Pompei: un miracolo bellissimo e terribile

Pompei: un miracolo bellissimo e terribile

Da poco più di 150 anni Pompei è definitivamente una città romana. E’ grande, florida. Ci sono teatri e una grande arena, ci sono negozi, magnifiche piazze, palazzi affrescati, giardini verdi e un sacco di gente che passeggia, va a fare la spesa, si ferma a discutere, muove carri e animali. Ci sono alcune case in ristrutturazione, la terra ha tremato, undici anni prima, qualcuno deve ancora finire i lavori. C’è un signore che si chiama Primus che sta scrivendo sul muro, una specie di manifesto, vuole affittare la sua casa, dal primo luglio dell’anno successivo. Molti probabilmente dovevano desiderare passare del tempo qui: il mare è vicino, si vede la grande montagna, alla fine di ottobre c’è ancora un clima mite, una bella brezza scuote i pini marittimi e i tanti oleandri ai bordi delle strade. Doveva essere un posto bellissimo.

mura di Pompei, presso Porta Marina

mura

Per la strada principale passa un uomo, tira a sè il suo mulo che, forse, non ne voleva sapere di muoversi. Forse, quel giorno, non era solo cocciutaggine, forse aveva intuito qualcosa, c’è chi dice che gli animali per certe cose abbiano un intuito superiore agli uomini, pare le sentano prima. C’è anche una madre che sta andando al mercato. E’ bellissimo il macellum di Pompei, ci vendono carne e pesce. Sulla destra ci sono i banchi, sul fondo una nicchia dedicata all’imperatore, al centro una specie di grande gazebo sorretto da 12 colonne, puoi andare lì con il pesce che hai comprato e fartelo pulire. È comodissimo, ad un passo dalla piazza. Forse per questo, la madre ha portato con sé sua figlia, è piccola, avrà quattro o cinque anni.

Giardino di una casa privata, Pompei

giardino

Come ci racconta Plinio il Giovane, all’improvviso la grande montagna, il Vesuvio, letteralmente esplode, sparando in aria lapilli, lava e cenere. Per ore tonnellate di cenere scendono su Pompei, ricoprendola completamente, uccidendo persone ed animali, sotterrando case e palazzi, cristallizzando il tempo in quel giorno di ottobre del 79 d.c. Quello che rimane è una specie di bellissimo e terribile miracolo. Una città pressoché intatta, lungo le cui strade si può passeggiare, è possibile entrare nelle case, attraversare le piazze, osservare il mercato, l’arena, i teatri. È possibile vedere il mulattiere e la donna con il bambino, che hanno lasciato il vuoto dentro la cenere solidificata, che sono tornati dalla storia, in quella stessa esatta posizione per mezzo di un semplice calco di gesso.

Il mulattiere, calco in gesso, Pompei

mulattiere

 

altri calchi in gesso, mostra all’interno del sito, Pompei

calchi

È possibile vedere quell’iscrizione: “si affitta dal primo luglio, rivolgersi a Primus”. Sembra tutto così vicino a noi da mettere i brividi. Quando sono entrato a Pompei c’era un bel sole e poi, nel corso della giornata, nuvole nere hanno coperto il sole e non ho potuto fare a meno di pensare ai segnali che il vulcano aveva dato e che nessuno era ancora in grado di cogliere. Ma non è questo il punto. Il punto è che queste pietre che hanno attraversato i secoli sono ancora in grado di dare violente suggestioni evocative. Un’esperienza che, se passate in Campania, non dovete perdere per nessuna ragione.

resti della basilica, Pompei

basilica