
maggio 2026
Itinerario alla scoperta dei murales di Berlino, a Kreuzberg. Le opere di Blu, gli interventi di Victor Ash, del duo Os Gemeos, di ROA e di Nomad
Passeggiando tra le vie di Kreuzberg a Berlino e dando un’occhiata alle enormi pareti di alcuni edifici si va incontro al lavoro dell’italiano Blu, street artist che ha lasciato il suo marchio nella capitale tedesca con opere di grande impatto visivo e un forte tema di critica sociale. Il bolognese Blu non è il solo, visto che sono tanti gli artisti che hanno voluto esprimersi con gli stessi strumenti: scoprire i loro murales a Berlino vuol dire anche intraprendere un percorso di esplorazione alternativo della città, più volte ribattezzata “La Mecca della street art”.
I disegni – graffiti, messaggi ed esclamazioni di libertà – dapprima sono apparsi sulle lastre del Muro a partire dagli anni Settanta. Dopo la caduta nel 1989, gli street artist hanno invaso la capitale scegliendo soprattutto Kreuzberg come quartier generale del loro operato. È in questa zona che un edificio su due è ricoperto di graffiti, tanto che esistono tour specifici organizzati con l’intento di rispondere ad alcune semplici domande. Una su tutte: “Che cosa porta un artista a spruzzare bombolette sul cemento, talvolta rischiando la vita?”.
Percorrendo Skalitzer Straße fino all’angolo con Mariannenstraße ci si imbatte in un gigantesco Astronauta, il celebre “Space Crusader”, opera realizzata da Victor Ash nel 2007. Continuando a camminare fino alla Sprea ecco “€ Wall”, opera che Blu ha realizzato nel luglio 2007: il muro di Berlino cade, le lastre si piegano ma piano piano tornano a formarsi sostituite da banconote da cento euro. Un’opera che di questi tempi può essere letta anche dal lato opposto, partendo da destra con gli euro che si trasformano in lastre di muro che ci dividono. Dirigendosi verso sud fino a Oberbaumstraße ci si ritrova davanti all’opera più disturbante di Blu: “Leviathan”, un enorme volto composto da migliaia di anime perse, vittime i cui corpi sono connessi l’uno con l’altro. La scena è in movimento: tra queste anime infatti c’è un uomo ancora in vita pronto per essere divorato.
Due sono i lavori più celebri dell’artista bolognese, entrambi cancellati alla fine del 2014 per protesta nei confronti della conversione urbana dell’area di Kreuzberg, dove erano stati annunciati dei lavori di ristrutturazione che avrebbero compromesso le opere. È stato lo stesso Blu a ricorrere a “eutanasia artistica” oscurando i capolavori “Chain” e “Brothers”. Il soggetto di “Chain” – opera di forte critica al consumismo – era un uomo che si sistemava la cravatta mostrando due orologi d’oro legati da una catena con cui era ammanettato. “Brothers” invece mostrava due figure mascherate che cercavano di togliersi la maschera a vicenda con una sola mano. Questo perché l’altra mano era invece impegnata a creare una lettera: nel caso del primo personaggio la W di “West”, mentre l’altro mimava la E di “East”.
Dall’Italia si passa al Brasile con l’opera “Yellow Man” (in Oppelner Straße), realizzata da Os Gemeos, duo di gemelli brasiliani ispirati dalla cultura hip hop le cui immagini ricordano i personaggi de “I Simpson”.
“Nature Morte” (o “Hanging Dead Animals”), in Oranienstraße, è invece un’opera che riflette sulla morte: alcuni animali giacciono senza vita appesi e pronti per il macello. Un’immagine macabra creata dall’artista belga ROA. I Rounded Heads (sempre su Oppelner Straße) si abbracciano nell’opera realizzata da Nomad, artista ribattezzato “enfant terrible” di Berlino, le cui opere spesso sono un mix di humour e forte impatto emotivo.
C’è poi un’immagine che ricorre sparsa in svariate strade della capitale, incluso il quartiere di Kreuzberg: il pugno volante giallo, simbolo di ribellione e anarchia creato dall’artista Kripoe, che li ha piazzati nei posti più impensabili ad altezze da capogiro, a testimoniare il rischio del mestiere dello street artist.
Questi sono soltanto i più celebri dei lavori localizzati nella metropoli tedesca, in cui, si dice, ci sono “tanti graffiti quanti negozi di currywurst”. Alcune di queste opere rimangono nella memoria, altre hanno meno fortuna. Altre ancora vengono velocemente cancellate. Eppure sembra che ci sia posto per tutti, anche per chi semplicemente sente la vocazione dello street artist: esistono infatti posti come il Park am Gleisdreieck, sempre sul lato di Kreuzberg, in cui intere aree vengono messe a disposizione degli artisti che possono esprimersi legalmente e in totale sicurezza con le bombolette spray, contribuendo a una palestra d’arte a cielo aperto sotto il cielo di Berlino.
