
maggio 2026
Se per il resto d’Italia il 25 aprile è la festa della Liberazione, i veneziani in questo giorno celebrano anche San Marco e la “Festa del Bocolo”. Ecco come trascorrere un giorno di primavera alla Serenissima
Venezia, una delle mete più ambite tra le città d’arte italiane, è anche il luogo in cui si celebrano ogni anno diverse festività del tutto peculiari e di antichissima origine. Il 25 aprile è una di queste, e se per caso ti trovi in città durante questa ricorrenza e non hai ancora deciso cosa fare, fatti trasportare dall’atmosfera ricca di suggestioni della Festa di San Marco. Una ricorrenza lagunare in cui convivono da secoli mito e tradizione, religione e romanticismo, tre storie leggendarie, un Santo Patrono e il dono rituale di un bocciolo di rosa rossa (il “bocolo”).

La leggenda del Boccolo (o Bocolo) a Venezia vuole che una bellissima fanciulla di nome Maria, detta Vulcana per lo splendore dei suoi occhi meravigliosi, e figlia del Doge Orso I Partecipazio (in carica tra l’864 e l’881), si innamorò del giovane trovatore Tancredi. Sebbene l’amore fosse corrisposto, le umili origini di lui causarono la naturale avversione del padre di lei. Nel tentativo di riscattarsi, acquisire gloria e fama in battaglia e tornare a Venezia in veste di eroe, Tancredi partì per la guerra per combattere contro gli arabi in Spagna.
Le notizie delle valorose imprese di Tancredi fecero ben presto il giro del mondo conosciuto, finché un giorno, combattendo sotto Carlo Magno, egli cadde mortalmente ferito a Roncisvalle su un roseto, tingendo del rosso del suo sangue un bocciolo di rosa che affidò all’amico Orlando, sì, proprio il famoso paladino, perché lo portasse alla sua Vulcana come ultimo pegno d’amore. Il 25 aprile, il giorno dopo aver ricevuto da Orlando il dono di Tancredi, Maria fu trovata morta nel suo letto con il bocciolo rosso sangue posato sul cuore, che, da allora, divenne per i veneziani simbolo d’amore imperituro.
La Festa del Boccolo è legata anche a una seconda leggenda dal tono profondamente romantico. Narra di due giovani che, pur appartenendo a rami nemici della stessa famiglia, si innamorarono a prima vista. I loro orti, separati da tempo, erano divisi da un roseto senza fiori che ricominciò a fiorire proprio il 25 aprile, quasi a suggellare la nascita del loro amore.
La tradizione racconta che quel roseto provenisse dal luogo di sepoltura di San Marco Evangelista e che fosse stato donato molti anni prima a Basilio, un marinaio della Giudecca e antenato dei due giovani, come ricompensa per il suo ruolo nel trafugamento delle reliquie del Santo. Fu proprio da quel roseto che il ragazzo colse un bocciolo, offrendolo alla fanciulla e ponendo fine all’antica rivalità tra le famiglie.
Ancora oggi, in ricordo di quella storia d’amore conclusasi felicemente, a Venezia si usa regalare un bocciolo rosso alla persona amata.

La festa del 25 aprile dedicata a San Marco Evangelista celebra l’anniversario della sua morte e il suo legame profondo con la città, che lo riconosce come Santo Patrono di Venezia per la tradizione che lo vuole evangelizzatore delle terre venete.
Secondo la storia, le sue reliquie furono portate segretamente da Alessandria d’Egitto a Venezia nell’828 da due mercanti veneziani, Rustico da Torcello e Buono da Malamocco. Per evitare i controlli, le nascosero sotto un carico di carne di maiale che, ritenuto impuro, non venne ispezionato alle dogane orientali. Una volta giunte in città, le reliquie furono accolte con grande entusiasmo dalla popolazione.
Da quel momento, San Marco divenne il simbolo stesso di Venezia, rappresentato dall’inconfondibile leone alato con una spada e un libro tra le zampe.

In questo giorno di grande festa, da non perdere la processione nella Basilica di San Marco, alla quale partecipano le autorità religiose e civili della città, come ai tempi della Repubblica Serenissima quando i festeggiamenti si svolgevano anche il 31 gennaio, giorno in cui fu trasportato a Venezia il corpo del Santo, e il 25 giugno, giorno in cui avvenne il ritrovamento delle sue reliquie nella Basilica di San Marco nel 1094.
L’occasione permette anche di fermarsi ad ammirare la preziosa Pala d’Oro ricoperta di pietre preziose e collocata dietro l’altare maggiore, considerata da secoli oggetto di culto. D’obbligo è poi una sosta alle bancarelle in Piazza San Marco per acquistare il bocciolo di rosa da regalare alla propria amata, ricordando che il dono, oltre che per mogli e fidanzate, in tempi moderni vale anche per mamme e figlie.
E per chiudere in dolcezza questa giornata unica e fiabesca, puoi raggiungere in vaporetto le isole delle Vignole per gustare i piatti della cucina tradizionale veneziana a base di carciofo violetto di Sant’Erasmo nel pieno della stagione di raccolta o assaggiare il miele dei fiori di questo pregiato ortaggio o quello di barena, con le sue proprietà balsamiche e antiossidanti, entrambi introvabili altrove.
