
aprile 2026
I più grandi artisti di ogni tempo rivivono nella reggia degli zar: da Caravaggio a Monet, le 15 imperdibili opere dell’Ermitage a San Pietroburgo
Fino al 1917, anno della Rivoluzione d’Ottobre, il palazzo dell’Ermitage di San Pietroburgo faceva parte della residenza dei Romanov. Oggi ospita una delle collezioni d’arte più prestigiose al mondo: un enorme complesso architettonico composto da 5 edifici, tra cui il celeberrimo Palazzo d’Inverno, custodisce migliaia di opere che ricostruiscono il meglio della storia dell’arte europea, dall’antichità ai giorni nostri. Ecco una piccola selezione di opere dell’Ermitage che proprio non dovresti lasciarti sfuggire.

01
Suonatore di liuto (1595-1596)
Tra i dipinti del Caravaggio sparsi in giro per il mondo, il Suonatore di liuto dell’Ermitage è uno dei più celebri. Risalente alla fase giovanile del pittore, quest’opera raffigura un giovane musicista che, con sguardo languido, ci osserva attraverso la tela. Sul tavolo davanti a lui si dispiegano diversi soggetti che compongono una natura morta, come fiori, frutta, un violino e alcuni spartiti, su cui il Caravaggio, soprattutto durante i primi anni della sua produzione, inizia a sperimentare sempre più approfonditamente la pittura “dal vero” che lo contraddistingue.
02
Madonna Benois (1478-1480)
Una Maria giovanissima sorride teneramente a Gesù bambino, attirando la sua attenzione con un piccolo fiorellino: è una delle raffigurazioni sacre più dolci della storia dell’arte, ed è Leonardo da Vinci a firmarla. Il pittore fiorentino sceglie una scena molto intima, che ritrae rispettando in ogni aspetto il realismo della natura (quasi scientifica è infatti la resa anatomica del bambino) ma utilizzando un disegno sfumato, delicato quanto l’atmosfera famigliare del dipinto. L’opera deve il suo nome alla famiglia che ne fu a lungo proprietaria, i Benois.
03
Ritorno del figliol prodigo (1668)
La parabola del figliol prodigo viene riportata nel Vangelo di Luca: tornato alla casa dei genitori dopo aver sperperato tutta la sua eredità, un figlio chiede e ottiene il perdono di un padre commosso e misericordioso. Rembrandt, il pittore simbolo del Secolo d’oro olandese, dipinge questo: un esempio di carità cristiana che vuole ricordare come Dio sappia perdonare chiunque si penta. L’opera, realizzata dal pittore poco prima di morire, è tra le sue più conosciute: sottolineando la solennità del momento e focalizzandosi sull’espressione emotiva dei personaggi, il dipinto risulta di grande intensità.

04
Signora in giardino a Sainte-Adresse (1867)
Si tratta di una delle primissime opere impressioniste di Claude Monet che, durante il suo soggiorno nel 1867 dal cugino a Sainte-Adresse, dipinse una serie di paesaggi nel giardino della tenuta: tra questi, Signora in giardino a Sainte-Adresse è indubbiamente il più importante. Per Monet, come per tutti gli altri impressionisti, la pittura doveva assorbire e al contempo essere assorbita dalla natura: per questa ragione non poteva che svolgersi, necessariamente, all’aperto. In questo caso, l’esperimento en plein air di Monet è riuscitissimo: la luce abbagliante del sole, insieme ai colori accesi del giorno, contrastano con la donna bianca e solitaria a sinistra del dipinto, per una composizione equilibrata e di forte impatto visivo.
05
Driade (1908)
Nella mitologia greca le driadi sono le ninfe dei boschi, giovani fanciulle che danzano tra gli alberi esprimendo la prosperità della natura. In quest’opera Picasso dipinge la sua driade: un nudo femminile si fonde agli alberi e alle piante verdi che lo circondano, creando uno spazio solido e tangibile. Mentre gli impressionisti trasformavano le forme umane e naturali in macchie di colore in modo da fonderle con la luce e il clima atmosferici, qui traspare una nuova visione del mondo. Uomo e natura sono forme scultoree sintetizzate in unico piano spaziale, concreto e palpabile.
06
Madonna Conestabile (1504)
L’Ermitage custodisce anche opere di Raffaello Sanzio, universalmente noto come uno dei più grandi artisti del Rinascimento Italiano. Questa piccola Madonna con Bambino (conosciuta anche come Madonna Conestabile) è un gioiello prezioso: inserito tutt’ora nella sua cornice originale (forse disegnata dallo stesso Raffaello), il dipinto ritrae un’immagine perfetta, definita da linee ferme e armoniose. Fu lo zar russo Alessandro II, nel 1871, ad acquistare il quadro e a portarlo a San Pietroburgo, per fare un regalo alla moglie Maria Alexandrovna.

07
Casa bianca di notte (1890)
Vincent Van Gogh trascorse gli ultimi tre mesi di vita (maggio-luglio 1890) a Auvers-sur-Oise, un piccolo comune dell’Île-de-France non lontano da Parigi. In quel periodo, il pittore olandese immortalò la campagna del paese più e più volte, in una serie di paesaggi che avevano la casa come protagonista principale. Realizzò Casa bianca di notte, appartenente a questa serie, poco prima del suicidio: le pennellate vorticose trasformano la casa in una prigione, le finestre in occhi iniettati di sangue, rivelando una tensione emotiva palpabile.
08
Tre grazie (1812-1817)
Nel movimento neoclassicista europeo, Antonio Canova fu probabilmente lo scultore più amato. Le sue opere, che avevano come obiettivo quello di ridare vita a un canone di bellezza ispirato alla perfezione delle dee nella mitologia greco-romana, furono replicate e vendute in tutto il mondo. Oggi, tutti i più importanti musei d’arte possiedono il loro Canova. L’Ermitage non fa eccezione: nella sua collezione dedicata alla scultura europea, le Tre Grazie, che in una composizione armoniosa e compatta raffigura le tre grazie abbracciate, costituisce uno dei pezzi più importanti.

09
Composizione VI (1913)
Nella produzione pittorica di Kandinskij le Composizioni rappresentano l’apice della sua ricerca artistica. Senza alcuna premeditazione, l’opera arriva a perdere ogni collegamento con la realtà materiale, per connettersi a una meno decifrata dimensione spirituale. Il colore, protagonista indiscusso delle tele di Kandinskij, crea macchie e forme delimitate da linee che, come in un’opera musicale, compongono una sinfonia. Composizione VI vuole ricreare un senso interiore di catastrofe, attraverso un nuovo linguaggio pittorico: quello dell’astrattismo, di cui Kandinskij fu ideatore.

10
Pranzo (1617)
Diego Velázquez viene considerato uno dei più grandi maestri del barocco spagnolo. Fu innanzitutto un celebre ritrattista (il preferito dalla famiglia reale spagnola), anche se non mancano, nella sua produzione pittorica, nature morte e paesaggi. Il dipinto dal titolo Pranzo raffigura, con tratti caricaturali, due giovani e un anziano attorno a una tavola piuttosto spoglia mentre condividono un pasto poverissimo. È uno dei primi dipinti detti bodegon di Velázquez, ovvero scene di vita quotidiana in cui genere e natura morta si fondono. Il pane, la melagrana, il vino e il pesce sono dipinti con straordinario realismo.
11
Donna con frutto (1892)
Quando Paul Gauguin si recò per la prima volta in Polinesia, nel 1891, subì una vera e propria folgorazione artistica: una natura incontaminata insieme a una vita semplice e rurale fecero nascere in lui il culto per l’esotico, qualcosa di puro e autentico a cui ispirarsi. La ricerca dell’armonia tra uomo e natura, che i tahitiani incarnavano perfettamente, a livello pittorico si traduce in un rifiuto dei canoni artistici tradizionali e la creazione di uno stile nuovo e personale. Donna con frutto ne è un’opera rappresentativa, ad esempio per la mancanza di profondità nello spazio o i colori accesi stesi in ampie campiture.

12
Boulevard Montmartre a Parigi (1897)
Tra il 1892 e il 1894 Monet realizzò la monumentale serie delle Cattedrali di Rouen, una raccolta di 30 dipinti che ritraggono il portale della Cattedrale di Notre-Dame di Rouen. Le tele raffigurano sempre la stessa architettura ma in diverse condizioni di luce, a seconda dell’ora, della stagione e delle condizioni climatiche. Pissarro, tra i più influenti e talentuosi impressionisti francesi, fece un po’ la stessa cosa, concentrandosi però su un altro soggetto. Con l’obiettivo di mettere in risalto gli effetti della luce sul colore e sulla realtà, dalla finestra della sua stanza al Grand Hôtel de Russie ritrasse ben 13 volte la Boulevard Montmartre. La tela dell’Ermitage fa parte proprio di questa serie.

13
La stanza rossa (1908)
Il fauvismo, movimento d’avanguardia artistica che si sviluppò in Francia nei primi anni del ’900, fu qualcosa di molto rivoluzionario nella storia dell’arte: rifiutato ogni tipo di rapporto naturalistico con la realtà, la forma e il colore, sempre vivace e privo di rotondità, diventano i protagonisti del quadro, che si fa espressione indipendente e immediata di una suggestione individuale. Henri Matisse fu tra i fondatori di questo movimento e La stanza rossa (conosciuta anche come Armonia in rosso) è una delle sue opere più celebri. Lo spazio reale viene sostituito da una dimensione senza profondità, inghiottita da un rosso piatto e totalizzante, su cui compaiono i motivi decorativi che nei lavori di Matisse acquisiranno, in una seconda fase, sempre più importanza.
14
Natura morta con mele (1879-1880)
Nella produzione pittorica di Paul Cézanne le nature morte rivestono un’enorme importanza. Gli oggetti inanimati della quotidianità danno all’artista l’occasione di creare veri e propri manifesti anti-impressionisti: la raffigurazione di masse uniformi e concrete sembra infatti rifarsi molto più a un’idea di eternità e permanenza che alla percezione di un preciso istante. Tutto ciò è evidente anche nell’opera comunemente nota come Frutta. Qui la composizione è costruita attraverso equilibri solidi, volumi essenziali e una tensione geometrica che anticipa sviluppi decisivi della pittura moderna.
15
L’Orologio del Pavone (ca. 1770)
Il Museo dell’Ermitage è composto da 5 edifici. Uno di questi, chiamato Petit Ermitage, fu fatto costruire dall’imperatrice russa Caterina II per custodirvi le sue personali collezioni d’arte. Oggi il pezzo d’eccellenza del Piccolo Ermitage è l’Orologio del Pavone, una meraviglia di arte orafa e ingegneria meccanica realizzata in Inghilterra intorno al 1770. Si tratta di un automa meccanico che ricrea una scena naturale abitata da un gufo, un gallo e un pavone a grandezza naturale, interamente in bronzo dorato. Il meccanismo si mette in moto grazie all’orologio in esso inserito: allo scoccare di ogni ora, gli uccelli si animano in una danza spettacolare.
