Il Kulturforum di Potsdamer Platz espone capolavori assoluti dell'arte europea dal '200 al '700, malgrado l'incendio del 1945 che distrusse 417 opere.

L'incendio della Flakturm Friedrichshain scoppiato nel 1945 e durato ben cinque giorni (dal 5 al 10 maggio) è considerato a buon diritto uno dei più grandi disastri della storia dell'arte. Nella giusta celebrazione in voga negli ultimi anni dei cosiddetti Monuments men, quasi mai si fa riferimento a questo episodio terribile contro cui nulla poterono i paladini dell'arte, e che cancellò per sempre migliaia di opere di inestimabile valore.

Tra i 417 dipinti distrutti - anche se c'è chi ancora oggi spera che alcune opere possano essere state trafugate e, chissà, esistere in qualche collezione privata - la Gemäldegalerie perse tavole e tele di Cranach, Andrea del Sarto, Signorelli, Caravaggio, Rubens, Goya, Friedrich, solo per citarne alcuni.

Quando si legge dei dipinti di Caravaggio per la cappella Contarelli nella Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma, viene sempre citata la prima versione del San Matteo e l'angelo, rifiutata dal committente e poi acquistata da Vincenzo Giustiniani. Si tratta di un'opera che tutti noi conosciamo in foto rigorosamente in bianco e nero, proprio perché scomparve durante l'incendio appena descritto.

Caravaggio, San Matteo e l'angelo, 1602, già Berlino, Kaiser Friedrich Museum (Wikimedia Commons -  https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/88/San_Matteo_e_l%27angelo.jpg)Caravaggio, San Matteo e l'angelo, 1602, già Berlino, Kaiser Friedrich Museum Wikimedia Commons - https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/88/San_Matteo_e_l%27angelo.jpg

Resta un fatto comunque, che per gli appassionati di pittura tra i numerosi musei statali di Berlino (Staatliche Museen), la Gemäldegalerie rappresenta una tappa imprescindibile, grazie ai capolavori assoluti dell'arte europea dal '200 al '700, tra cui spiccano nomi come Dürer, Van Eyck, Botticelli, Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens, Rembrandt, Canaletto e molti altri.

Una storia travagliata

La galleria, inaugurata nel 1830 nell'Altes Museum (oggi destinato alle collezioni di scultura antica), era originariamente costituita da tre fondi principali: i dipinti provenienti dai castelli reali, quelli della collezione seicentesca di Vincenzo Giustiniani, acquisita nel 1815, e infine quelli del mercante inglese Edward Solly. A queste opere si aggiunsero negli anni seguenti quelle acquistate da un gruppo di esperti appositamente ingaggiati, quali Wilhelm von Bode, Karl Friedrich Schinkel e Wilhelm von Humboldt.

Nel 1904 la galleria fu spostata nel nuovo Kaiser Friedrich Museum (poi divenuto il Bode Museum, oggi uno degli altri Staatliche Museen), all'interno della Museumsinsel.

Dopo la Seconda guerra mondiale e il terribile incendio della Flakturm Friedrichshain, una parte dei dipinti rimase a Berlino Est, nel Bode Museum, mentre la maggior parte fu portata dall'altra parte del muro, dove trovò posto a Dahlem.

Solo nel 1998 l'intera collezione è stata riunita nella nuova Gemäldegalerie, a cui è stata destinata una nuova sede ad ovest, nel quartiere Tiergarten, nel Kulturforum di Potsdamer Platz, costruito dagli architetti Heinz Hilmer e Christoph Sattler come centro culturale in grado di competere idealmente con la Museumsinsel, situata nel mitte e quindi nell'altro versante della città.

Il nuovo grande museo copre una superficie di oltre 7000 metri quadrati, articolati in 72 sale disposte attorno a una grande aula centrale, la Wandelhalle, la "sala del cambiamento", per un totale di circa 3000 opere esposte.

Berlino, Gemäldegalerie (Wikimedia Commons - https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/43/Berlin_Gem%C3%A4ldegalerie_008.jpg)Berlino, Gemäldegalerie - Wikimedia Commons - https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/43/Berlin_Gem%C3%A4ldegalerie_008.jpg

I capolavori

Difficile se non impossibile una selezione dei capolavori, tra cui però vanno senz'altro ricordati i diversi pannelli dello smembrato Polittico di Pisa di Masaccio, la tavola di Hieronymus Bosch raffigurante San Giovanni a Patmos e storie della Passione, Santo Stefano e sei suoi compagni consacrati diaconi da san Pietro di Carpaccio, lo splendido Amor vincitore o Amor vincit omnia di Caravaggio, il Perseo e Andromeda di Pieter Paul Rubens, la Donna con collana di perle di Jan Vermeer.

Ritratti grandi firme

Impressionante la lunga serie di ritratti della collezione, che costituisce una sorta di museo nel museo, offrendo esemplari di altissimo pregio tra cui il Ritratto di Simonetta Vespucci e quello di Giuliano de' Medici di Sandro Botticelli, il Ritratto di Ludovico Trevisano di Andrea Mantegna e il Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, il Ritratto di fanciulla di Petrus Christus, quelli di Hieronymus Holzschuher e di Jakob Muffel di Albrecht Dürer, il Ritratto di Ugolino Martelli di Bronzino, e tanti altri ancora.

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Photo Credit

Foto di copertina: Interno della Gemäldegalerie a Berlino - By Roi Boshi (Own work) , via Wikimedia Commons

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