
maggio 2026
Stradine medioevali, un Duomo spettacolare e il Castello Visconteo: cosa vedere a Pavia, una città a misura d’uomo da scoprire con lentezza
Se sei alla ricerca di una località da visitare per immergerti in una dimensione più umana e meno caotica rispetto alle grandi città, la scelta ideale è Pavia. La sua dimensione accessibile, le sue strade acciottolate e lo scorrere del fiume Ticino fanno di Pavia una città vivibile e piacevole, visitabile sia a piedi che in bicicletta. Ecco un itinerario con le 15 cose più interessanti da vedere a Pavia, partendo da nord per poi spostarsi a sud e terminare a ovest.

01
Parco della Vernavola
I 35 ettari del grande parco cittadino sono il punto di collegamento fra la zona urbana e le campagne fuori città. Molto amato dai pavesi anche per la ricca presenza faunistica (fra cui 34 specie di uccelli e 17 specie di farfalle), è il luogo adatto per un giro in bicicletta circondati dalla natura.

02
Castello Visconteo
Gran monumento medioevale di Pavia, il Castello Visconteo risale al 1360 e fu costruito per volontà di Galeazzo II Visconti. Meraviglioso simbolo dell’età tardogotica lombarda, racchiude diversi affreschi pregiati. Non mancare la passeggiata lungo il portico decorato che si affaccia sul grande prato verde, anticamente collegato con la Certosa di Pavia, il monastero a 7 km dalla città.

03
Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro
Uno dei monumenti medievali religiosi più importanti della città: il “Ciel d’Oro” da cui questa basilica minore prende il nome è quello che sovrasta la cupola sull’altare, dove si trova anche la meravigliosa Arca di Sant’Agostino, scultura in marmo del Trecento. Qui sono conservate anche le spoglie di Sant’Agostino di Ippona e San Severino Boezio: un fatto che la rese molto famosa anche nell’antichità, tanto che la si ritrova nel canto X del Paradiso di Dante, in una delle lettere di Francesco Petrarca e in una novella del Decameron di Boccaccio!
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Università di Pavia
Il complesso dell’Università di Pavia merita una visita sia per l’originale “cortile delle statue” sia per il fatto di essere una delle università più antiche del mondo: è stata fondata nel 1361. Sono diverse le personalità illustri che hanno insegnato in questa prestigiosa università, fra cui Ugo Foscolo e Alessandro Volta, che qui svolse i suoi primi esperimenti sull’elettricità.

05
Le Torri Medievali
Poco lontano dall’Università si stagliano verso il cielo le tre torri medievali di Pavia. Risalgono al XII secolo e facevano parte di una fitta rete di torri: d’altronde Pavia era anticamente conosciuta come la “città dalle cento torri”. La loro funzione era di pura rappresentanza, e le torri adiacenti all’Università sono fra le meglio conservate.

06
Corso di Strada Nuova e Cupola Arnaboldi
La strada dello shopping pavese per antonomasia è Corso di Strada Nuova, uno degli assi perpendicolari, insieme a Corso Mazzini e Corso Cavour, che dividevano la città. Strada Nuova arriva fino al fiume Ticino: scendendo sulla sinistra non dimenticare di osservare la Cupola Arnaboldi, costruita nel 1882 a sovrastare un mercato coperto.

07
Piazza della Vittoria e Mercato coperto
Altro mercato coperto, ben più grande del precedente e sotterraneo, si trova nella centralissima Piazza della Vittoria (originariamente Piazza Grande). Il mercato sotterraneo attuale è moderno, ma la piazza ha mantenuto il suo fascino antico. Stretta, lunga e dal pavimento acciottolato, fu inaugurata dai Visconti nel XIV secolo e ora è il luogo preferito per l’aperitivo pavese.
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Palazzo Broletto
Il lato meridionale di Piazza della Vittoria è occupato dal Broletto, l’antico edificio comunale sede delle riunioni dall’XI al XVI secolo. Lo riconoscerai per i suoi mattoncini in terracotta e la tipica architettura dei palazzi pubblici: un porticato al pian terreno e l’ampia sala delle riunioni al piano superiore, con le due magnifiche logge sormontate dall’orologio.

09
Duomo e Torre Civica
La prima pietra dello spettacolare Duomo di Pavia venne posata nel 1488, e fu il cardinale Ascanio Sforza a ordinare l’inizio dei lavori. La sua costruzione fu lenta e stratificata, e la parola “fine” si firmò solo diversi secoli dopo, nel 1933. Poco lontano dal Duomo, i resti della Torre Civica, costruita nel XI secolo e purtroppo rovinosamente crollata sulla piazza nel 1989.
10
Corso Garibaldi
Altra strada cara ai pavesi è corso Garibaldi, che da Strada Nuova si allontana verso la periferia della città. Qui sono presenti diverse attività storiche, soprattutto nel tratto che da Strada Nuova arriva fino a via Porta Palacense e a via Porta Nuova. Antiche farmacie, storiche salumerie e affascinanti valigerie continuano a popolare questa strada commerciale.

11
Basilica di San Michele Maggiore
Meraviglioso esempio di stile romanico medievale, la Basilica di San Michele Maggiore si staglierà all’improvviso davanti a te se, da Corso Garibaldi, prenderai via San Michele. Ha una facciata in pietra arenaria che le conferisce un particolare color ocra, invece del classico color cotto delle altre chiese pavesi dello stesso periodo.
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Basilica di San Teodoro
Lo stile del cotto lombardo si ritrova invece nella Basilica di San Teodoro, risalente all’epoca tardo romanica (XII secolo). La troverai in una posizione un po’ nascosta, continuando la discesa in direzione del Lungoticino, dove un tempo sembra fosse presente un piccolo borgo di pescatori (il cui santo protettore è appunto San Teodoro). Ospita importanti affreschi degli inizi del ‘500, fra cui anche quello che rappresenta Pavia e le sue “cento torri”.
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Ponte Coperto
Ed eccoci arrivati sul Lungoticino, il lungo fiume da cui ammirare i tramonti pavesi o fare tranquille passeggiate primaverili. Attraversa il Ticino percorrendo il Ponte Coperto, riconoscibile per la sua struttura imponente a 5 arcate; l’impianto originario del Ponte risale al Trecento, anche se documenti storici ne segnalano la presenza già in epoca romana. I bombardamenti del 1944 lo abbatterono, perciò quella su cui stai camminando è frutto della ricostruzione del 1949. Anche Albert Einsten passò di qui: verso la fine del ponte, cerca la targa commemorativa nella parete in alto a sinistra.
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Il monumento alla Lavandaia e Borgo Ticino
Una volta oltrepassato il Ponte Vecchio, arriverai a Borgo Ticino. Sulla sinistra, scendendo gli scalini, potrai camminare sul lungo fiume e notare il monumento alla Lavandaia, un omaggio alle donne che venivano qui a lavare i panni. Superato il monumento, continua lungo la caratteristica via Milazzo, colorata dalle facciate delle case tipiche. Un tempo qui sorgeva il borgo dei “lavoratori del fiume”: non solo lavandaie, ma anche barcaioli e pescatori.
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Il borgo di San Lanfranco e il bosco
Dal Borgo Ticino puoi ora tornare indietro e percorrere a ritroso la sponda sinistra del Ticino, senza riattraversare il Ponte Coperto. Nel giro di pochi minuti ti ritroverai dentro il bosco che fa parte del Parco Naturale del Ticino: potrai camminare fino al borgo di San Lanfranco e apprezzare la fauna e la flora del bosco. Si tratta di una passeggiata da fare idealmente in primavera, quando le temperature sono più miti, sia a piedi che in bicicletta.
