e non Cancún, come pensano in molti). Però ha ragione nel raccontare che qui vivevano personaggi ricchissimi, visto che nei secoli passati le terre attorno alla città erano coltivate a henequén, un tipo di agave che ai tempi era considerato una specie di oro verde.

Grazie all'agave, Mérida si è abbellita di piazze, negozi, palazzi e viali alberati come il Paseo de Montejo, che imita gli Champs-Élysées di Parigi. La pianta a scacchiera del centro storico ti conduce inevitabilmente alla Plaza Grande, la tipica piazza coloniale incorniciata da un pot-pourri di monumenti da contemplare incantati: dalla Cattedrale di San Idelfonso, la più antica del Paese, alla Casa de Montejo originaria del XVI secolo, questo è un luogo da Sindrome di Stendhal.

Merida Zocalo - By Elelicht (Own work)  , via Wikimedia CommonsMerida Zocalo - By Elelicht (Own work) , via Wikimedia Commons


Photo Credit

Foto di copertina: Tulum visto dalla spiaggia - By Bjørn Christian Tørrissen , via Wikimedia Commons