
giugno 2026
Sei antichi borghi, immersi in paesaggi da cartolina: Pienza, Monticchiello, San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, Castiglione e Montalcino
La Val d’Orcia è uno delle aree italiane a più alta concentrazione di bellezza, Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. Divisa tra le province di Siena e Grosseto, si allunga sui lati settentrionale ed orientale del Monte Amiata ed è attraversata dal fiume che le dà il nome. I suoi paesaggi da cartolina ospitano alcuni dei borghi antichi più belli d’Italia e hanno dato vita ad alcuni dei prodotti enogastronomici più famosi della regione, come il Pecorino di Pienza e il Brunello di Montalcino.

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Pienza
Denominata in antichità Corsignano, deve il suo nome all’uomo che la pianificò come città ideale, seguendo il tema molto caro al periodo rinascimentale: Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II. Non c’è miglior definizione di Pienza delle parole dedicatele da Pascoli: “nata da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza”. Per chiunque esplori questa parte della Toscana, è d’obbligo una sosta in questa incantevole cittadina, dichiarata Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO e famosa per le sue vie, per il formaggio pecorino e per lo splendido panorama che la circonda. Visita la cattedrale e soffermati ad ammirare i giochi prospettici della piazza centrale. Il progetto urbanistico fu realizzato in appena tre anni, tra il 1459 e il 1462, trasformando un piccolo borgo medievale in uno dei primi esempi di città ideale rinascimentale. Da Piazza Pio II si aprono inoltre scorci sulla Val d’Orcia, anch’essa nelle liste UNESCO.

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Monticchiello
Frazione del comune di Pienza, Monticchiello si erge sulla valle con il suo Cassero, le mura e la porta medievale. Questo antico e splendido borgo negli anni ha mantenuto in vita la storica tradizione del Teatro Povero, progetto sociale e culturale nato negli anni ’60, quando la crisi economica e sociale portò i cittadini rimasti nel borgo a riflettere sui cambiamenti in corso e riunirsi in un teatro di piazza, veicolo di ricostruzione ideale e collettiva. L’appuntamento con il Teatro Povero è solitamente tra la fine di luglio e agosto, quando gli abitanti mettono in scena un dramma elaborato collettivamente e focalizzato su tematiche d’attualità. Il progetto nacque ufficialmente nel 1967 e la particolarità che lo rende unico è la formula dell’“autodramma”: testi, riflessioni e interpretazioni vengono costruiti dagli stessi residenti, trasformando il borgo in un grande laboratorio di partecipazione collettiva.

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San Quirico d’Orcia
Chissà come doveva essere, un tempo, arrivare in una città dopo un viaggio. Lascia da parte, per un attimo, l’autostrada e le strade asfaltate: arrivando a San Quirico d’Orcia incontri, appena al di fuori dell’imponente cinta muraria, i cipressi più fotografati della Toscana, un piccolo gruppo isolato di alberi immersi nel classico paesaggio toscano. Questo piccolo borgo sorge arroccato su una collina nel cuore della Val d’Orcia. Il suo nome è collegato alla Via Francigena già dal famoso viaggio di Sigerico, che lo nomina nel resoconto con il nome di Sce Quiric. Il passaggio dei pellegrini in epoca medievale è confermato anche dalla presenza dello Spedale della Scala. Da visitare assolutamente la chiesa principale, la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta. All’interno meritano attenzione anche gli Horti Leonini, raffinato giardino all’italiana realizzato nel Cinquecento e tra i pochi esempi rinascimentali ancora perfettamente conservati in Toscana.
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Bagno Vignoni
Arrivando a piedi lo si scorge come una visione ristoratrice: un piccolo borgo incantato sviluppato tutto attorno a una vasca. Un antico villaggio di poche decine di abitanti, rinomato per le terme già in epoca romana. Nonostante le guerre, i saccheggi e le vicende trascorse nei secoli, l’assetto del paese è rimasto identico alle origini: sviluppato attorno alla vasca che raccoglie la sorgente termale, ha trasformato lo specchio d’acqua in una suggestiva piazza. Le acque termali sgorgano ancora oggi a una temperatura di circa 49 °C e sono ricche di zolfo, calcio e altri minerali ai quali da secoli vengono attribuite proprietà benefiche. Bagno Vignoni fu inoltre una tappa importante lungo la Via Francigena e ospitò personaggi illustri come Santa Caterina da Siena e Lorenzo il Magnifico, che soggiornarono qui attratti dalla fama delle sue acque.
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Castiglione d'Orcia
Situato al centro della Val d’Orcia, Castiglione è uno splendido borgo arroccato su una collina, alle pendici del Monte Amiata. Un villaggio dominato dall’incantevole Rocca di Tentennano, imponente cassero edificato su una formazione calcarea. Il centro è molto pittoresco: un dedalo di piccole strade acciottolate che confluiscono nella piazza centrale, chiamata “Il Vecchietta” in omaggio a Lorenzo di Pietro, pittore e scultore senese del Quattrocento conosciuto proprio con questo soprannome. Dalla Rocca si ammira inoltre uno dei panorami più celebri della Val d’Orcia: nelle giornate limpide lo sguardo spazia dalle Crete Senesi fino al Monte Amiata. Castiglione d’Orcia conserva ancora ampi tratti delle mura medievali e per secoli occupò una posizione strategica lungo i percorsi che collegavano Siena a Roma attraverso la Via Francigena.
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Montalcino
Questo splendido borgo medievale, dalla struttura militare, con mura possenti e vie strette e ripide, offre panorami strepitosi e alcune opere architettoniche di grande interesse, come il duecentesco Palazzo Comunale, sovrastato dall’alto campanile, la trecentesca Chiesa di Sant’Agostino, il duomo neoclassico, il Santuario della Madonna del Soccorso e la Chiesa di Sant’Egidio. A pochi chilometri dalla cittadina si incontra poi un altro straordinario luogo sacro, l’Abbazia di Sant’Antimo, in stile romanico-francese e risalente al XII secolo. Montalcino è, inoltre, una tappa imprescindibile per gli amanti del buon vino. Queste terre, infatti, sono conosciute per gli eccellenti vini rossi, prodotti sin dal XV secolo e tra cui spicca il celebre Brunello di Montalcino. La denominazione Brunello di Montalcino DOCG, riconosciuta nel 1980, fu tra le prime in Italia a ottenere questo prestigioso titolo e prevede l’utilizzo esclusivo di uve Sangiovese.
