Dove andare in Sardegna? Santa Teresa di Gallura è un paradiso di spiagge, panorami mozzafiato e fondali da sogno per una vacanza immersi nella natura.

Dalle frastagliate estremità della Sardegna del nord, Santa Teresa di Gallura spalanca una finestra sulle Bocche di Bonifacio e si sporge sull'insenatura naturale del Porto Longosardo, qualificandosi come una destinazione strategica per il turismo estivo grazie alla diabolica combinazione di spiagge, vento, rocce spettacolari, profumi di macchia e collegamenti con l'arcipelago della Maddalena e Bonifacio che dista appena un'ora di navigazione.

1. Le spiagge più belle di Santa Teresa di Gallura

A pochi metri dal centro di Santa Teresa, anche se non ci si crede, si trova la caraibica spiaggia di Rena Bianca che con la sua sabbia fine e chiarissima e i suoi fondali bassi e perfetti per la balneazione dei bambini, riceve dal 1987 il riconoscimento di Bandiera blu d'Europa. Nelle giornate terse da qui la falesia di Bonifacio sembra ad un tiro di schioppo.

Ad appena tre km c'è anche la spiaggia di Santa Reparata che deve il suo nome alla chiesetta campestre che sorge alle sue spalle e protegge i naviganti. I fondali sono limpidissimi, ma quali non lo sono da queste parti?

Procedendo ancora in direzione di Capo Testa, in uno scenario paradisiaco di rocce e acque trasparenti, c'è poi l'imperdibile Cala Spinosa; mentre chi ama le dune di sabbia e il fascino incontaminato dovrà dirigersi a Rena Majore, tra Capo Testa e Monte Russo.

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Rena Bianca by arachi1507 via Flickr
Rena Bianca by arachi1507 via Flickr

2. Capo Testa e la Valle della Luna

Tra i posti che rimarranno scolpiti nella vostra memoria come sassi levigati c'è Capo Testa che, a circa 3 km da Santa Teresa, su un promontorio ancorato alla terraferma da una lingua di sabbia, serve un distillato purissimo di quello che la Gallura può offrire. Lungo l'istmo si trovano le due spiagge di Rena di Ponente e Rena di Levante che per come sono orientate consentono di fare il bagno nelle acque trasparenti su un versante e surfare nell'altro, e viceversa.

Il vento mostra la sua vena artistica modellando i blocchi di granito attorno al Faro in una posizione da cui si godono tramonti leggendari. E come una spina, nel promontorio si apre un varco la Valle della Luna, dove procedendo per un buon tratto a piedi tra mirti e corbezzoli, scoprirete la comunità hippie insediata nelle sue grotte fin dagli anni Sessanta.

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Valle della Luna By Gianf84 (Own work)  , via Wikimedia Commons
Valle della Luna By Gianf84 (Own work) , via Wikimedia Commons

3. Itinerario storico

Le più antiche testimonianze storiche nella zona partono dalla civiltà nuragica. Per saperlo basterà recarsi al complesso di Lu Brandali che conserva la tomba dei giganti, il nuraghe e il villaggio.
Capo Testa ci trasporta invece in epoca romana. Sembra proprio che le colonne del Pantheon provengano da questo incantevole sperone battuto dai venti. E nel medioevo i Pisani venivano a estrarre pilastri di granito che servirono per la costruzione del Duomo e del Battistero di Pisa.

La torre spagnola del Longobardo affaccia poi sulle Bocche dal Cinquecento. Ma affinché la città venga eretta bisogna attendere il 12 agosto del 1808 quando il Re Vittorio Emanuele I di Savoia ne decreterà la fondazione battezzandola con il nome della moglie Maria Teresa d'Austria e tracciando personalmente l'impianto squadrato delle strade e le due piazze al centro. La città nasce da una precisa necessità: vigilare sui traffici e i contrabbandi nelle Bocche, come raccontano le tante torrette disseminate lungo la costa.

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Torre Longosardo by steffy's via Flickr
Torre Longosardo by steffy's via Flickr

4. Vacanze sportive

Il mare di Santa Teresa Gallura con i suoi ricchi fondali accoglie a braccia aperte chi pratica lo snorkeling e chi punta a esplorare le calette più nascoste noleggiando gommoni e imbarcazioni nei numerosi centri disseminati sulla costa.

I venti impetuosi richiamano flotte di windsurfisti a Capo Testa, mentre le forti correnti delle bocche e la conformazione rocciosa danno casa ad una fauna unica. Gli amanti delle immersioni possono emozionarsi ammirando la più grande parete di corallo nero del Mediterraneo che a dispetto del nome è di un giallo abbagliante, o esplorare relitti e grotte. Si organizzano anche escursioni a cavallo e il trekking è molto praticato soprattutto lungo il percorso segnalato che si snoda intorno alla collina di La Cuntessa.

Infine il porto turistico è un approdo sicuro: moderno, curato e perfettamente attrezzato. La sua capienza è di 750 posti barca per natanti fino a 35 metri.

Photo credit

Foto di copertina: Capo Testa Isiwal/Wikimedia Commons/CC-BY-SA-3.0-at , via Wikimedia Commons

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