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    Culture

    10 figure da scoprire tra le linee di Nazca

    giugno 2026

    Un antico disegno a cielo aperto, composto da oltre 800 geoglifi, corre lungo il deserto di Nazca, tra le città di Nasca e Palpa, nel Perù meridionale

    Nel deserto di Nazca, tra le città di Nasca e Palpa nel Perù meridionale, si estende uno dei misteri più affascinanti dell’umanità: oltre 800 geoglifi e più di 13.000 linee tracciati nell’arco di secoli dall’antica civiltà Nazca (e dai loro predecessori Paracas), indicativamente tra il 300 a.C. e il 500 d.C. Profili stilizzati di animali, piante, figure geometriche ed esseri umani sono stati impressi nel terreno arido come solchi profondi circa 30 centimetri, rimuovendo manualmente il ciottolame superficiale scurito dagli ossidi di ferro per far risaltare il pietrisco di gesso sottostante, ben più chiaro. Il clima eccezionalmente asciutto, l’assenza quasi totale di piogge e la scarsità di venti a livello del suolo hanno permesso a queste opere di conservarsi intatte per oltre due millenni. Le figure sono visibili nella loro interezza soltanto dall’alto (o, in alcuni casi, dalle colline circostanti) e questo non fa che accrescere il mistero sulla loro reale funzione: un calendario astronomico, una mappa di acquiferi sotterranei o un gigantesco spazio per rituali religiosi legati all’acqua? Ecco le 10 figure più celebri delle linee di Nazca.

    01

    Il ragno

    Si tratta di una delle figure più note in assoluto e una delle prime a essere studiate in modo sistematico nella Piana di Nazca. Questo ragno stilizzato, lungo circa 46 metri, è inserito all’interno di un enorme trapezio tracciato sul suolo. L’archeologa e matematica tedesca Maria Reiche, che dedicò l’intera vita allo studio e alla tutela delle linee, ipotizzò che il disegno avesse un profondo significato astronomico e identificò la figura del ragno con la costellazione di Orione, suggerendo che le linee adiacenti servissero per tracciare i movimenti stellari e i solstizi.

    02

    L'albero

    Con i suoi imponenti rami stilizzati che si aprono a ventaglio, l’Albero è uno dei geoglifi più facili da osservare anche senza prenotare un volo panoramico. Questo disegno è infatti perfettamente visibile, oltre che dall’alto, anche dalla Torre Mirador, una struttura metallica situata proprio nei pressi della Carretera Panamericana Sur, la celebre strada che attraversa tutta la costa del Perù. L’albero simboleggiava la vita e la connessione tra il mondo sotterraneo e il cielo, un tema fondamentale per una civiltà cresciuta in uno dei deserti più aridi del pianeta.

    03

    Le mani

    Sempre dalla Torre Mirador, situata a fianco dell’Albero, è possibile osservare la figura delle Mani (talvolta chiamata “i mutilati”), che presenta una mano con quattro dita e l’altra con cinque. Si tratterebbe di un tentativo, da parte dei popoli della piana di Nazca, di propiziarsi gli dei della pioggia e della fertilità. Coloro che nascevano con malformazioni o menomati venivano considerati benedetti o “toccati” dal dio del fulmine o del tuono, e pertanto ritenuti esseri con una connessione speciale con il mondo spirituale, le piogge e l’acqua.

    04

    Il colibrì

    Con una lunghezza di circa 96 metri e un’apertura alare straordinariamente proporzionata, questo disegno è uno dei geoglifi più famosi e fotografati della piana di Nazca. Le antiche popolazioni della costa peruviana consideravano questi piccoli uccelli i messaggeri degli dei, capaci di volare rapidamente tra il mondo terreno e quello divino. Poiché i colibrì compaiono stagionalmente in coincidenza con le fioriture dopo le estati umide, la figura è fortemente legata ai riti per l’arrivo della primavera e dell’acqua essenziale per l’agricoltura.

    05

    Il pellicano

    Emergendo dal terreno bruno della Pampa, questo impressionante geoglifo raffigura un grande uccello acquatico con il collo disegnato a zigzag e il lungo becco rivolto con precisione a est. Gigantesco nei suoi oltre 300 metri di lunghezza, è considerato da alcuni studiosi un vero e proprio indicatore solare. Nelle mattine tra il 20 e il 23 giugno (in coincidenza con il solstizio d’inverno nell’emisfero australe), posizionandosi in corrispondenza della testa dell’uccello e guardando in direzione del suo becco, è possibile osservare il punto esatto in cui sorge il sole.

    06

    La balena

    Sovrapposta a un grande rettangolo geometrico, questa figura rappresenta un’imponente divinità marina. Situata all’estremità orientale del complesso archeologico, testimonia la profonda connessione tra la civiltà Nazca e l’Oceano Pacifico, che pur distando diversi chilometri forniva risorse alimentari fondamentali attraverso la pesca e la raccolta di conchiglie usate nei baratti e nei rituali.

    07

    Il condor

    Con i suoi 130 metri di lunghezza e un’apertura alare di circa 115 metri, il condor è uno dei disegni di volatili più maestosi della pampa ed è associato alle divinità della montagna (Apus). Nelle credenze andine rappresenta il Hanan Pacha (il mondo celeste) e gli antichi Nazca credevano che fosse in grado di trasportare le preghiere degli uomini direttamente agli dei che controllavano la pioggia.

    08

    La scimmia

    Questa curiosa figura, caratterizzata da solo nove dita (quattro su una mano e cinque sull’altra) e una spettacolare coda avvolta a spirale, si estende sul terreno per 135 metri di lunghezza. Le antiche popolazioni del Perù, come anche i Maya, associavano le scimmie alle regioni tropicali ricche d’acqua e ai fiumi. Questo singolare animale fu scoperto dall’archeologa Maria Reiche, che credeva rappresentasse la costellazione dell’Orsa Maggiore e servisse come indicatore per l’inizio della stagione delle piogge provenienti dalle Ande.

    09

    L'astronauta

    Situato sul fianco di una collina anziché sulla piana pianeggiante, questo geoglifo di circa 30 metri di altezza accende da sempre la fantasia dei visitatori. Sono tante e fantasiose le speculazioni che ruotano intorno a questa immagine, la cui testa rotonda e i grandi occhi sono molto simili alla forma del casco di un astronauta. Si tratterebbe tuttavia della rappresentazione stilizzata di una figura umana, molto probabilmente un sacerdote, uno sciamano o una divinità protettrice (l’uomo-civetta) che faceva da tramite tra la comunità e gli spiriti della natura.

    10

    La spirale

    Diversi archeologi, tra cui lo studioso Alberto Larrain, hanno ipotizzato un forte legame tra questo geoglifo e il culto dell’acqua. La forma della spirale alluderebbe alle conchiglie sacre (Spondylus) utilizzate dagli antichi popoli peruviani durante i riti propiziatori per ottenere il prezioso liquido, o alla struttura dei puquios, i complessi canali di irrigazione sotterranei a spirale costruiti dai Nazca per estrarre l’acqua dalla falda.

    Guida pratica per la visita: Come scoprire le linee di Nazca

    Organizzare una visita a questo straordinario sito archeologico richiede alcune informazioni pratiche per vivere al meglio l’esperienza:

    Pannello UNESCO e tutela: le linee e i geoglifi di Nazca e Palpa sono stati dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1994. Il sito copre una superficie di oltre 450 chilometri quadrati.

    Come arrivare: la città base per esplorare la zona è Nasca, situata a circa 450 km a sud di Lima (circa 6-7 ore di autobus lungo la Carretera Panamericana) o a 2 ore e mezza da Ica/Huacachina.

    Sorvolo in aereo (l’esperienza migliore): per apprezzare appieno la grandezza e le forme delle figure, la soluzione ideale è prenotare un volo panoramico su piccoli velivoli (da 3 a 12 posti). I voli partono direttamente dall’Aeroporto María Reiche di Nasca, durano dai 30 ai 45 minuti e coprono le figure principali. È consigliabile volare di mattina presto per evitare le turbolenze dovute al calore pomeridiano e godere di una visibilità migliore.

    Punti di osservazione da terra (per chi non vola): se soffri il mal d’aria o hai un budget ridotto, puoi optare per i punti panoramici terrestri. La Torre Mirador di Nazca permette di vedere distintamente l’Albero e le Mani. Poco più a nord, nella zona di Palpa, si trova un’altra torre da cui si osservano geoglifi di epoca Paracas rappresentanti famiglie e figure umane.

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