ll sud dell'isola offre esempi unici del barocco siciliano. Guida e assapora uno degli itinerari siciliani più belli fra Noto, Ragusa e Modica.


Chiese imponenti e magnifici palazzi. Il barocco siciliano ha lasciato un segno indelebile nella Val di Noto. È questa la patria di un'architettura unica, resa ancora più particolare dall'uso della pietra calcarea locale che sfuma dall'oro al rosa.

Quello che oggi è patrimonio dell'Unesco deve la sua fortuna al drammatico terremoto del 1693, che ha raso al suolo Noto e Ragusa. Gli edifici barocchi sono, appunto, frutto della ricostruzione. Per scoprire il barocco siciliano, vi proponiamo un tour in auto da percorrere in un weekend, da Noto a Ragusa.


Noto, nel regno del barocco siciliano

Il percorso, sicuramente tra i più affascinanti itinerari siciliani, inizia dalla città di Noto, che può essere raggiunta facilmente con l'auto. Arrivati a Catania in aereo o in treno, si imbocca l'autostrada A18 e successivamente la strada statale 115, appena superata Avola. Siamo nella Val di Noto, regno indiscusso del barocco siciliano. Il tempo di percorrenza da Catania è di circa un'ora e mezza. La città di Noto (A) è arroccata su un altopiano che domina la valle dell'Asinaro coperta da agrumeti. Sono tre le strade più importanti che attraversano la città da est a ovest. I palazzi sono maestosi, costruiti utilizzando la pietra calcarea locale, dalla tinta dorata e rosata, accentuata dalla luce del tramonto.

L'asse principale è corso Vittorio Emanuele (B), scandito da tre piazze ognuna delle quali ospita una chiesa. La porta Reale (C), sormontata da un pellicano, simbolo di abnegazione, è l'accesso al corso e al centro storico della città. Lasciata l'auto, ci si addentra a piedi lungo il corso.

In piazza dell'Immacolata sorge la chiesa di San Francesco (D), con la sua imponente scalinata. La più maestosa delle tre piazze è quella del Municipio, delimitata a sinistra da Palazzo Ducezio (E) e a destra dalla scalinata della Cattedrale (F). La chiesa, elevata da Benedetto XVI a basilica minore oggi è di nuovo fruibile dopo il crollo della cupola e di gran parte della navata centrale avvenuto nel 1996. Molte delle opere pittoriche, purtroppo, sono andate perdute. Rimane, tuttavia, uno dei simboli più importanti del barocco siciliano.

Poco più avanti sul corso, sulla destra si può ammirare anche la chiesa di San Domenico (G), raggiungibile dalla salita che gira intorno a una curata piazza impreziosita da un cedro e da alcune palme. Il tour di Noto si conclude in un paio di ore.

Se siete affamati, la città offre molte osterie tipiche dove assaggiare piatti locali. Vi consigliamo la Trattoria del Carmine (H), al numero 1 di Via Ducezio, dove assaporare i tipici ravioli o i cavatelli alla norma e, per concludere, gli ottimi cannoli al cioccolato.

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Facciata della Cattedrale di Noto restaurata I, Pequod76  , via Wikimedia CommonsFacciata della Cattedrale di Noto restaurata I, Pequod76 , via Wikimedia Commons

Modica: tra cioccolato, salite e chiese

Proseguendo verso sud-ovest lungo la strada statale 115, si raggiunge Rosolini. Da qui si avanza verso Modica (I) lungo la strada provinciale 27. Il viaggio da Noto a Modica dura poco più di tre quarti d'ora.

La fama di questa città è principalmente legata alla produzione di cioccolato. Tuttavia, Modica è anche una bellissima cittadina tardo-barocca, arroccata su una collina. Per visitarla, è preferibile lasciare la propria auto a Modica bassa, lungo l'arteria principale: Corso Umberto I. Da lì si prosegue a piedi verso la parte più antica sulla collina.

Il centro è un intrigo di viuzze e scalinate su cui si affacciano edifici e chiese. Molte grotte della collina sono state inglobate nelle costruzioni. Se ne contano almeno 700. Ma, al di là di queste particolarità, gli appassionati di barocco troveranno a Modica il duomo di San Giorgio (J), uno dei migliori esempi della declinazione siciliana dello stile architettonico.

Meritano di essere visti anche il duomo di San Pietro (K) così come la chiesa di San Giovanni Evangelista (L) e alcuni palazzi, tra cui il castello dei Conti di Modica (M). Anche qui il tour a piedi dura non più di due ore, a patto di essere disposti ad affrontare qualche salita. Tornati su corso Umberto I, si recupera l'auto per proseguire il tour fino a Ragusa, lungo la strada statale 115.

Tra i vicoli di Modica - By Carlo Columba from Palermo, Italia (modica_82-6  Uploaded by Markos90)  , via Wikimedia Commons.jpg) Tra i vicoli di Modica - By Carlo Columba from Palermo, Italia (modica_82-6 Uploaded by Markos90) , via Wikimedia Commons

Ragusa, la capitale del barocco

La strada si snoda in un paesaggio collinare e brullo, il mare è alle spalle. Dopo poco più di 20 minuti si raggiunge Ragusa (N), la capitale del barocco siciliano. Qui si può trascorrere la notte.

Per la cena consigliamo La Bettola (O), al numero 7 di Largo Camerina, locale semplice dove gustare la cucina locale a prezzi davvero bassi.

Il giorno dopo ci si può finalmente dedicare alla scoperta della città. La ricostruzione post-terremoto del XVIII secolo produsse una spaccatura tra Ragusa superiore, sull'altopiano, e Ragusa Ibla, sorta dalle rovine dell'antica città. Simbolo di Ragusa è il duomo di San Giorgio (P) nella zona Ibla, con la sua facciata monumentale a torre che ingloba il campanile nel prospetto e termina con una cuspide a bulbo.

Ma, al di là della sua chiesa principale, la città è ricca di edifici barocchi. Possiamo iniziare il tour da via Roma (Q), cuore del centro storico della città superiore. Da qui è facile raggiunge il Museo Archeologico (R), al numero 11 di via Natalelli. Uscendo dal museo è possibile ammirare la vallata Santa Domenica attraversata da tre ponti che uniscono la Ragusa settecentesca a quella moderna.

Duomo di San Giorgio a Ragusa Ibla - By Mikenorton (Own work)  , via Wikimedia Commons.jpg) Duomo di San Giorgio a Ragusa Ibla - By Mikenorton (Own work) , via Wikimedia Commons

Il ponte Vecchio (S), ormai aperto solo al traffico pedonale, è stato costruito nell'anno 1835, grazie all'interessamento dei frati. Risalendo in via Roma, si incrocia corso Italia. Qui, al civico 109 è possibile ammirare Palazzo Schininà (T), oggi sede vescovile.

Tornando indietro e scendendo da corso Italia si raggiunge piazza San Giovanni (U). L'omonima cattedrale può vantare un'ampia facciata barocca a tre portali. A lato della cattedrale in corso Italia, c'è il collegio di Maria (V) edificato nel 1796.

Scendendo ancora, si incontrano diversi palazzi settecenteschi fra cui palazzo Lupis, con i suoi stupendi mensoloni. Non perdetevi, nemmeno il palazzo Zacco (W), in tipico stile barocco, con le particolari mensole dei balconi. Continuando a scendere da corso Italia al civico 35 troviamo palazzo Bertini (X) con i famosi mascheroni posti a chiave di volta sulle tre finestre.

Arriviamo così in corso Mazzini, via che conduce a Ragusa Ibla. Prosegue la discesa verso Ibla attraverso la scalinata e fino a una piazzetta fra le scale. Sulla sinistra è possibile ammirare lo scenografico palazzo barocco della Cancelleria (Y) riccamente decorato, costeggiando il quale ci si ritrova di fronte la chiesa della Madonna dell'Idria (Z). Il campanile è rivestito con ceramiche policrome di Caltagirone. Per scoprire Ragusa a piedi ci vogliono tra le tre e le quattro ore. Al termine, non resta che ripercorre la statale 115 in senso inverso, in direzione di Catania.

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Foto di copertina: Noto e la sua cattedrale

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