È stato ideato un itinerario culturale attraverso i luoghi delle sue canzoni. E per omaggiare il suo primo 45 giri, sono stati realizzati alcuni murales.

Non c'è solo la Madunina. La Milano più autentica affonda le sue radici in quei luoghi che hanno rappresentato per i suoi abitanti il perno intorno al quale scorreva e scorre la loro vita: i loro vizi, i loro amori, il loro lavoro. Questi luoghi, o almeno parte di essi, sono oggi impressi nelle canzoni di Enzo Jannacci. Il suo primo 45 giri, intitolato appunto "La Milano di Enzo Jannacci", racconta alcune strade e piazze della città, una città fatta anche e soprattutto di periferia. Così, "fotografando" i suoi luoghi dell'anima, raccontava la Milano di tanti, contribuendo a creare un sentimento di "milanesità" che va al di là di Piazza del Duomo, della Scala e del Quadrilatero della moda.

La Milano di tutti, in una canzone

Jannacci cantava la Milano di tutti. E nelle sue canzoni è confluito un sentimento collettivo, indelebile. Chi visita oggi il capoluogo lombardo, lo trova cambiato: moderno, fashion, europeo e multietnico. Ma le sue radici sono ancora lì, in un disco. Così, per ritrovare l'atmosfera della Milano del boom economico, del '68, del Derby, di Piazza Beccaria, dei Navigli e dei decadenti palazzi a ringhiera è sufficiente ascoltare quel 45 giri e salire in sella a una "vespa" - come faceva Jannacci - e riscoprire quei posti, quelle piazze, quei locali. Alcuni sono ancora aperti, molti altri no. Rimane, però, quel sapore di una Milano nostalgica, quella della "cotoletta" e del "risotto", quella dei vecchi tram.

I murales dell'anima

Per rendere omaggio a Enzo Jannacci, il Consiglio della Zona 4 di Milano ha realizzato un itinerario culturale che non solo punta a ricordare le canzoni più significative del cantante e cabarettista, ma anche per scoprire la Milano più autentica, proprio attraverso le canzoni, riqualificando, al contempo, le periferie.

Murales di Alberto Locatelli nel tunnel pedonale di via Orwell - Courtesy of Alberto Locatelli. http://www.facebook.com/albertolocatelliartbook
Murales di Alberto Locatelli nel tunnel pedonale di via Orwell - Courtesy of Alberto Locatelli. http://www.facebook.com/albertolocatelliartbook

Si parte dalla stazione di Rogoredo, quartiere simbolo dell'industrializzazione dell'area milanese, un vero e proprio borgo che è stato poi assorbito dalla città negli ultimi decenni. Alle targhe commemorative apposte dalla Zona, si sono aggiunti anche murales che rendono omaggio al cantante. Nei pressi della stazione di Rogoredo il degradato tunnel pedonale di via Orwell è stato riconvertito in una piccola opera d'arte: Alberto Locatelli ha realizzato un murales lungo una delle pareti dove Jannacci si trasforma in un fumetto.

Sabato 3 ottobre 2015, inoltre, è stato inaugurato l'ultimo murales intitolato "El purtava i scarp del tenis", un omaggio alla prima canzone del 45 giri "La Milano di Enzo Jannacci". Quest'opera è stata realizzata dal pittore Denis Ascanio con il patrocinio delle Metropolitane milanesi. Il murales si trova in via Ardigò, all'incrocio con via Forlanini, il famoso "stradun" cantato nelle sue canzoni, la grande via che collega Milano all'Idroscalo, itinerario percorso quotidianamente dal padre, ufficiale dell'Aeronautica.

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Murales di Denis Ascanio dedicato alla canzone "El purtava i scarp del tenis"

Un itinerario "musicale"

Le targhe dell'itinerario segnano cinque luoghi più significativi della vita e delle canzoni di Jannacci e regalano ai visitatori qualche strofa di una canzone.

Una è posizionata nei pressi della stazione di Rogoredo lungo l'omonima via. È dedicata alla canzone intitolata "Andava a Rogoredo", pubblicata nel suo primo 45 giri.

La seconda è posta in via Lomellina all'incrocio con via Sismondi, nei pressi della casa che ha visto nascere Jannacci. Qui una targa ricorda la canzone "E ho visto un uomo".

La terza targa è stata posta all'imbocco del tunnel di viale Corsica per viale Forlanini, nei pressi del murales, curato da Denis Ascanio. L'omaggio, come il dipinto, è alla canzone "El portava i scarp del tenis".

Quarta tappa dell'itinerario è Piazza Susa all'angolo con viale Campania. Qui e a Piazza Martini "gh'era el me zio ch'el tampinava ona bella mora". Così cantava Jannacci con Dario Fo nella canzone "La forza dell'amore".

Enzo Jannacci in "La Vita Agra", 1964. Di Gawain78 at the Italian Wikipedia project.  , attraverso Wikimedia Commons
Enzo Jannacci in "La Vita Agra", 1964. Di Gawain78 at the Italian Wikipedia project. , attraverso Wikimedia Commons

Quello che rimane

Altri luoghi della Milano di Enzo in alcuni casi sono scomparsi, altri sono ancora lì. La Zona 4 di Milano vuole coinvolgere anche altre amministrazioni sub-comunali per creare un itinerario più ampio. Tra questi ancora in piena attività è la Pasticceria Gattullo (piazzale di Porta Lodovica, 2) luogo di ritrovo di Jannacci e dei suoi amici. Qui con Cochi e Renato, Diego Abbatantuono e Paolo Villaggio organizzava spettacoli di cabaret. Invece il Derby, il Teatro Gerolamo e il Teatro Lirico sono ormai chiusi.

Photo Credit

Foto di copertina: Alcuni artisti che animarono il Derby Club di Milano sul finire degli anni '70. Da sinistra: Ernst Thole, Diego Abatantuono, Enzo Jannacci, Mauro Di Francesco, Giorgio Porcaro, Massimo Boldi e Giorgio Faletti. Autore foto sconosciuto - Milano derby Club fine anni 70, su twitter.com, 3 aprile 2013. Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=5392935