
giugno 2026
Da Piazza Maggiore al Cimitero Monumentale della Certosa, 15 cose da vedere a Bologna per apprezzare la bellezza della città amata da Carducci
Sospesa tra torri, portici e canali, rannicchiata davanti agli altari delle sue tante chiese, Bologna la dotta, la grassa, la rossa seduce con il suo fascino racchiuso nei pennelli di Giorgio Morandi, nelle piazze, nei versi di Lucio Dalla, che risuonano ancora da una finestra, al numero 15 di Via D’Azeglio. La città che ospita una delle più antiche università d’Europa e la sesta chiesa più grande al mondo, regala un itinerario affascinante dai ritmi lenti.

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Piazza Maggiore
La Torre dell’Arengo, che svetta dal Palazzo del Podestà, sorveglia Piazza Maggiore, la più importante di Bologna. Palazzo dei Banchi, la facciata incompiuta della Basilica di San Petronio, Palazzo dei Notai e Palazzo d’Accursio circondano la piazza, caratterizzata al centro dal celebre Crescentone, una grande piattaforma pedonale in granito realizzata negli anni Trenta del Novecento. Piazza Maggiore rappresenta da secoli il cuore civile, religioso e politico della città ed è il principale punto di ritrovo di bolognesi e visitatori. Realizzata a partire dal XIII secolo, nacque dall’unione di diverse aree urbane medievali e ancora oggi ospita eventi culturali, manifestazioni e iniziative pubbliche che animano il centro storico durante tutto l’anno. A pochi passi da Piazza Maggiore si trova inoltre la celebre Fontana del Nettuno, capolavoro cinquecentesco di Giambologna, divenuta nel tempo uno dei simboli più riconoscibili della città di Bologna.

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Basilica di San Petronio
Fu in questa basilica, dedicata al santo patrono della città, una delle più grandi chiese gotiche in mattoni al mondo e tra le più imponenti d’Europa, che nel 1530 Carlo V fu incoronato da Clemente VII Imperatore del Sacro Romano Impero. La facciata della basilica, rimasta incompiuta, guarda su Piazza Maggiore. All’interno, le 22 cappelle che si aprono nelle navate laterali conservano importanti opere d’arte. La costruzione di San Petronio iniziò il 7 giugno 1390, giorno della posa della prima pietra con una solenne processione. La basilica nacque per volontà del Comune di Bologna e non della Chiesa, scelta insolita per l’epoca, che ne sottolineava il forte valore civico e politico nella storia della città. Tra gli elementi più celebri spicca inoltre la meridiana di Giovanni Domenico Cassini, una delle più lunghe al mondo realizzate all’interno di una chiesa.

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Archiginnasio
Attualmente sede della Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, una delle istituzioni culturali più importanti della città, questo storico palazzo commissionato da papa Pio IV ospitò dal 1563 al 1803 lo Studium bolognese, antica università di Bologna e tra i più prestigiosi centri di insegnamento d’Europa. L’edificio venne progettato per riunire in un’unica sede le diverse scuole universitarie allora sparse nel centro cittadino. Ancora oggi conserva ambienti di straordinario valore storico, come i lunghi portici, gli stemmi araldici degli studenti e dei professori e soprattutto il celebre Teatro Anatomico, sala lignea del XVII secolo dove si svolgevano le lezioni di anatomia e le dissezioni pubbliche a scopo didattico. L’Archiginnasio rappresenta una testimonianza fondamentale della storia accademica bolognese.
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Torre degli Asinelli
Con i suoi quasi 98 metri di altezza, la Torre degli Asinelli è la più alta tra le torri medievali superstiti di Bologna e uno dei simboli più riconoscibili della città. Vale la pena percorrere i 498 gradini della scalinata interna per arrivare in cima alla torre e regalarsi un panorama mozzafiato sui tetti della città rossa. Costruita tra il 1109 e il 1119 dall’omonima famiglia che, oltre a rappresentare un simbolo di prestigio sociale, la utilizzò anche per scopi difensivi, questa struttura è una delle poche torri medievali ancora in piedi dell’antica Bologna. La vicina Torre Garisenda, più bassa e celebre per la sua accentuata pendenza ricordata anche da Dante nella Divina Commedia, è attualmente interessata da importanti interventi di monitoraggio e restauro finalizzati alla conservazione e alla messa in sicurezza del monumento.
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Basilica di San Domenico
Sede dell’ordine dei frati predicatori, la Basilica di San Domenico, con l’annesso convento, è uno dei più importanti complessi monumentali della città, realizzato tra il 1221 e il 1233. Al suo interno si può ammirare l’Arca di San Domenico, realizzata da Nicola Pisano e dalla sua bottega, con contributi di Niccolò dell’Arca, Michelangelo, Alfonso Lombardi e Jean-Baptiste Boudard, dove sono conservati i resti del santo. Nel XIV e XV secolo la basilica fu oggetto di importanti ampliamenti che modificarono l’impianto originario medievale, accompagnando la crescita del prestigio dell’Ordine domenicano nella Bologna universitaria. La basilica rivestì inoltre un ruolo centrale nella storia dell’Ordine domenicano e divenne nei secoli uno dei principali luoghi di studio e diffusione della teologia in Europa.
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Museo Morandi
Il Museo Morandi, la più ampia e importante collezione pubblica dedicata al celebre artista delle nature morte, nasce a seguito di una cospicua donazione da parte della sorella del maestro, Maria Teresa Morandi, unita a un importante nucleo di opere già conservate presso le raccolte civiche cittadine. Il Museo ha inizialmente avuto sede all’interno di Palazzo d’Accursio, prima di essere trasferito nel 2012 al MAMbo, il Museo d’Arte Moderna di Bologna. La casa dell’artista, in Via Fondazza 36, è invece visitabile in occasioni e modalità specifiche organizzate periodicamente. Giorgio Morandi visse e lavorò a lungo proprio in questa abitazione, oggi conservata come luogo della memoria dedicato alla sua attività artistica e personale. Le opere esposte permettono inoltre di seguire l’evoluzione stilistica di Morandi, dai paesaggi alle incisioni fino alle celebri nature morte che ne hanno segnato la fama internazionale.
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Ghetto Ebraico
In un dedalo di viuzze medievali, passaggi e piccole finestre vissero, a partire dal 1556, gli ebrei di Bologna. Il quartiere nacque per volontà pontificia durante il governo dello Stato della Chiesa e venne delimitato da accessi che potevano essere chiusi durante la notte. Stretto tra palazzi appartenuti a ricchi mercanti e animato da botteghe artigiane, il ghetto è oggi uno dei quartieri più suggestivi della città. Via Zamboni, Via Oberdan e Via Marsala delimitano ancora l’area storica, anche se gli accessi originari erano regolati da porte oggi scomparse. L’antico quartiere ospita inoltre, in Via Valdonica, il Museo Ebraico di Bologna. Dopo l’espulsione degli ebrei nel 1593, il quartiere perse progressivamente la sua funzione originaria, pur conservando ancora oggi tracce del suo impianto storico.
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Cimitero Monumentale della Certosa
Lo statista Marco Minghetti, Giorgio Morandi, Giosuè Carducci e Lucio Dalla sono solo alcuni dei personaggi sepolti nel Cimitero Monumentale della Certosa, fondato nel 1801 riutilizzando gli spazi dell’antico monastero certosino edificato a partire dal 1334. Testimonianza della ricchezza dell’antico complesso monastico, soppresso in età napoleonica, è la Chiesa di San Girolamo. La Certosa fu uno dei primi cimiteri monumentali europei realizzati secondo criteri moderni fuori dalle mura cittadine. Nel corso dell’Ottocento divenne una tappa culturale molto apprezzata dai viaggiatori del Grand Tour. Tra i suoi portici, chiostri e monumenti funerari si conserva oggi un patrimonio artistico che comprende sculture, cappelle e opere realizzate dai maggiori artisti bolognesi dell’epoca.
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Giardini Margherita
Il principale parco pubblico di Bologna, intitolato alla Regina Margherita, fu inaugurato con una fastosa cerimonia il 5 novembre 1879 e rappresenta ancora oggi una delle aree verdi più amate dai cittadini. Progettato secondo il gusto del giardino romantico all’inglese, ospita ampi prati, viali alberati e un caratteristico laghetto artificiale. La passeggiata tra tigli, magnolie e ippocastani, soprattutto nelle giornate di sole, è particolarmente suggestiva. L’area ospitava in passato parte delle fortificazioni cittadine e fu trasformata nel grande parco urbano durante gli interventi di ampliamento ottocenteschi della città. Oggi i Giardini Margherita sono anche luogo di eventi, attività sportive e manifestazioni culturali.
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Pinacoteca Nazionale
Con capolavori di Raffaello, Perugino, Parmigianino, Tintoretto e Vasari, la Pinacoteca Nazionale di Bologna custodisce una delle più importanti raccolte artistiche italiane. Con trenta sale espositive e spazi dedicati alle mostre temporanee e alle attività didattiche, il museo occupa gli ambienti dell’ex noviziato gesuita di Sant’Ignazio, in Via Belle Arti 56. La collezione si distingue soprattutto per l’eccezionale patrimonio della scuola pittorica bolognese, con opere dei Carracci, Guido Reni e Guercino. Il museo nacque nel XVIII secolo con finalità didattiche, strettamente legate all’Accademia Clementina, fondata nel 1710 per volontà di papa Clemente XI e uno dei più importanti centri italiani per la formazione artistica, che contribuì alla crescita della scuola bolognese.
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Portico di San Luca
“Sovente alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, attraverso questi lunghi portici… mi succedeva di fermarmi oppresso dalla felicità per dirmi: Com’è bello”, scriveva Stendhal nel suo Viaggio in Italia. Con i suoi 3,8 chilometri circa e 666 arcate, il Portico di San Luca è considerato il portico continuo più lungo al mondo. Partendo dall’Arco Bonaccorsi a Porta Saragozza, raggiunge il Santuario della Madonna di San Luca sul Colle della Guardia. Il percorso venne costruito tra XVII e XVIII secolo per proteggere l’immagine della Madonna durante le processioni annuali verso il centro cittadino. Dal 2021 i portici di Bologna fanno parte del Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.
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Basilica di Santo Stefano
Conosciuto anche come Complesso di Santo Stefano o “complesso delle sette chiese”, questo straordinario insieme di edifici religiosi si affaccia sull’omonima piazza e comprende strutture di epoche differenti. L’origine del complesso viene tradizionalmente collegata al vescovo Petronio nel V secolo, che avrebbe voluto ricreare simbolicamente i luoghi santi di Gerusalemme. Secondo la tradizione, il sito sorse sopra un antico tempio dedicato a Iside. Le sette chiese originarie oggi non sono tutte conservate, ma il complesso mantiene un impianto unico nel panorama italiano. Chiostri, cortili e ambienti medievali contribuiscono a creare uno dei luoghi più suggestivi della città.
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Canali
Ci sono scorci di Bologna che regalano una vista sorprendente sui canali nascosti della città, molti dei quali oggi interrati o coperti. Uno dei punti più celebri si trova dietro la finestrella di Via Piella, da cui è possibile osservare un tratto del Canale delle Moline, alimentato dalle acque del Canale di Reno. Quest’angolo, noto come “la piccola Venezia”, ricorda il passato produttivo della città. La rete dei canali ebbe infatti un ruolo fondamentale nello sviluppo economico medievale di Bologna, alimentando mulini, setifici e attività manifatturiere, che resero la città uno dei principali centri produttivi europei.
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Museo d’Arte Moderna
Ospitato nell’ex Forno del Pane di Via Don Minzoni, il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna è uno dei principali poli italiani dedicati all’arte contemporanea. La collezione permanente, inaugurata nel 2007, propone un percorso articolato tra movimenti, linguaggi e artisti del Novecento e contemporanei. Sono presenti opere di Renato Guttuso, Lucio Fontana, Mimmo Rotella, Mario Schifano e numerosi altri protagonisti dell’arte italiana. Il MAMbo appartiene all’istituzione Bologna Musei e ospita anche il Museo Morandi. L’edificio conserva ancora elementi della struttura industriale originaria, integrati negli spazi espositivi moderni.
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Santuario di Santa Maria della Vita
A pochi passi da Piazza Maggiore, in Via Clavature 10, sorge il Santuario di Santa Maria della Vita, celebre perché custodisce il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca. Il capolavoro scultoreo del Quattrocento, databile attorno al 1463-1490, è detto comunemente “Urlo di pietra”, espressione con cui Gabriele D’Annunzio definì la straordinaria intensità dell’opera, colpito dall’espressività drammatica delle figure in terracotta a grandezza naturale. Il gruppo comprende sette personaggi oltre al Cristo disteso e rappresenta uno dei vertici della scultura rinascimentale italiana. La chiesa, ricostruita in forme barocche nel XVII secolo, custodisce inoltre importanti opere e testimonianze della storia religiosa bolognese.
