
giugno 2026
Un itinerario insolito per scoprire il capoluogo piemontese nella sua espressione artistica più moderna
Un itinerario di street art a Torino, diventata un enorme museo d’arte urbana, complici atmosfere e spazi post-industriali.
Se da qualche anno Torino appare più vivace e colorata, è anche merito dell’arte di strada, che ha rivitalizzato spazi pubblici e privati con murales considerati vere opere d’arte. Questo fenomeno culturale ha trasformato vecchi quartieri operai e periferie in gallerie a cielo aperto, attirando artisti di fama internazionale. Ecco dove sono i più belli e famosi in questo itinerario insolito a Torino.

01
MAU – Museo d’Arte Urbana
Sono oltre un centinaio le pitture murali di questo museo en plein air in continuo divenire che ha risvegliato i muri grigi del Borgo Campidoglio. E non finisce qui, perché si aggiungono anche le installazioni della Galleria Campidoglio e le Panchine d’autore di piazza Moncenisio. Quanto basta per passare un’intera giornata col naso all’insù per le strade del quartiere. Da dove iniziare? Dalla Balena di Achab, sul lato della Parrocchia di Sant’Alfonso all’angolo tra corso Tassoni e via Cibrario: una murata di 50 metri quadrati firmata dal collettivo Opiemme, composta da frasi tratte da Moby Dick di Melville. Passeggiando tra i vicoli, incontrerai anche trompe-l’œil, opere su serramenti e installazioni luminose che prendono vita all’imbrunire.
02
Omaggio a Bobby Sands
Le strutture di archeologia industriale del Parco Dora sono la location ideale per writer e street artist, che infatti hanno dato libero sfogo al loro estro colorando ogni spazio disponibile o quasi. Praticamente una hall of fame di stili e modelli diversi immersa in un polmone verde nato dalla riqualificazione degli ex stabilimenti FIAT e Michelin.
Fra tutti spicca il maestoso murale dedicato a Bobby Sands, attivista nord-irlandese per i diritti civili, che ricopre le torri di raffreddamento di una vecchia fabbrica. Firmato da Ludwig Dolo, Max Gatto e il basco XTRM, è un omaggio alle quattro stagioni della vita di Sands, simboleggiate da un boccale di birra e tre cilindri, oltre a simboli di pace, fortuna, tolleranza e libertà. La grandiosità dell’opera riflette lo spirito di rivalutazione urbana e sociale che anima tutto il parco.

03
Murale Thyssenkrupp
Spostandosi verso il centro, in corso Valdocco ecco il murale più emozionante della città. Un’opera corale, alla quale hanno partecipato numerosi writer torinesi, che commemora il rogo della fabbrica Thyssenkrupp del 2007 in cui 7 operai persero la vita. Su uno sfondo nero, i numeri di un enorme orologio digitale fissano data e ora esatta della strage, fiamme avvolgono i nomi delle vittime, mentre mani bianche sembrano sbucare dal muro in cerca d’aiuto. Non una semplice pittura murale, quindi, ma un monumento di denuncia, voluto da familiari e colleghi, per non dimenticare e come monito contro le morti bianche. L’impatto visivo ed emotivo dell’opera la rende una tappa fondamentale per comprendere l’anima operaia e la memoria storica di Torino.

04
Animali alla fermata del bus
Quattro animali giganti, grandi come una casa e vestiti di tutto punto, sono seduti su una panchina in paziente attesa. È un’immagine poetica e surreale, quella dipinta da Ericailcane sulla facciata laterale del Centro Culturale Italo-Arabo di via Fiochetto, dalle parti di Porta Palazzo. Ma cosa aspettano? Per scoprirlo e al tempo stesso ammirare questo bestiario fantastico in tutta la sua imponenza, non devi far altro che entrare nella stazione degli autobus che è proprio lì accanto. L’opera dimostra come la street art sappia integrarsi perfettamente nella quotidianità urbana, trasformando uno snodo di trasporto pubblico in uno spazio di contemplazione artistica.
05
La donnola di Lungo Dora Savona
A poche decine di metri di distanza dalle simpatiche bestiole di Ericailcane, un’inquietante donnola con un topo tra le zampe campeggia sulla facciata di un palazzo di 6 piani di Lungo Dora Savona. Ma non c’è motivo di spaventarsi, nonostante l’aspetto sinistro del soggetto. In realtà, nelle intenzioni dell’autore, l’artista belga Roa, l’opera vuole semplicemente trasmettere un messaggio ecologico: sostenere la lotta biologica a ratti e animali infestanti invece dell’utilizzo di prodotti chimici dannosi per l’ambiente. I dettagli anatomici in bianco e nero, realizzati con la tecnica meticolosa tipica dell’artista, conferiscono all’animale un realismo straordinario e quasi ipnotico.
06
Murale di Palazzo Nuovo
È un messaggio di forte impatto sociale anche quello del murale sulla facciata laterale di Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà Umanistiche dell’Università degli Studi di Torino. Con il suo stile inconfondibile, Aryz, uno dei più affermati street artist europei, ha disegnato due figure che simboleggiano il malessere della società. Una si innalza, nuda e quindi libera dagli stereotipi, mentre l’altra, fatta solo di abiti, sembra precipitare vittima dell’omologazione contemporanea. Realizzato nel cuore della zona universitaria, l’affresco stimola quotidianamente riflessioni critiche tra le centinaia di studenti che affollano la zona.
07
SAM – Street Art Museum
Il nostro tour non poteva terminare che al SAM – Street Art Museum al Parco Michelotti. La location è il vecchio zoo comunale, che i migliori writer e artisti torinesi hanno trasformato in una galleria all’aperto unica nel suo genere, dipingendo sui muri di gabbie e vasche. I soggetti prevalenti sono ovviamente i temi ambientali e gli animali, idealmente liberi di riappropriarsi degli spazi del parco. Al momento non è aperto al pubblico, ma è comunque possibile vedere buona parte delle opere attraverso la recinzione esterna. Questo recupero creativo di uno spazio in disuso rappresenta l’essenza stessa della street art torinese: reinventare la città attraverso il colore e il valore della memoria.
