Nella penisola del Sinis, Elvio, da ormai più di dieci anni, coltiva la sua idea matta che ha il colore e il profumo della Lavanda.

Oggi vi racconto una storia di caldo e di gelosia, che ha a che fare con i profumi e con lo scirocco.
Di solito quando ci sono di mezzo scirocco e gelosia le cose non vanno nel verso giusto: lo scirocco fa bollire la testa e confonde i pensieri, il sangue perde il suo giro e diventa gelosia violenta e feroce. Ma in questo caso, le cose non vanno affatto cosi.
Questa è una favola bella, di quelle con la musica che sfuma sul lieto fine.
Per canalizzare scirocco e gelosia però c'è voluta un'idea matta, sennò col cavolo che tenevano a posto le mani.
Ma partiamo dall'inizio, partiamo da una giornata fra il paese e le campagne di Riola Sardo, nella penisola del Sinis.

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Elvio, che poi sarebbe quello dell'idea matta, ci accoglie in casa sua. Una vecchia casa che apparteneva ad un sacerdote e che ora è stata ristrutturata ed è diventata una specie di piccolo museo di vita contadina.
C'è una cantina fresca che mette al riparo da un sole che schiaccia. Ci sono botti di Vernaccia e un tornio che sta li da qualche secolo.

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Ci sono quadri con le foto della famiglia, vecchie foto di cavalieri in abiti tradizionali, un bandito che non guarda la macchina fotografica ed un soppalco che divide la stanza.
In fondo si accede ad una cucina meravigliosa, panche di legno e lavandino di marmo, di quelle che ti piazzeresti li a mangiare e a bere finchè non smette di piovere.
E fuori c'è un piccolo giardino, pieno di oggetti preziosi, maschere, una meridiana, un minuscolo bonsai e un tavolo di pietra da sederti a mangiare e bere finchè il caldo non molla.

Circa dodici anni fa ad Elvio salta in testa l'idea matta: e se, come in Provenza, si piantasse lavanda in Sardegna? In un posto a pochi chilometri dal mare dove Scirocco, Maestrale, Grecale e compagnia bella possano arrivare carichi di sale a pettinare campi colorati come un quadro?
In un posto che abbia intorno campi con altre piante dalle quali si ricavano oli essenziali, perché se li provochi gli oli essenziali, e qui salta fuori la gelosia, danno il meglio.
Se li metti tutti vicini fanno a gara a chi diventa il più bello, il più buono, quello che profuma di più.
E si sente nell'aria ronzare la gelosia, come un'elettricità, anche se i più cinici vi diranno che sono solo le api che volteggiano attorno alle arnie.

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Peccato non vi possa far sentire il profumo che veniva su dalla terra, spiritelli di lavanda, erba e limoni, il profumo scatenato dal caldo che picchiava sulle pietre e sulla polvere, e lo scirocco che lo sbatteva di qua e di là.


Ha fatto un bel lavoro la gelosia in questi campi, ha preso lavanda, girasoli, elicriso, ulivi e cespugli e li ha messi in competizione, stimolati a far di più e, alla fine, secondo me, ha vinto la lavanda di Elvio perché si insinua in mezzo a tutti gli altri profumi, si infila nella sue boccette e diventa un distillato di scirocco, mare e lavanda. E naturalmente, come un retrogusto, si sente un pizzico di gelosia.

Ph.: Simone Repetto

Grazie a: Alessandra Polo - Instragramers Sardegna e ad Elvio Sulas (www.elviosulas.it)

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