
giugno 2026
La pittura è l’“arte maggiore”, per eccellenza, con la quale i pittori di ogni epoca e con gli stili più disparati hanno dato vita a realtà, miti e leggende
La rappresentazione per immagini è stata una delle prime forme di comunicazione dell’uomo e, nel corso dei secoli, si è trasformata in una straordinaria espressione artistica. In questa guida ripercorriamo la storia dell’arte pittorica in 20 capolavori assoluti, 20 quadri famosi di artisti eterni che andrebbero visti almeno una volta nella vita. Da Leonardo da Vinci agli Impressionisti, da Picasso a Pollock, un viaggio tra i musei di tutto il mondo.
01
Ragazza con l'orecchino di perla, Johannes Vermeer (1665-1666)
Datato tra il 1665 e il 1666, questo capolavoro di Vermeer conservato al museo Mauritshuis dell’Aia, probabilmente la sua opera più famosa, è un olio su tela che, all’interno della rimarcabile pittura olandese dell’epoca, si colloca nella categoria dei Tronien, ovvero ritratti di personaggi in costume. Detta anche la “Monna Lisa olandese” l’opera raffigura una ragazza dalla bellezza delicata che, mentre accenna un sorriso, è illuminata dal famoso orecchino e si volta di tre quarti verso chi osserva. Il libro omonimo di Tracy Chevalier e un successivo film con Scarlett Johansson, ruotando intorno alla vita del pittore e a questo quadro in particolare, hanno contribuito a farne uno tra i più famosi al mondo.
02
Il bacio, Gustav Klimt (1907-1908)
Una delle coppie di amanti più famose dell’intera opera pittorica mondiale venne dipinta dall’artista austriaco Gustav Klimt agli inizi del secolo scorso, diventando in breve tempo il simbolo del gusto estetico del periodo storico della Belle Époque. L’olio su tela, di dimensioni generose, 180 x 180 cm, custodito all’Österreichische Galerie Belvedere di Vienna, raffigura un uomo che bacia dolcemente una donna mentre i due sono stretti in un abbraccio al centro di uno spazio astratto dominato dal colore oro. Il dipinto fa parte del cosiddetto “Periodo Aureo” del pittore, ed è, nelle intenzioni dello stesso Klimt, un omaggio alla potenza vitale e armonica dell’Eros.

03
Il Cenacolo o Ultima Cena, Leonardo da Vinci (1495-1498)
Soprannominato anche “L’Ultima Cena”, questo dipinto parietale enorme, circa 9 metri x 5, eseguito da Leonardo tra il 1495 e il 1498, è il manifesto del Rinascimento italiano e una delle opere più visitate della penisola. Ispirata al Vangelo di Giovanni, la scena rappresenta il momento nel quale Gesù, seduto a un tavolo imbandito e circondato dagli apostoli, annuncia il tradimento da parte di uno di loro. Perditi nei dettagli, soffermati sui “moti dell’animo” degli apostoli; il dipinto ti incanterà. La tecnica di esecuzione scelta da Leonardo si rivelerà poco adatta al mantenimento dell’opera nel tempo, che è stata di conseguenza oggetto di numerosi restauri, l’ultimo terminato nel 1999. L’affresco si trova presso il Museo del Cenacolo Vinciano, Santa Maria delle Grazie, Milano.
04
Notte stellata, Vincent van Gogh (1889)
Un semplice paesaggio di campagna notturno rischiarato dalla luna e dalle stelle appena prima dell’alba con un grande cipresso in primo piano, una chiesetta che spicca sopra i tetti di un villaggio ispirato a Saint-Rémy-de-Provence, e morbide colline sullo sfondo; et voilà, il capolavoro è servito! La “Notte stellata” è una delle opere più importanti del pittore olandese, a metà tra il Post-Impressionismo e l’Espressionismo, che van Gogh realizzò insieme ad altri 140 dipinti durante la degenza in una clinica psichiatrica del paesino francese nel giugno del 1889, appena dopo la vicenda dell’automutilazione dell’orecchio, in un momento di altissima creatività. L’opera è conservata presso il MoMA di New York.
05
L'urlo, Edvard Munch (1893)
Un’altra pietra miliare della pittura di tutti i tempi fa in realtà parte di una miniserie di 4 dipinti simili che l’artista norvegese realizzò tra il 1893 e il 1910. La serie immortala una scena che vide protagonista Munch, insieme ad altri amici, durante una passeggiata sulla collina di Ekberg, sopra Oslo. Sullo sfondo di un tramonto infuocato e sanguinante, il pittore, colto da paura, stanchezza improvvisa e angoscia, sente “un grande urlo infinito che pervade la natura”, un urlo collettivo che gli esperti tradurranno nell’espressione del malessere e del pessimismo sociale che impregnava la Fin de siècle. Il dipinto che ne deriva è colmo di dramma e tensione emotiva. Le varie versioni dell’opera, dopo furti e peripezie, sono tornate al Museo Munch di Oslo, mentre quella, per così dire, definitiva si trova nella Galleria Nazionale della stessa capitale norvegese.

06
Guernica, Pablo Picasso (1937)
Se un evento tragico ha mai dato vita a un capolavoro della pittura, Guernica ne è l’esempio più emblematico. Il genio di Malaga, con la sua opera realizzata su 3,49 x 7,76 metri su tela e terminata nel giugno del 1937, volle denunciare al mondo l’atroce bombardamento nazista che, in collaborazione con le truppe franchiste, distrusse la cittadina basca di Guernica durante la Guerra di Spagna. Un dipinto di protesta, un manifesto contro la guerra e la violenza dall’impatto fortissimo, conservato al Museo Reina Sofía di Madrid.
07
Medusa, Caravaggio (1597-1598)
La mitologia greca con la figura di Medusa, una delle tre Gorgoni capaci di pietrificare chi incrociava il suo sguardo, è protagonista di questo dipinto a olio montato su uno scudo in legno e realizzato nel 1598 circa da Michelangelo Merisi da Caravaggio. Nell’opera la testa di Medusa è appena stata mozzata da Perseo, tanto da prodursi ancora in un urlo di terrore e schizzi di sangue decisamente macabri. A dispetto della scena, il tema di Medusa era molto sentito dai Medici di Firenze, in quanto allegoria di prudenza e sapienza. I Medici ebbero in dono lo scudo dal cardinale Francesco Maria Del Monte, che lo aveva commissionato all’artista. L’opera è conservata presso le Gallerie degli Uffizi a Firenze.
08
Dama con l'ermellino, Leonardo da Vinci (1489-1490)
Uno dei lavori più celebri del Leonardo pittore è questo olio su tavola del tardo ’400 che raffigura presumibilmente Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro, il committente dell’opera. La donna tiene in braccio un ermellino, simbolo ai tempi di purezza e integrità, mentre col busto rivolto a sinistra volta lo sguardo imperturbabile e misterioso, tipico dei ritratti del maestro, verso destra, in una doppia rotazione innovativa per lo stile dell’epoca. Autentico capolavoro dal valore inestimabile, il dipinto appartenne per oltre due secoli alla collezione della famiglia Czartoryski. Nel 2016 il governo polacco acquistò per circa 100 milioni di euro l’intera Collezione Czartoryski, comprendente migliaia di opere, libri e documenti, e non il solo quadro. La cifra fu considerata simbolica rispetto al valore complessivo della raccolta, stimato in diversi miliardi di euro. Il dipinto è oggi conservato presso il Museo Czartoryski di Cracovia.
09
Creazione di Adamo, Michelangelo (1511-1512)
Ancora un’opera di un artista italiano poliedrico, uno dei maggiori di tutti i tempi, Michelangelo Buonarroti. La “Creazione” è un affresco della volta della Cappella Sistina a Roma ed è considerato un capolavoro dell’arte universale. Il dettaglio dei due indici, quello di Dio e quello di Adamo, nell’attimo prima di toccarsi e trasferire così la scintilla della vita dal creatore alla creazione, è un vero e proprio momento mistico sul quale soffermarsi in religiosa ammirazione! E poi la perizia nei tratti dei corpi, le espressioni dei protagonisti, il bilanciamento tra le parti e i colori, un’opera senza tempo, un regalo all’umanità.
10
Nascita di Venere, Sandro Botticelli (1484-1486)
L’idea di bellezza femminile trova nella pittura la sua sublimazione in quest’opera del pittore fiorentino Sandro Botticelli. Commissionata dalla famiglia dei Medici, la tela mostra l’approdo sull’isola di Cipro della Dea dell’Amore, dai lunghi capelli biondi e dalla bellezza statuaria, mentre esce dalle acque sopra una conchiglia sospinta da Zefiro. Il dipinto, realizzato intorno al 1486, è divenuto nel tempo un simbolo della città di Firenze che si vanta di possedere insieme al David di Michelangelo, prototipo della bellezza maschile, i canoni delle bellezze artistiche universali. Il capolavoro è conservato presso le Gallerie degli Uffizi di Firenze.
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Colazione sull'erba, Édouard Manet (1863)
Il maggiore esponente della corrente pre-impressionista, il francese Edouard Manet, è l’autore di questo dipinto che raggiunse subito la celebrità nell’ambiente dell’arte anche per lo scandalo che provocò quando venne esposto per la prima volta. Innovatore e provocatore, l’artista dipinse una ragazza completamente nuda accanto a due uomini vestiti durante una merenda in una radura poco fuori Parigi e realizzò inoltre l’opera con canoni stilistici lontani dalla tradizione dell’epoca. L’indignazione e l’astio di critici e gente comune fece talmente rumore che rese il dipinto uno dei più celebri del periodo. L’opera è oggi visibile al Musée d’Orsay di Parigi.

12
La ronda di notte, Rembrandt (1642)
Commissionata al maestro olandese da Frans Banning Cocq, medico e capitano del gruppo di soldati poi ritratti nella “Ronda” con lui stesso in primo piano, l’opera fa parte di una serie di dipinti per la sede della milizia civica di Amsterdam e venne terminata nel 1642 dopo due anni di lavoro. La tela è enorme, 359 x 438 centimetri e, grazie a un sapiente uso del chiaroscuro, agli effetti drammatici, alle pennellate dai risultati quasi materici e alla dinamicità della scena, con i soldati pronti all’azione, è considerata uno dei capolavori più importanti di Rembrandt. Per ammirare l’opera recati al Rijksmuseum di Amsterdam.
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La persistenza della memoria, Salvador Dalí (1931)
Soltanto due ore ci vollero a uno dei massimi esponenti del surrealismo, Dalì, per produrre nel 1931 uno dei quadri più conosciuti e ammirati a livello planetario, un olio su tela di appena 24 x 33 centimetri che ha fatto la storia della pittura moderna. All’interno di un paesaggio desolato, degli orologi molli, al limite della liquefazione, si afflosciano su oggetti secondari, simboleggiando la relatività e l’elasticità della percezione temporale in accordo con le nascenti teorie Freudiane e il pensiero di Einstein, entrambi in contrasto con la pretesa oggettività del tempo. Il capolavoro è conservato presso il MoMa di New York.
14
Ballo al Moulin de la Galette, Pierre-Auguste Renoir (1876)
Considerato uno dei capolavori dell’Impressionismo, questo dipinto di Renoir, conservato presso il Musée d’Orsay di Parigi è, al contrario della tradizione che fino a quel momento imponeva immagini di scene solenni e glorificava le gesta degli eroi della Rivoluzione Francese, uno spaccato che si apre sulla vita quotidiana della Parigi borghese durante la Belle Époque, un momento di spensieratezza e divertimento fissato su tela. Il famoso caffè del quartiere di Montmartre è il luogo dove si svolge la scena; c’è chi danza, chi conversa seduto al tavolino (compreso lo stesso Renoir) e in tutti gli angoli del quadro si respira dinamicità, movimento e un’estrema sapienza nell’uso dei colori per creare la luce.

15
Gioconda, Leonardo da Vinci (ca. 1503-1506)
Eccoci giunti a quello che forse si colloca, tra i quadri più importanti del mondo, sul gradino più alto del nostro podio immaginario: la Gioconda, chiamata anche Monna Lisa, conservata al Louvre di Parigi. Questo dipinto a olio su tavola di legno di pioppo di 77 x 53 centimetri, eseguito da Leonardo intorno al 1503, grazie alla perfezione del tratto, allo studio maniacale dei dettagli della composizione e delle sfumature o ancora al mistero sull’identità della donna col suo sorriso accennato e ambiguo, ha ispirato studi, critici, letteratura e film. Protagonista di un furto nel 1911 da parte di un italiano, tale Vincenzo Peruggia, che alimentò ancor di più la sua leggenda, la Gioconda, a testimonianza del suo ruolo iconico, è stata spesso al centro di rivisitazioni e omaggi da parte anche di artisti celebri come Warhol, Basquiat o Botero.
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Number 27, Jackson Pollock (1950)
“L’artista più influente del momento”, così la biennale di Venezia presentava Jackson Pollock al grande pubblico nel 1950. Massimo esponente dell’Espressionismo astratto, rivoluzionario e anarchico, nella sua breve carriera è stato il maestro del Dripping e dell’Action Painting con il pennello che cola direttamente sulla tela intorno alla quale l’artista si muove liberamente. Number 27 è il riflesso emblematico della sua arte. Segni, macchie, linee apparentemente sconclusionate in giallo, rosa e azzurro per una scena d’insieme poco decifrabile ma carica di significati inconsci e personali. Conservato al Whitney Museum of American Art di New York.
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La danza, Henri Matisse (1910)
Delle due versioni di questo dipinto è la seconda, quella del 1910 conservata al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, ad essere considerata il capolavoro che esprime meglio il genio del pittore e scultore francese, nonché esponente di spicco del movimento artistico dei Fauve. Commissionata dal mecenate Sergej Scukin, l’opera si basa su quattro elementi costitutivi: il ritmo in primis, poi lo sfondo blu che ricorda il Mediterraneo, il verde dei pini marittimi, e infine i personaggi che danzano, in rosso acceso. Il cerchio imperfetto che i danzatori compongono tenendosi per mano rappresenta il movimento continuo e inarrestabile della vita che si rinnova, un tema ricorrente nelle opere di Matisse.

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L'abbraccio, Egon Schiele (1917)
Pupillo di Klimt ed esponente di spicco dell’Espressionismo viennese, Egon Schiele ci ha lasciato una quantità enorme di opere nonostante la morte precoce ad appena 28 anni; una delle più rappresentative di esse è sicuramente L’abbraccio. Ossessionato dal corpo e dalla figura femminile in particolare, Schiele dipinge l’opera guidato dalle emozioni, raffigurando due giovani, nudi, appena dopo un amplesso amoroso, scavando nell’intimo delle relazioni e dei sentimenti. Realizzato nel 1917, il quadro riflette anche il periodo storico, il culmine della Prima guerra mondiale, e utilizza colori per evidenziare corpi emaciati, stanchi, forse malati, come specchio della società di quegli anni. L’opera si trova all’ Österreichische Galerie Belvedere di Vienna.
19
Due donne tahitiane, Paul Gauguin (1899)
Nella nostra lista dei quadri più famosi del mondo non poteva certo mancare il contributo del maestro del Post-impressionismo francese, Paul Gauguin, innamorato dei viaggi e dei luoghi esotici, in fuga dalla civiltà occidentale alla ricerca del sogno di una vita selvaggia e lontana dal materialismo. L’artista spese parte della sua vita in Polinesia dove, tra gli altri, produsse il dipinto Due donne Tahitiane, conservata al Metropolitan Museum of Art di New York, una scena di vita quotidiana dalla struttura cromatica e compositiva perfettamente armonica nella quale due indigene sono raffigurate in riva al mare.
20
I giocatori di carte, Paul Cézanne (1890-1895)
Realizzato tra il 1890 e il 1895, questo dipinto di 47 x 56 centimetri rappresenta uno dei punti più alti raggiunti dall’artista francese, che sviluppa il suo stile a metà tra classicismo e impressionismo. La scena è semplice e si direbbe di facile costruzione: due uomini seduti al tavolino di un bar giocano a carte. Quello che nota però l’osservatore approfondendo l’analisi è il sapiente uso delle linee, geometrie complesse e pennellate che danno profondità e significato ai colori che ruotano intorno ai blu, ai gialli e ai rossi tutti abbassati di tono. Cinque sono le versioni e gli studi che Cézanne produsse per arrivare all’opera definitiva, oggi custodita al Musée d’Orsay di Parigi, anch’essi di valore assoluto e venduti a collezioni private a prezzi stratosferici.
