Trekking a Cala Goloritzè

Trekking a Cala Goloritzè
Nei giorni passati con Simone, ho cercato di mostrargli ciò che di bello la Barbagia può regalare a chi ha voglia di scoprirla: paesaggi lussureggianti e al contempo aspri e selvaggi, montagne, colline, pianure, gole, doline, sentieri sterrati, boschi, viali alberati, fonti… tante meraviglie e ciò nonostante, non ho resistito alla tentazione di portarlo anche nel Supramonte di Baunei, in Ogliastra.
Con lui non c’è stato il tempo, ma dal Supramonte di Baunei è possibile fare trekking fino a Cala Goloritzè, per non dire che è l’unico modo!

Se parliamo generalmente del Supramonte di Baunei, nello specifico arrivare a Cala Goloritzé prevede la visita dell’Altopiano del Golgo, una vallata selvaggia di origine basaltica racchiusa da una serie di bastionate calcaree e ricoperta da una fitta e profumatissima vegetazione di lecci, ginepri e macchia mediterranea. L’Altopiano del Golgo è uno dei più interessanti contesti storico-archeologici del territorio baunese, protetto da Nuraghi a guardia di ogni accesso naturale, e principale ambito di convogliamento e conservazione delle acque piovane dell’altopiano carsico.

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Mappa dell’Altopiano del Golgo e delle sue magnifiche cale.

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Per arrivare in questo luogo meraviglioso, in cui il tempo sembra essersi fermato, è necessario passare da Baunei, un paesino dell’Ogliastra sito ai piedi dell’altopiano. Che si arrivi da Nuoro o da Tortolì le indicazioni per raggiungerlo sono molto chiare, così come quelle per arrivare al Golgo.

Panorama della valle sottostante l’Altopiano.

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Dalla via principale del paese, arrivati alla piazza della Chiesa di San Nicola, si prosegue per una strada in pendenza, tutta tornanti, che sale fino ad addentrarsi in un bosco di lecci secolari. Salendo vale la pena fermarsi nell’unico spiazzo tra i tornanti, da cui è possibile godere di una vista mozzafiato della costa e della vallata sottostante. Al tramonto, quando la luce e l’atmosfera suggestive ne valorizzano la bellezza, lo spettacolo è assicurato.

Vista di Baunei, Tortolì e Arbatax.

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Particolare dell’ingresso di “Su Porteddu”, ginepro e geranei.

Su Porteddu

Per poter scendere serenamente a Cala Goloritzé, l’ideale, e il mio consiglio, è di arrivare a “Su Porteddu“, una piccola struttura in pietre e ginepro che offre servizio bar, docce e piazzole per le tende. Con una modica cifra è possibile dormire là: nel prezzo è compresa la quota per il parcheggio della macchina, che comunque dovreste pagare arrivando in mattinata. In questo modo avrete la possibilità di passare una notte diversa, immersi nella natura selvaggia del Supramonte, tra i mille versi degli animali che lo abitano.

La strada per raggiungere Su Porteddu è segnata chiaramente e a metà strada verrete accolti da socievoli asinelli selvatici: un’ottima attrazione per i più piccoli…ma anche per i più grandi!
Per godere appieno della camminata verso la spiaggia, evitare il caldo e soprattutto assaporare il fascino selvaggio e incontaminato della cala deserta, cercate di partire dal campo base prima del sorgere del sole. Il tempo medio di percorrenza è circa un’ora e mezza.

Il sentiero che parte dal campo è semplice, ben segnato e molto suggestivo. Pur partendo in pendenza, ben presto inizia la discesa verso la cala.

Sentiero lunare, giù verso la spiaggia all’alba.

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Godetevi ciò che vi si para davanti, il senso ancestrale che questi luoghi emanano; sorridete della compagnia circospetta delle caprette, che, con balzi di una leggiadria quasi magica, vi danzeranno sopra la testa.

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Tra ginepri acrobati, archi di pietra, antichi rifugi di pastori e i profumi inconfondibili della macchia mediterranea sarda, il sentiero arriva inesorabile alla costa, dove, all’inizio della ripida scalinata che conduce alla spiaggia, potrete osservare l’alba in tutta la sua bellezza.

La spiaggia al sorgere del sole.

Con un po’ di fortuna potreste ritrovarvi ad essere gli unici umani nel raggio di chilometri e godere così appieno della magia del luogo.

Punta Goloritzè e il suo inconfondibile arco.

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Allo spuntare del sole la colonia di caprette che avrete incontrato nella discesa arriverà ad abbeverarsi da una vena d’acqua dolce in fondo alla spiaggia e a leccare il sale dagli scogli bianchi. Un altro spettacolo inusuale per essere in spiaggia!

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Cala Goloritzè è descritta come una delle spiagge più belle del Golfo di Orosei e della Sardegna in generale, un gioiello di pietroline bianche circondato da un mare di zaffiro. I giochi di luce che il sole crea nell’acqua sono merito di un fondale di perla della cui bellezza è impossibile stancarsi. La difficoltà per raggiungerla l’ha preservata dal turismo selvaggio, e i comuni che si occupano della sua gestione ne hanno capito l’immenso valore, vietando alle barche a motore di avvicinarvisi e imponendo ai visitatori che arrivano dall’interno una tassa simbolica di un euro. Una tassa che si paga di cuore all’addetto alla pulizia della spiaggia!

Per chi volesse viaggiare leggero, rinunciando al peso dell’ombrellone, la spiaggia offre riparo dal sole in un’ampia grotta che si apre nella roccia. Per una questione di comodità però non guasterebbe avere dei materassini in gomma piuma: una giornata distesi sui ciottoli può risultare impegnativa!
Come è facile immaginare, e come insegnano la maggior parte delle spiagge sarde, Cala Goloritzè non ospita né bar né punti ristoro, quindi premuratevi di avere acqua e cibo in quantità tali da poter affrontare la discesa, ma soprattutto la risalita, che, durando due ore, può risultare faticosa, soprattutto dopo una giornata di mare sulle spalle.

Per i più avventurosi merita una menzione speciale l’Aguglia, un’imponente torre calcarea che sovrasta la spiaggia ed è ideale per fare arrampicata: una volta in cima il panorama è mozzafiato!

L’Aguglia.

aguglia cala golortizé

Il grado di difficoltà di questa escursione, arrampicata facoltativa a parte, è basso e abbordabile da chiunque in buona salute; il sentiero, lungo 3,5 km circa, non è segnato ma è ben visibile dall’inizio alla fine; l’abbigliamento consigliato prevede scarpe comode, per il resto non essendovi il rischio di graffiarsi con rami o simili, potreste indossare anche solo un pareo!

La risalita scorre più veloce se si pregusta la birra gelata che servono al campo base.

Buona passeggiata!

Planimetria