Dall'East Side Gallery al "Palazzo delle lacrime", un tour di Berlino ai tempi della Guerra Fredda: la drammatica storia di un popolo diviso dal Muro.

"Nessuno vuole costruire muri" aveva assicurato, il 15 giugno del 1961 Walter Ulbricht, presidente del Consiglio di Stato della Repubblica Democratica Tedesca. Eppure per quasi 30 anni, dal 1961 al 1989, una dolorosa cicatrice di filo spinato e cemento, lunga 155 chilometri, avrebbe spezzato l'anima di una città. Ci vollero addirittura 10 anni, dopo la costruzione del Muro, prima che le due Berlino potessero avere linee telefoniche per comunicare. Ancora oggi di questa ferita - l'espressione più drammatica della cortina di ferro, linea di confine europea tra la zona d'influenza statunitense e quella sovietica al tempo della Guerra Fredda - resta traccia in una Berlino che ha trovato nel suo panorama eccentrico, cosmopolita e all'avanguardia una forma di riscatto a uno dei periodi più drammatici della sua storia.

Effettuare un tour attraverso la città di Berlino al tempo della Guerra Fredda significa immaginare i tentativi di oltrepassare la striscia della morte, equivale a ricostruire gli stati d'animo delle famiglie divise da un muro alto oltre tre metri, impossibile da attraversare, pena la morte. Ed è così che moltissimi cittadini - chi in pallone ad aria calda, chi a piedi o con l'aiuto di una scala - inseguivano la libertà cercando di lasciare Berlino Est, talvolta trovando la morte.

1. Le due Berlino durante la Guerra Fredda

In entrambi i settori di Berlino vennero realizzate importanti opere. Il maggiore sviluppo della Repubblica Democratica Tedesca, la cui capitale era posta a Berlino Est, si è riscontrato tra Alexanderplatz e Marx-Engels-Platz (l'attuale Schloßplatz), con il Palazzo della Repubblica e le "abitazioni con elementi prefabbricati" a Marzahn - il primo quartiere della città a essere occupato dall'Armata Rossa nel 1945 - Hohenschönhausen ed Hellersdorf. Il quartiere più vecchio, attorno alla Chiesa di San Nicola venne restaurato nello stile originario. Nella parte Ovest, invece, c'erano la Nuova Galleria nazionale, la biblioteca statale, il Centro congressi internazionale, nonché i condomini di Gropius, il Märkisches Viertel e il Falkenhagener Feld. Sempre nella parte Ovest vennero rimodernate la Breitscheidplatz e la Rathenauplatz e venne costruito il Museo della Storia Tedesca.

2. Itinerario lungo il Muro: dall'East Side Gallery a Bernauer Straße

"In ogni caso non ci si può perdere, alla fine si arriva sempre al Muro" era il pensiero di Marion la bella trapezista de Il cielo sopra Berlino, intenso film di Wim Wenders. Ed il Muro, infatti, è ancora il simbolo più drammatico e invadente nello skyline berlinese che conserva ancora tracce della Guerra Fredda. Un itinerario con partenza dalla East Side Gallery, una galleria a cielo aperto sulle rive del fiume Sprea, nel quartiere di Friedrichshain conduce il visitatore alla scoperta della più lunga sezione di Muro tuttora esistente, con i suoi 1316 metri. Anche se già il 9 novembre del 1989 il governo della Germania dell'Est aveva dato il via libera alle visite a Berlino Ovest, l'abbattimento ufficiale del Muro, ad eccezione di sei punti che furono mantenuti come monumento, iniziò il 13 giugno 1990 nella Bernauer Straße.

Subito dopo la caduta, 118 artisti - tra questi anche Keith Haring- dipinsero la East Side Gallery con murales e graffiti. Tra le raffigurazioni più celebri, una Trabant, la famosa automobile della Repubblica Democratica Tedesca, e il fraterno bacio socialista tra Honecker e Breschnew.

Uno slogan su una sezione di Muro nei pressi della East Side Gallery By Muns (eigenes Foto - own work)  , via Wikimedia Commons.jpg)
Uno slogan su una sezione di Muro nei pressi della East Side Gallery By Muns (eigenes Foto - own work) , via Wikimedia Commons

3. Checkpoint Charlie e il Panorama Asisi

Checkpoint Charlie era un importante posto di blocco situato sulla Friedrichstraße, in funzione dal 1945 al 1990, che collegava il quartiere di Mitte, settore sovietico, con quello statunitense di Kreuzberg. Dopo la riunificazione il punto di controllo venne abbattuto, mentre la baracca di guardia originale fu trasferita all'Alliertenmuseum. Il Checkpoint Charlie fu un testimone sordo delle drammatiche fughe dal quartiere Est. Qui, il 17 agosto 1962 fu colpito e lasciato morire dissanguato sulla striscia della morte il diciottenne Peter Fechter.

Potrete scorgere l'installazione in acciaio realizzata dall'artista Yadegar Asisi, che riproduce la vita quotidiana di molti berlinesi al tempo delle due città divise.

La ricostruzione del Checkpoint Charlie By Hajotthu (Own work)  , via Wikimedia Commons.jpg)
La ricostruzione del Checkpoint Charlie By Hajotthu (Own work) , via Wikimedia Commons

4. Visita al Tränenpalast, il "Palazzo delle lacrime"

In questo edificio accanto alla stazione di Friedrichstraße molte persone disposte ad abbandonare la DDR alla volta di Berlino Ovest dissero addio ad amici e parenti.

Il Tränenpalast, infatti, servì fino al 1990 come luogo di preparazione all'espatrio per coloro che lasciavano la sezione Est della città. Dal 2011 l'edificio ospita una mostra permanente dal titolo "Esperienze di confine. Quotidianità della divisione tedesca" che racconta, attraverso interviste a testimoni e documenti, le ripercussioni della divisione sulla vita dei tedeschi.

5. La torre di guardia nei pressi di Potsdamer Platz

Prima di costituire, negli anni Novanta, il più ambizioso progetto urbano della città riunificata, Potsdamer Platz è stata drammaticamente segnata dalla costruzione del Muro. Posta sull'invisibile frontiera dei territori reclamati da americani, inglesi e russi, la piazza divenne un territorio desolato. In una piccola strada nei pressi di Potsdamer Platz si può visitare l'unica torre di guardia della Germania dell'Est rimasta in piedi, storico cimelio della Guerra Fredda.

6. Sulla "montagna del demonio"

Per interrompere il tour con una breve pausa, si potrebbe raggiungere uno dei punti più alti e panoramici di Berlino, nei pressi della foresta di Grunewald. Teufelsberg è una collina artificiale ricavata dai resti dei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Il suo nome significa "montagna del demonio". In cima c'era una stazione d'ascolto della NSA (Agenzia per la Sicurezza Nazionale) con i resti di cinque grandi cupole radar.

resti della stazione di ascolto della NSA a Teufelsberg by Matt Biddulph via Flickr
resti della stazione di ascolto della NSA a Teufelsberg by Matt Biddulph via Flickr

7. Passeggiata tra i Musei della Guerra Fredda

Il Museo della RDT, dedicato alla vita nella ex Repubblica Democratica Tedesca, ospita prefabbricati in scala e oggetti della vita di tutti i giorni lasciati in eredità da alcune famiglie.

Al Mauer Museum al Checkpoint Charlie è invece possibile osservare tutti gli strumenti originali cui gli abitanti di Berlino Est hanno fatto ricorso per fuggire verso la parte occidentale della città, dal pallone ad aria calda all'auto Trabant, alla seggiovia.

8. La "Porta verso la libertà", il memoriale delle "vite in fuga"

La Porta verso la libertà era il punto in cui iniziava la libertà per i milioni di profughi che tra il 1949 e il 1990 abbandonarono la RDT per raggiungere da Repubblica Federale. Questo campo di prima accoglienza nel quartiere di Marienfelde ha quindi avuto un valore simbolico. Oggi una mostra permanente ospita, tra i vari oggetti, un appartamento ricostruito per i rifugiati con mobili originali del 1950.

Una veduta panoramica di Berlino Thomas Wolf, www.foto-tw.de  , via Wikimedia Commons
Una veduta panoramica di Berlino Thomas Wolf, www.foto-tw.de , via Wikimedia Commons

9. Tra i bunker di Berlino

Dal bunker originario della Seconda Guerra Mondiale, riadattato nel 1983 a rifugio antiatomico, alle cosiddette "linee fantasma" - linee della metropolitana occidentale che attraversavano Berlino Est senza fermarsi. Un tour organizzato dalla Berliner Unterwelten E.V. vi illustrerà una serie di bunker fatti costruire dal governo di Berlino Ovest per essere preparati a un possibile conflitto nucleare.

10. La musica e il Muro

Da Another Brick in the Wall, scritta da Roger Waters a Futura di Lucio Dalla, da After Berlin di Neil Young a Wind of Change degli Scorpions fino alla colonna sonora di Yann Tiersen per la fortunata pellicola Good Bye Lenin, la storia di Berlino ha lasciato un'impronta profonda anche nel panorama musicale mondiale, oltre che nelle storie, talvolta frantumate, di un popolo diviso.


Photo credit

Foto di copertina: Il "bacio fraterno tra gli ex leader comunisti della Germania dell'Est e dell'Unione Sovietica, Eric Honecker e Leonid Brezenev, dipinto dall'artista Dimitri Vrubel. By Victorgrigas at English Wikipedia (Transferred from en.wikipedia to Commons.) , via Wikimedia Commons.

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