La mappa degli indirizzi che lo scrittore amava frequentare è un itinerario tra ristoranti, bar e librerie di grande charme.

"Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna, perché Parigi è una festa mobile": con queste parole Ernest Hemingway rievocava con l'amico Aaron Hotcher gli anni parigini che segnarono il suo debutto letterario. Qui infatti pubblicò i suoi primi racconti e scrisse il suo primo romanzo, "Fiesta", ambientato tra la capitale francese e Pamplona. Ma è "Festa mobile", pubblicato postumo nel 1964, che ripercorre in maniera esplicitamente autobiografica quel periodo straordinario.

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Ernest Hemingway a Parigi nel 1924. Courtesy of © Ernest Hemingway Photograph Collection, J. F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston.Ernest Hemingway a Parigi nel 1924. Courtesy of © Ernest Hemingway Photograph Collection, J. F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston.

La prima casa e lo studio del giornalista americano

Arrivato nella Ville Lumière alla fine del 1921 come corrispondente del "Toronto Star", il ventiduenne Hemingway andò ad abitare con la prima moglie Hadley in un piccolo appartamento al 74 di rue du Cardinal-Lemoine, in pieno Quartiere Latino. L'aspirante scrittore affittò anche uno studio poco lontano, al 39 di rue Descartes, all'ultimo piano dell'edificio dove era morto Paul Verlaine, ma durante l'inverno scriveva più volentieri nei caffè ben riscaldati. Come racconta in "Festa Mobile", in quel periodo attraversava ogni giorno place de la Contrescarpe e la rue Mouffetard e faceva lunghe passeggiate nei Jardin du Luxembourg. Spesso andava a discutere di letteratura da Gertrude Stein, che lo aveva introdotto nel gruppo degli intellettuali americani e abitava poco lontano, in rue Fléurus.

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I bistrot e i caffé di Hemingway a Parigi

L'interno del ristorante Polidor a Parigi (immagine tratta dal sito www.polidor.fr).L'interno del ristorante Polidor a Parigi (immagine tratta dal sito www.polidor.fr).

Come è noto, lo scrittore amava il buon cibo e ancora di più il buon bere: una passeggiata sulle sue tracce non può quindi trascurare i bar e i caffè che frequentava assiduamente insieme a James Joyce e Francis Scott Fitzgerald. Si può per esempio pranzare alla Brasserie Lipp (151, boulevard Saint-Germain), che ha mantenuto gli arredi da tipica brasserie alsaziana, oppure da Polidor (41 rue Monsieur-le-Prince, www.polidor.com), in cui Woody Allen ha ambientato alcune scene del film "Midnight in Paris": entrambi propongono cucina tradizionale francese.

Per l'aperitivo si può sostare sulla terrasse di Les Deux-Magot (6 place Saint-Germain-des-Près, www.lesdeuxmagots.fr), proprio di fronte all'antica chiesa di Saint-Germain-des-Près, mentre per cenare ci si può spostare a Montparnasse, dove si trova la Closerie de Lilas (171 boulevard de Montparnasse, www.closeriedeslilas.fr), che Hem cominciò a frequentare quando si trasferì al 113 di rue Notre-Dame-des Champs. Il suo tavolo preferito, dove si dice abbia scritto molte pagine di "Fiesta", è segnalato da una targa; se fosse occupato la veranda è un'ottima alternativa. Al ristorante è annessa una brasserie, meno cara ma altrettanto piacevole.

La Closerie des Lilas in una fotografia del 1909. Under licence public domain via Wikimedia Commons https://commons.wikimedia.org/wiki/File:LaCloseriedesLilas.jpg#/media/File:LaCloseriedesLilas.jpgLa Closerie des Lilas in una fotografia del 1909. Under licence public domain via Wikimedia Commons https://commons.wikimedia.org/wiki/File:LaCloseriedesLilas.jpg#/media/File:LaCloseriedesLilas.jpg

Lo storico Hotel Ritz

Per sorseggiare un cocktail al "Bar Hemingway" dell'Hotel Ritz (15, place Vendôme, www.ritzparis.com) bisognerà invece aspettare il 2016, quando saranno terminati i lavori di ristrutturazione. Il futuro premio Nobel per la Letteratura si vantava spesso di aver "liberato" personalmente il Ritz nel 1944, entrando a Parigi al seguito delle truppe americane: pare che il fotoreporter Robert Capa, convinto di arrivare per primo, lo trovò al bancone del bar che poi prese il suo nome a bere champagne con un gruppo di soldati.

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Dove Hemingway si riforniva di libri

La libreria "Shakespeare & Company", dove il giovane scrittore squattrinato prendeva in prestito i libri degli scrittori russi e francesi, seguendo i consigli della proprietaria Sylvia Beach, si trovava in rue de l'Odéon. La libreria chiuse all'inizio dell'Occupazione, ma dopo la guerra un'altra ne prese il nome, raccogliendone l'eredità. Aperta nel 1951 da George Whitman, in un edificio del XVII secolo con vista sulla vicina cattedrale di Notre-Dame, l'attuale "Shakespeare and Company" (37 rue de la Bûcherie, shakespeareandcompany.com) è da oltre sessant'anni un punto di riferimento per tutti gli scrittori e gli appassionati di letteratura anglofoni (ma non solo) che passano per Parigi. Se al termine della passeggiata avrete voglia di comprare un romanzo di Hemingway in lingua originale, questo è sicuramente il posto giusto.